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LIVORNO
«Raffineria Eni, non molleremo»Martini chiede garanzie sui livelli occupazionali
Valeria Cappelletti
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Il presidente della Regione Toscana Claudio MartiniDa un lato il presidente della Regione Toscana che rassicura sull'intenzione di «continuare a sollecitare Eni», dall'altro Rifondazione e comunisti italiani che annunciano iniziative di presenza fra i lavoratori
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LIVORNO. Da un lato il presidente della Regione Toscana che rassicura sull'intenzione di «continuare a sollecitare Eni», dall'altro Rifondazione e comunisti italiani che annunciano iniziative di presenza fra i lavoratori. Stavolta è il presidente Martini a inzalcare l'azienda: «Qualunque ipotesi sul futuro della raffineria dovrà offrire massime garanzie sul mantenimento dell'occupazione e della capacità produttiva. Continueremo a sollecitare Eni coinvolgendo anche il governo nazionale».
«E' un passaggio delicato - evidenzia Martini - che riguarda un fondamentale polo produttivo per la provincia di Livorno e per l'intera regione. È necessario quindi che la scelta di un soggetto come Eni che, ricordiamolo, ha lo Stato quale maggior azionista, avvenga in sintonia con il territorio, informando e coinvolgendo la Regione e gli enti locali». Martini annuncia che da lunedì prossimo la Regione riprenderà le sue iniziative «anche verso il governo, perché l'eventuale cessione non costituisca in alcuna misura una penalizzazione per il tessuto produttivo dell'area».
Prc e Pdci, invece, sono pronti a una "full immersion" fra i lavoratori. «A settembre creeremo un punto di ascolto in piazza Grande o piazza Cavour che unisca i lavoratori e le istituzioni, per aprire un dibattito sulla crisi economica e rispondere alle domande sulla situazione delle imprese della nostra città e delle zone limitrofe come Eni, ex Delphi e Magna di Collesalvetti», annuncia il consigliere regionale di Rifondazione Aldo Manetti. Insieme a lui, anche Alberto Benedetti, vicesindaco del Comune di Collesalvetti; Michele Mazzola, consigliere provinciale e Lorenzo Cosimi, consigliere comunale di Livorno.
«Il nostro obiettivo è difendere i lavoratori - ha continuato Manetti - e per fare questo è necessario aprire un confronto tra le forme politiche presenti sul territorio, le istituzioni locali e regionali e far capire ai cittadini che noi siamo al loro fianco».
La situazione delle imprese a Livorno e nei territori vicini non è delle più rosee, dal futuro incerto della raffineria Eni e dei suoi operai, ai 170 lavoratori in cassa integrazione della ex Delphi, fino allo stabilimento della Solvay di Rosignano «la cui produzione è calata del 40%», ha sottolineato Michele Mazzola.
Per finire con la Fonderia Carlo Gelli di Collesalvetti «che da un mese ha messo in cassa integrazione ordinaria 40 lavoratori per 13 settimane e in passato non aveva mai avuto problemi di crisi», ha detto Alberto Benedetti. Segni di una situazione economica difficile, che ha colpito duramente il cuore dell'industria, non solo livornese, e che deve indurre le istituzioni locali a una riflessione per realizzare interventi appropriati. Ma non solo. «E' necessario che anche il governo nazionale venga a conoscenza della situazione attuale in cui si trovano le nostre aziende», conclude Mazzola.
«E' un passaggio delicato - evidenzia Martini - che riguarda un fondamentale polo produttivo per la provincia di Livorno e per l'intera regione. È necessario quindi che la scelta di un soggetto come Eni che, ricordiamolo, ha lo Stato quale maggior azionista, avvenga in sintonia con il territorio, informando e coinvolgendo la Regione e gli enti locali». Martini annuncia che da lunedì prossimo la Regione riprenderà le sue iniziative «anche verso il governo, perché l'eventuale cessione non costituisca in alcuna misura una penalizzazione per il tessuto produttivo dell'area».
Prc e Pdci, invece, sono pronti a una "full immersion" fra i lavoratori. «A settembre creeremo un punto di ascolto in piazza Grande o piazza Cavour che unisca i lavoratori e le istituzioni, per aprire un dibattito sulla crisi economica e rispondere alle domande sulla situazione delle imprese della nostra città e delle zone limitrofe come Eni, ex Delphi e Magna di Collesalvetti», annuncia il consigliere regionale di Rifondazione Aldo Manetti. Insieme a lui, anche Alberto Benedetti, vicesindaco del Comune di Collesalvetti; Michele Mazzola, consigliere provinciale e Lorenzo Cosimi, consigliere comunale di Livorno.
«Il nostro obiettivo è difendere i lavoratori - ha continuato Manetti - e per fare questo è necessario aprire un confronto tra le forme politiche presenti sul territorio, le istituzioni locali e regionali e far capire ai cittadini che noi siamo al loro fianco».
La situazione delle imprese a Livorno e nei territori vicini non è delle più rosee, dal futuro incerto della raffineria Eni e dei suoi operai, ai 170 lavoratori in cassa integrazione della ex Delphi, fino allo stabilimento della Solvay di Rosignano «la cui produzione è calata del 40%», ha sottolineato Michele Mazzola.
Per finire con la Fonderia Carlo Gelli di Collesalvetti «che da un mese ha messo in cassa integrazione ordinaria 40 lavoratori per 13 settimane e in passato non aveva mai avuto problemi di crisi», ha detto Alberto Benedetti. Segni di una situazione economica difficile, che ha colpito duramente il cuore dell'industria, non solo livornese, e che deve indurre le istituzioni locali a una riflessione per realizzare interventi appropriati. Ma non solo. «E' necessario che anche il governo nazionale venga a conoscenza della situazione attuale in cui si trovano le nostre aziende», conclude Mazzola.
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