Il Tirreno

Livorno

ATTESA E SOSPETTI

Piazza XX, i lavori non vanno avanti

Juna Goti
La recinzione piazzata attorno ai banchi di piazza XX Settembre
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La recinzione piazzata attorno ai banchi di piazza XX Settembre

Afa, lentezza e retroscena: è racchiusa in queste tre parole l'estate infuocata - e non solo per il caldo - di piazza XX Settembre. Ieri mattina, nonostante l'ingabbiatura a effetto di martedì, tra i vecchi banchi del mercatino non c'era l'ombra di un operaio

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LIVORNO. Afa, lentezza e retroscena: è racchiusa in queste tre parole l'estate infuocata - e non solo per il caldo - di piazza XX Settembre. Ieri mattina, nonostante l'ingabbiatura a effetto di martedì (giorno in cui sono iniziate ufficialmente le operazioni di messa in sicurezza prima dello smantellamento), tra i vecchi banchi del mercatino non c'era l'ombra di un operaio. Almeno della Metalferro, la ditta pistoiese che opera per conto del consorzio degli ambulanti. Sul posto solo i tecnici Enel che hanno staccato le ultime centraline e alcuni commercianti che hanno rimosso dai box il materiale non ferroso poi ritirato da Aamps.

Così il dubbio sorge spontaneo: quella del 18 è stata solo una falsa partenza? E qui arriva il retroscena. La scorsa settimana l'amministrazione avrebbe lanciato ai commercianti un ultimatum: se i lavori non fossero iniziati entro martedì, con un'apposita ordinanza avrebbe preso in mano la situazione incaricando una nuova ditta di procedere immediatamente allo smantellamento e accollando le eventuali spese al consorzio. Forse è per questo che la Metalferro si è vista costretta a intervenire nonostante l'handicap di ferie e personale ridotto della settimana di ferragosto.
Così esercenti e residenti sono tornati a rumoreggiare: «Hanno bluffato, mezza piazza transennata e poi più niente».

«Ma la fase dell'ordinanza - chiarisce il dirigente comunale Roberto Ceccarini - è stata superata e i lavori, anche se un po' più lenti, sono avviati. La ditta ha assicurato ai consorziati che da lunedì sarà completamente operativa».
Poi una novità: per buttare già le prime baracche potrebbe non essere necessaria l'ordinanza di chiusura del traffico. Le ruspe, infatti, inizieranno l'abbattimento partendo dall'interno per poi procedere verso la strada. Alla fine dovrà restare in piedi solo l'edicola comunale gestita dallo storico Felice, il cui futuro (valorizzazione o spostamento) deve essere ancora definito.
E dopo la demolizione? Quanto tempo ci vorrà per rendere vivibile la piazza? Come sottolineato da Ceccarini sono previste due fasi: «La prima di messa in sicurezza che dovrà partire subito e la seconda di recupero con una richiesta di finanziamento (i Piuss) di un milione di euro e già avanzata». Per la prima fase la giunta ha messo in bilancio circa 100mila euro per interventi immediati (quelli che, appunto, non possono aspettare l'aiuto europeo) ai quali vanno aggiunti i 7mila della Circoscrizione 2 per la segnaletica e i paletti dissuasori. «I soldi - concludono i tecnici - serviranno a smantellare i basamenti dei box e a livellare la zona con una pavimentazione provvisoria simile a quella di piazza della Repubblica. Sistemeremo anche dei paletti per evitare che l'area diventi un parcheggio". Per la viabilità, sarà riaperta al traffico la strada dietro alla chiesa, visto che le auto non potranno più circolare davanti al sagrato.

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