Sicurezza
Il critico d’arte insiste: sono autentiche. «Le altre tre sono schifezze, però fate pure»
Pepi: esponete le statue del carrozziere
Alice Barontini
Il critico d’arte insiste: sono autentiche. «Le altre tre sono schifezze, però fate pure»
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LIVORNO. Un altro personaggio del mondo dell'arte che viene in mente quando si parla di teste di Modigliani è Carlo Pepi. Insieme ad un ristrettissimo altro gruppo di critici e galleristi (oltre alla figlia di Modigliani, Jeanne, morta a Parigi in circostanze che secondo alcuni non sono mai state chiarite fino in fondo), Pepi fu tra i primi a dire che le teste trovate nei fossi non erano vere. Lo fece, fra l'altro, quando ancora non era emersa la storia della burla.
Chiediamo anche a lui cosa pensa di un'eventuale esposizione di quelle tre pietre ripescate dalle acque limacciose dei canali cittadini: «Esporre quelle tre schifezze?», è la sua domanda retorica che butta lì, senza tanti giri di parole. «Mah, se lo reputano opportuno lo facciano pure - prosegue Pepi - mi sembrerebbe però più interessante tirare fuori quelle tre statue trovate dal Carboni, che io ho giudicato autentiche fin dal primo momento in cui le ho viste. E' vero che alcuni dicono che io sono un "professionista di campagna", ma oltre ad avere studiato l'arte fin da giovane ho quello che molti critici non hanno: la sensibilità, l'occhio. Così, da solo, sfido il mondo e continuo a dire che le teste trovate dal Carboni sono vere».
Carlo Pepi rievoca anche una proposta di confronto che fece quando vennero fuori le pietre trovate nella carrozzeria: «Sì, avevo proposto anche una mostra in cui venissero esposte: così si vedrebbe che differenza abissale c'è tra queste e quelle del Fosso». E chiude, tra l'arrabbiato e l'amareggiato: «Se quelle teste dei fossi hanno fatto ridere il mondo intero, queste del Carboni lo fanno piangere perché io sono sicuro che sono autentiche. Di più: credo che siano tra le più belle mai realizzate da Modigliani, ma nessuno mi ascolta».
Chiediamo anche a lui cosa pensa di un'eventuale esposizione di quelle tre pietre ripescate dalle acque limacciose dei canali cittadini: «Esporre quelle tre schifezze?», è la sua domanda retorica che butta lì, senza tanti giri di parole. «Mah, se lo reputano opportuno lo facciano pure - prosegue Pepi - mi sembrerebbe però più interessante tirare fuori quelle tre statue trovate dal Carboni, che io ho giudicato autentiche fin dal primo momento in cui le ho viste. E' vero che alcuni dicono che io sono un "professionista di campagna", ma oltre ad avere studiato l'arte fin da giovane ho quello che molti critici non hanno: la sensibilità, l'occhio. Così, da solo, sfido il mondo e continuo a dire che le teste trovate dal Carboni sono vere».
Carlo Pepi rievoca anche una proposta di confronto che fece quando vennero fuori le pietre trovate nella carrozzeria: «Sì, avevo proposto anche una mostra in cui venissero esposte: così si vedrebbe che differenza abissale c'è tra queste e quelle del Fosso». E chiude, tra l'arrabbiato e l'amareggiato: «Se quelle teste dei fossi hanno fatto ridere il mondo intero, queste del Carboni lo fanno piangere perché io sono sicuro che sono autentiche. Di più: credo che siano tra le più belle mai realizzate da Modigliani, ma nessuno mi ascolta».
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