Il Tirreno

Livorno

IL PORTO IN CRISI

Fremura licenzia metà personale

Cristiano Meoni
Fremura licenzia metà personale

E' uno dei nomi grossi dello shipping: Fremura, che dall' 800 significa mare, navi, porto. Un gruppo solido ma non abbastanza da reggere i colpi della crisi. L'agenzia Cesare Fremura, che dall'alto del palazzo di piazza Cavour controlla da decenni i traffici portuali di Livorno e non solo, ha deciso di dimezzare il personale

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LIVORNO. E' uno dei nomi grossi dello shipping: Fremura, che dall' 800 significa mare, navi, porto. Un gruppo solido ma non abbastanza da reggere i colpi della crisi. L'agenzia Cesare Fremura, che dall'alto del palazzo di piazza Cavour controlla da decenni i traffici portuali di Livorno e non solo, ha deciso di dimezzare il personale. Dei 29 dipendenti, 15 saranno licenziati. Sorte analoga era toccata, alcuni mesi fa, ai lavoratori di un'altra agenzia di Fremura, la Deep Sea, chiusa per il venir meno dell'unica compagnia di navigazione da essa agenziata (la Senator Line).

La decisione di mettere in mobilità oltre metà del personale è stata presa dopo che la compagnia armatoriale Misc ha annunciato che dal 1 gennaio 2010 cesserà il servizio per l'Europa e dunque anche per l'Italia. Le navi della compagnia malesiana attualmente scalano a Genova ma vengono da sempre seguite dall'agenzia Fremura. Un brutto colpo per la società livornese. Misc, attualmente, rappresenta l'80 per cento del fatturato della Cesare Fremura.
La situazione sarebbe stata problematica anche senza la disdetta della Misc. Nei primi quattro mesi del 2008 i contenitori movimentati dalle navi battenti bandiera malesiana sono diminuiti del 28 per cento rispetto al 2008.
Ancor più drastico il calo di attività registrato complessivamente dalla Cesare Fremura: meno 32 per cento sul 2008 in termini di contenitori e meno 58 per cento considerando il fatturato. Tutto ciò in un contesto di crisi generalizzata dei porti e senza che vi siano apprezzabili spiragli di ripresa.

La Cesare Fremura srl, che nel 2008 ha fatturato 3 milioni e mezzo conseguendo un leggero utile, prevede di chiudere il 2009 con il 40 per cento di fatturato in meno (2 milioni) e una consistente perdita (500.000 euro).
Gli effetti della perdita del contratto della Misc si vedranno però nel 2010, quando si stima che il fatturato possa crollare a 800mila euro. Da qui la decisione di incidere sui costi, riportandoli più possibilmente in linea con i ricavi, tagliando il personale.
Una decisione giunta in piena estate come un fulmine a ciel sereno, che i dipendenti hanno appreso non dall'azienda ma dai sindacati, a cui l'azienda ha comunicato l'avvio della procedura di mobilità. Scartate le due ipotesi in grado di mantenere i posti di lavoro (contratti di solidarietà e contratti part time), nei primi incontri avuti con i rappresentanti sindacali l'azienda si è detta indisponibile a riassorbire il personale in esubero nelle altre società del gruppo o in operazioni future della proprietà (come la realizzazione del Nuovo Centro).
I tagli interesseranno principalmente la sede di Livorno (12 impiegati) e le filiali di Genova (2) e Milano (1).

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