Il Tirreno

Livorno

«Hanno strappato i tendoni del bare c'era puzza di urina dappertutto»

Vittorio Marinari
«Hanno strappato i tendoni del bare c'era puzza di urina dappertutto»

«Quando sono arrivata stamattina erano tutti distesi sui tavolini, circondavano completamente il bar. Ho subito notato delle panche distrutte e l'odore di urina nell'aria era insopportabile»

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LIVORNO. «Quando sono arrivata stamattina erano tutti distesi sui tavolini, circondavano completamente il bar. Ho subito notato delle panche distrutte e l'odore di urina nell'aria era insopportabile». Così inizia il racconto di Veronica Amato, proprietaria dello storico Bar dei siciliani sul piazzale dei Marmi, proprio di fronte al terminal d'imbarco della Moby, destinazione Sardegna. «Gli ultras del Cagliari - è ancora la signora a parlare - sono arrivati non scortati alla stazione ieri sera verso le 23,30, erano una settantina e non sono stati fatti imbarcare sulla Moby Aki. La polizia era poca e proteggeva la nave. Hanno lasciato andare i tifosi a giro per il terminal senza il minimo pensiero di doverli sorvergliare».
E' così che gli ultras sono rimasti bloccati alla stazione marittima per tutta la notte in attesa di una nuova nave per Olbia. «Alcuni erano entrati nel bar mentre si stava chiudendo - racconta Veronica - era quasi l'una. Ci hanno chiesto qualcosa da mangiare, ma non avevamo niente. Abbiamo chiuso il locale lasciando il piazzale pieno di ragazzi che giravano abbastanza innervositi. Non credevo potesse accadere qualcosa. Invece durante la notte hanno assediato la zona del bar, hanno strappato i tendoni coi taglierini, hanno dormito sui tavoli di legno e distrutto le panche, hanno orinato nel retro del bar e tentato l'irruzione, sfasciando una serranda che, per fortuna, non dava l'accesso all'interno».
Quando la donna è arrivata la mattina, sollecitata dal marito, si è innervosita: «Non è possibile che in questa stazione marittima nessuna forza dell'ordine sia intervenuta, le telecamere di sorveglianza a 360º del porto sono attive giorno e notte ed il bar è ben visibile. Hanno sicuramente ripreso tutto, ma nessuno è intervenuto, nessun controllo, nessuna scorta nonostante la polizia sapesse che i tifosi non erano partiti per tornare a casa». Allarmato è anche Carmelo Amato, il fratello di Veronica, che si è trovato da solo la mattina di fronte ad una folla di tifosi: «Dopo che ho notato cosa avevano fatto ho provato a ragionarci ma era troppo pericoloso, poteva finire male. Mi sembra incredibile che nessuno della vigilanza abbia considerato a rischio la loro presenza dopo i tafferugli che ci sono stati la notte. Ora abbiamo l'esterno del locale vandalizzato ed una serranda distrutta».
«Un tifoso mi ha anche detto di ritenermi fortunato perché potevano fare di peggio - aggiunge - siamo stati lasciati soli dalla vigilanza, la stazione marittima di Livorno durante la notte può essere veramente pericolosa». I baristi ieri mattina hanno comunque aperto ed hanno anche servito molti di quei tifosi che poche ore prima si sono resi complici degli episodi di vandalismo. «Qualcuno è fuggito con qualche pacchetto di patatine o chewing gum in tasca - riprende Veronica - ragionarci era impossibile. Fino alle 11 sono rimasti a giro per la stazione marittima come se nulla fosse successo, poi la Moby Otta ha accettato di imbarcarli con una scorta di sorveglianza. La polizia ha intanto preso visione dei danni che abbiamo segnalato e attende le nostre denunce, ma i vandali non sono stati neanche fermati. Oltre al danno, la beffa».

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