Sicurezza
IL PASTICCIO DI COLLESALVETTI
Piscine, un milione e mezzo sparito
Cristiano Meoni
C'era un soggetto pronto a subentrare nella gestione delle piscine di Collesalvetti, la Acqua Club d'intesa con la Cospid (come è spiegato sotto). Tutto era stato congegnato a puntino per un passaggio più indolore possibile
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LIVORNO. C'era un soggetto pronto a subentrare nella gestione delle piscine di Collesalvetti, la Acqua Club d'intesa con la Cospid (come è spiegato sotto). Tutto era stato congegnato a puntino per un passaggio più indolore possibile. E, dunque, se il sindaco Lorenzo Bacci ha deciso di bloccare la pratica e, per tutta risposta, di inviare un esposto alla magistratura, un motivo serio deve esserci.
E la risposta può essere l'abnorme differenza tra quello che la Sesport dice di avere speso per costruire il complesso sportivo (3,8 milioni di euro) e il valore della struttura stimato dall'ufficio tecnico del Comune di Collesalvetti, 2 milioni e 300mila euro. Se la stima del Comune non è clamorosamente sbagliata, significa che mancano all'appello 1 milione e mezzo: soldi spesi male. E soldi pubblici, essendo garantiti da una fideiussione del Comune. Da qui l'esposto alla Corte dei Conti, per capire se c'è stato un danno erariale e chi siano eventualmente i responsabili. Ma l'esposto è stato mandato anche alla Procura della Repubblica perchè il consulente legale incaricato dal Comune, l'avvocato Giuseppe Toscano del foro di Pisa, avrebbe individuato possibili profili penali.
Perplessità sulle cifre, dunque, che saranno oggetto di una più approfondita perizia. Ma dubbi sono stati sollevati pure sulla decisione della passata amministrazione di prestare una fideiussione di così ingente importo (4 milioni di euro) a una società scarsamente capitalizzata (la Sesport, 27mila euro di capitale). Un'operazione consentita dalla legge (all'articolo 207 del testo unico degli enti locali del 2007) ma molto rischiosa. Un rischio che si è concretizzato quando la società con la quale la Sesport si era assicurata, la Albatross Invest, è fallita. E adesso con il cerino in mano è rimasto il Comune, che ha sottoscritto come fideiussore i contratti di mutuo con Mediocredito Trentino (3,5 milioni) e Credito Cooperativo di Castagneto (500mila euro).
In tutta questa vicenda dai contorni assai nebulosi l'unica certezza è che dei soldi sono usciti dalle banche (3,8 milioni, come ha dichiarato il presidente di Sesport Daniele Giusti) e sono entrati nelle imprese edili che hanno effettuato i lavori. Per rientrare in possesso delle somme le banche hanno avviato il pignoramento delle piscine ma in qualsiasi momento potranno bussare al Comune.
E la risposta può essere l'abnorme differenza tra quello che la Sesport dice di avere speso per costruire il complesso sportivo (3,8 milioni di euro) e il valore della struttura stimato dall'ufficio tecnico del Comune di Collesalvetti, 2 milioni e 300mila euro. Se la stima del Comune non è clamorosamente sbagliata, significa che mancano all'appello 1 milione e mezzo: soldi spesi male. E soldi pubblici, essendo garantiti da una fideiussione del Comune. Da qui l'esposto alla Corte dei Conti, per capire se c'è stato un danno erariale e chi siano eventualmente i responsabili. Ma l'esposto è stato mandato anche alla Procura della Repubblica perchè il consulente legale incaricato dal Comune, l'avvocato Giuseppe Toscano del foro di Pisa, avrebbe individuato possibili profili penali.
Perplessità sulle cifre, dunque, che saranno oggetto di una più approfondita perizia. Ma dubbi sono stati sollevati pure sulla decisione della passata amministrazione di prestare una fideiussione di così ingente importo (4 milioni di euro) a una società scarsamente capitalizzata (la Sesport, 27mila euro di capitale). Un'operazione consentita dalla legge (all'articolo 207 del testo unico degli enti locali del 2007) ma molto rischiosa. Un rischio che si è concretizzato quando la società con la quale la Sesport si era assicurata, la Albatross Invest, è fallita. E adesso con il cerino in mano è rimasto il Comune, che ha sottoscritto come fideiussore i contratti di mutuo con Mediocredito Trentino (3,5 milioni) e Credito Cooperativo di Castagneto (500mila euro).
In tutta questa vicenda dai contorni assai nebulosi l'unica certezza è che dei soldi sono usciti dalle banche (3,8 milioni, come ha dichiarato il presidente di Sesport Daniele Giusti) e sono entrati nelle imprese edili che hanno effettuato i lavori. Per rientrare in possesso delle somme le banche hanno avviato il pignoramento delle piscine ma in qualsiasi momento potranno bussare al Comune.
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