Toscana
LIVORNO
Giochi in villa, ancora una caduta: una bambina si rompe le vertebre
Non c'è pace per la nuova struttura made in Usa piazzata dal Comune nel parco della Villa: dopo il caso di Niccolò, che si è rotto un gomito cadendo dallo scivolo senza sponde, ecco quello di Maria Giulia, 10 anni, che la mattina del 24 luglio si è procurata un infortunio ancor più grave con l'arrampicatoio
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LIVORNO. «Mia figlia è caduta dal nuovo gioco gioco di Villa Fabbricotti e si è rotta due vertebre: ora, dopo dieci giorni d'ospedale, deve stare tutto il giorno con un busto che si toglie solo per andare a letto».
Non c'è pace per la nuova struttura made in Usa piazzata dal Comune nel parco della Villa: dopo il caso di Niccolò, che si è rotto un gomito cadendo dallo scivolo senza sponde, ecco quello di Maria Giulia, 10 anni, che la mattina del 24 luglio si è procurata un infortunio ancor più grave con l'arrampicatoio.
E, ancora una volta, i genitori dei piccoli infortunati mettono sotto accusa la nuova struttura metallica gialla e blu, che ritengono decisamente pericolosa: «Mia figlia è caduta perché le è sfuggita la presa, con le manine sudate, sui tubi verniciati a lucido e che col sudore diventano scivolosi - accusa il padre, Fausto Cionini - Io stesso ho fatto la prova e ho visto che è molto facile perdere l'appiglio».
Fausto Cionini, nome piuttosto noto nelle arti marziali livornesi (è cintura nera di ju-jtsu), spiega che la bambina, che fra l'altro è una ragazzina agile ed atletica e che a sua sua volta pratica il ju-jtsu, era andata al parco con al baby sitter. Poi, mentre faceva il percorso dell'arrampicatoio, una specie di scala ad arco, è caduta battendo pesantemente il fondoschiena sulla gomma del pavimento dell'area giochi, che ancora una volta non è riuscita ad evitare serie conseguenze.
«All'inizio non sembrava niente di grave - ricorda il signor Cionini - poi Maria Giulia ci ha detto che sentiva un gran dolore, e così l'abbiamo portata all'ospedale: le hanno fatto subito una risonanza e si è visto che aveva due vertebre fratturate. Così la bambina è stata immobilizzata per 10 giorni in un letto dell'opedale. Poi - prosegue il padre - la ho portata a Firenze, al Meyer, e anche qui per fortuna, mi hanno tranquillizzato: Maria Giulia si era sì rotta due vertebre, ma le fratture erano composte e quindi i miei timori di problemi al midollo sono stati fugati».
Conseguenze, invece, ci sono state per tutti i problemi che la piccola ha dovuto affrontare portando il bustino rigido tutto il giorno. «I medici mi hanno detto che poteva toglierlo con grande precauzione solo per dormire o stando in acqua - ha spiegato Fausto Cionini - per questo ho trovato una piscina poco frequentata e le ho costruito una specie di salvagente che la sostenesse nel modo appropriato modificando un canottino».
Ora Cionini, che ha anche incontrato la signora Betti, la mamma di Niccolò, per discutere un'eventuale azione comune, punta il dito contro la nuova struttura: «E' pericolosa e c'è il rischio che si faccia male qualche altro bambino. Proprio per questo bisogna fare qualcosa». Cionini, che fra laltro ritiene anche lui che lo scivolo senza sponde sia estremamente pericoloso, sottolinea come a rendere il tutto ancora più insicuro sia l'assoluta mancanza di scritte o illustrazioni che spieghino come usarlo: «Così potrebbero ripetersi altri incidenti».
Non c'è pace per la nuova struttura made in Usa piazzata dal Comune nel parco della Villa: dopo il caso di Niccolò, che si è rotto un gomito cadendo dallo scivolo senza sponde, ecco quello di Maria Giulia, 10 anni, che la mattina del 24 luglio si è procurata un infortunio ancor più grave con l'arrampicatoio.
E, ancora una volta, i genitori dei piccoli infortunati mettono sotto accusa la nuova struttura metallica gialla e blu, che ritengono decisamente pericolosa: «Mia figlia è caduta perché le è sfuggita la presa, con le manine sudate, sui tubi verniciati a lucido e che col sudore diventano scivolosi - accusa il padre, Fausto Cionini - Io stesso ho fatto la prova e ho visto che è molto facile perdere l'appiglio».
Fausto Cionini, nome piuttosto noto nelle arti marziali livornesi (è cintura nera di ju-jtsu), spiega che la bambina, che fra l'altro è una ragazzina agile ed atletica e che a sua sua volta pratica il ju-jtsu, era andata al parco con al baby sitter. Poi, mentre faceva il percorso dell'arrampicatoio, una specie di scala ad arco, è caduta battendo pesantemente il fondoschiena sulla gomma del pavimento dell'area giochi, che ancora una volta non è riuscita ad evitare serie conseguenze.
«All'inizio non sembrava niente di grave - ricorda il signor Cionini - poi Maria Giulia ci ha detto che sentiva un gran dolore, e così l'abbiamo portata all'ospedale: le hanno fatto subito una risonanza e si è visto che aveva due vertebre fratturate. Così la bambina è stata immobilizzata per 10 giorni in un letto dell'opedale. Poi - prosegue il padre - la ho portata a Firenze, al Meyer, e anche qui per fortuna, mi hanno tranquillizzato: Maria Giulia si era sì rotta due vertebre, ma le fratture erano composte e quindi i miei timori di problemi al midollo sono stati fugati».
Conseguenze, invece, ci sono state per tutti i problemi che la piccola ha dovuto affrontare portando il bustino rigido tutto il giorno. «I medici mi hanno detto che poteva toglierlo con grande precauzione solo per dormire o stando in acqua - ha spiegato Fausto Cionini - per questo ho trovato una piscina poco frequentata e le ho costruito una specie di salvagente che la sostenesse nel modo appropriato modificando un canottino».
Ora Cionini, che ha anche incontrato la signora Betti, la mamma di Niccolò, per discutere un'eventuale azione comune, punta il dito contro la nuova struttura: «E' pericolosa e c'è il rischio che si faccia male qualche altro bambino. Proprio per questo bisogna fare qualcosa». Cionini, che fra laltro ritiene anche lui che lo scivolo senza sponde sia estremamente pericoloso, sottolinea come a rendere il tutto ancora più insicuro sia l'assoluta mancanza di scritte o illustrazioni che spieghino come usarlo: «Così potrebbero ripetersi altri incidenti».
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