Gioco
LIVORNO
Quello scivolo è costato 85mila euro
lu.dem.
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Il cartello che indica l’età per la quale sono stati ideati i giochi; a destra, la foto dei produttori mostra come si usa lo scivoloI rappresentanti della "Giochisport", l'azienda di Muggio (Milano) che ha venduto al Comune il gioco installato a villa Fabbricotti, l'hanno fatto notare subito come si usa lo scivolo della discordia: va cavalcato, non usato come si faceva con gli scivoli d'una volta
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LIVORNO. I rappresentanti della "Giochisport", l'azienda di Muggio (Milano) che ha venduto al Comune il gioco installato a villa Fabbricotti, l'hanno fatto notare subito come si usa lo scivolo della discordia: va cavalcato, non usato come si faceva con gli scivoli d'una volta.
E l'hanno scritto anche nel materiale che spiega le modalità d'uso dell'impianto. «Una lingua di polietilene da cavalcare durante la scivolata, la caratteristica di non avere bordi permette al bambino di sviluppare il senso dell'equilibrio e di rafforzare la muscolatura». L'idea, come ormai è noto, è rigorosamente "made in Usa". I giochi, infatti, pur distribuiti dall'impresa dell'hinterland milanese, sono stati creati dalla "Landscape structures", azienda americana di Delano, piccola città fra i laghi del Minnesota.
Quando il Comune, nei mesi scorsi, ha deciso di acquistare un nuovo gioco da piazzare in villa Fabbricotti, ha preso tutte le informazioni possibili, si è premurato di accertarsi che avesse le certificazioni di qualità e che, soprattutto, rispettasse anche le normative europee. Vai a immaginare che, qualche mese dopo, ci fossero a breve distanza due infortuni (che non saranno gravissimi, ma di una certa serietà sì) che hanno colpito un bambino e una bambina.
Lo scivolo finito al centro delle polemiche in questi giorni è costato alle casse dell'amministrazione comunale qualcosa come 85mila euro. Una somma non indifferente, ma forse neppure eccessiva se si considera che comprende l'acquisto, il trasporto e il montaggio di tutto il complesso labirinto di tubi metallici, lo scivolo "incriminato" e la pavimentazione di sicurezza, spessa 10 centimetri.
Nel cartello esposto vicino al gioco c'è scritto chiaramente che l'età indicata per utilizzarlo è fra i 5 e i 12 anni (e anche oltre, aggiungono i distributori dell'attrezzatura). Ma non si fa menzione di quello che, anche secondo l'azienda produttrice, è il corretto uso del gioco: a cavalcioni e non come i vecchi scivoli muniti dei bordi.
E l'hanno scritto anche nel materiale che spiega le modalità d'uso dell'impianto. «Una lingua di polietilene da cavalcare durante la scivolata, la caratteristica di non avere bordi permette al bambino di sviluppare il senso dell'equilibrio e di rafforzare la muscolatura». L'idea, come ormai è noto, è rigorosamente "made in Usa". I giochi, infatti, pur distribuiti dall'impresa dell'hinterland milanese, sono stati creati dalla "Landscape structures", azienda americana di Delano, piccola città fra i laghi del Minnesota.
Quando il Comune, nei mesi scorsi, ha deciso di acquistare un nuovo gioco da piazzare in villa Fabbricotti, ha preso tutte le informazioni possibili, si è premurato di accertarsi che avesse le certificazioni di qualità e che, soprattutto, rispettasse anche le normative europee. Vai a immaginare che, qualche mese dopo, ci fossero a breve distanza due infortuni (che non saranno gravissimi, ma di una certa serietà sì) che hanno colpito un bambino e una bambina.
Lo scivolo finito al centro delle polemiche in questi giorni è costato alle casse dell'amministrazione comunale qualcosa come 85mila euro. Una somma non indifferente, ma forse neppure eccessiva se si considera che comprende l'acquisto, il trasporto e il montaggio di tutto il complesso labirinto di tubi metallici, lo scivolo "incriminato" e la pavimentazione di sicurezza, spessa 10 centimetri.
Nel cartello esposto vicino al gioco c'è scritto chiaramente che l'età indicata per utilizzarlo è fra i 5 e i 12 anni (e anche oltre, aggiungono i distributori dell'attrezzatura). Ma non si fa menzione di quello che, anche secondo l'azienda produttrice, è il corretto uso del gioco: a cavalcioni e non come i vecchi scivoli muniti dei bordi.
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