Gioco
LIVORNO
Livornesi, popolo di supersbadati
Lara Loreti
◗
L’ufficio denunce dei carabinieri in viale FabbricottiDistratti, smemorati, campioni negli smarrimenti. Ma sempre con un tocco di fantasia e originalità. I livornesi popolo di svagati. «Si perdono tutto». E lo sanno bene le forze dell'ordine che ogni giorno, nei rispettivi uffici, raccolgono in media oltre 30 denunce di smarrimento, per un totale di circa 12mila all'anno
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LIVORNO. Distratti, smemorati, campioni negli smarrimenti. Ma sempre con un tocco di fantasia e originalità. I livornesi popolo di svagati. «Si perdono tutto». E lo sanno bene le forze dell'ordine che ogni giorno, nei rispettivi uffici, raccolgono in media oltre 30 denunce di smarrimento, per un totale di circa 12mila all'anno.
Niente male per una città di 150mila abitanti. Dal primo gennaio ad oggi, i carabinieri della stazione centro, sempre aperta mattina e pomeriggio, hanno ricevuto 3300 denunce; 2500 la questura; 800 la stazione militare di Ardenza, 435 quella del Porto e 109 Montenero. Totale oltre 7mila. Nel 2008, solo i carabinieri del centro ne ha collezionate 5100.
A ricorrere agli uffici di polizia e carabinieri per denunciare gli smarrimenti sono più donne che uomini, di solito persone adulte e anziane, meno i giovani. Gli oggetti perduti che fanno impazzire i livornesi sono di tutti i tipi: dai documenti di identità alle tessere del supermercato fino a diplomi e addirittura disegni. Ogni oggetto smarrito diventa un'occasione per recarsi in caserma o in questura per la denuncia. Neppure l'afa di questi giorni è riuscita a scoraggiare i livornesi, che non si sono fermati neanche di fronte alle ferie. Anzi, in questi giorni più che mai l'afflusso è cresciuto. Si viaggia ai livelli di 40-50 al giorno. Il premio fedeltà va a sei persone che il giorno di Ferragosto si sono presentate in viale Fabbricotti, alla stazione Livorno centro, per compilare il modello di smarrimento fornito dai militari.
Il premio "pazienza" invece se lo aggiudicano agenti di polizia e carabinieri che ogni mattina e pomeriggio, per 365 giorni l'anno, accolgono il pubblico. E si consideri che non proprio tutti sono rapidi e chiarissimi nel raccontare la propria piccola avventura.
Ecco una carrellata di esempi. L'articolo smarrito più "banale": la carta di identità. Il più originale: un paio di occhiali da sole. Il record: è una livornese che ha perso in una volta sola le tessere socio Coop, Upim, Pam, Coin, più il portafoglio con i documenti di identità che conteneva anche un paio di orecchini d'oro e perle. Capitolo a parte meritano i certificati e altri documenti, che figurano tra i più perduti: tessere sanitarie, certificati di proprietà dei veicoli, contrassegni di invalidità per il parcheggio. Per non parlare della serie di carte di credito, bancomat, blocchetti degli assegni e prepagate.
Sul tavolo di carabinieri e polizia arriva dunque di tutto. Inutile dire che la scarsa memoria dei livornesi ha un costo: prima di tutto per la burocrazia, che subisce un forte aggravio. Specialmente quando - in tempi di forte crisi per la pubblica amministrazione - le denunce (non solo di smarrimento) sono moltissime e il personale poco. In questura e alla sede centrale dei carabinieri lo sportello è unico ed è aperto dalle 8 alle 20. Un grande impegno per le forze dell'ordine, alle prese con la scarsità delle risorse. Di fronte a queste difficoltà oggettive, non resta altro da fare se non lanciare un appello ai cittadini: «Siate più accorti», sollecitano dalla questura e dai carabinieri, pur ribadendo la sempre piena disponibilità al cittadino.
Niente male per una città di 150mila abitanti. Dal primo gennaio ad oggi, i carabinieri della stazione centro, sempre aperta mattina e pomeriggio, hanno ricevuto 3300 denunce; 2500 la questura; 800 la stazione militare di Ardenza, 435 quella del Porto e 109 Montenero. Totale oltre 7mila. Nel 2008, solo i carabinieri del centro ne ha collezionate 5100.
A ricorrere agli uffici di polizia e carabinieri per denunciare gli smarrimenti sono più donne che uomini, di solito persone adulte e anziane, meno i giovani. Gli oggetti perduti che fanno impazzire i livornesi sono di tutti i tipi: dai documenti di identità alle tessere del supermercato fino a diplomi e addirittura disegni. Ogni oggetto smarrito diventa un'occasione per recarsi in caserma o in questura per la denuncia. Neppure l'afa di questi giorni è riuscita a scoraggiare i livornesi, che non si sono fermati neanche di fronte alle ferie. Anzi, in questi giorni più che mai l'afflusso è cresciuto. Si viaggia ai livelli di 40-50 al giorno. Il premio fedeltà va a sei persone che il giorno di Ferragosto si sono presentate in viale Fabbricotti, alla stazione Livorno centro, per compilare il modello di smarrimento fornito dai militari.
Il premio "pazienza" invece se lo aggiudicano agenti di polizia e carabinieri che ogni mattina e pomeriggio, per 365 giorni l'anno, accolgono il pubblico. E si consideri che non proprio tutti sono rapidi e chiarissimi nel raccontare la propria piccola avventura.
Ecco una carrellata di esempi. L'articolo smarrito più "banale": la carta di identità. Il più originale: un paio di occhiali da sole. Il record: è una livornese che ha perso in una volta sola le tessere socio Coop, Upim, Pam, Coin, più il portafoglio con i documenti di identità che conteneva anche un paio di orecchini d'oro e perle. Capitolo a parte meritano i certificati e altri documenti, che figurano tra i più perduti: tessere sanitarie, certificati di proprietà dei veicoli, contrassegni di invalidità per il parcheggio. Per non parlare della serie di carte di credito, bancomat, blocchetti degli assegni e prepagate.
Sul tavolo di carabinieri e polizia arriva dunque di tutto. Inutile dire che la scarsa memoria dei livornesi ha un costo: prima di tutto per la burocrazia, che subisce un forte aggravio. Specialmente quando - in tempi di forte crisi per la pubblica amministrazione - le denunce (non solo di smarrimento) sono moltissime e il personale poco. In questura e alla sede centrale dei carabinieri lo sportello è unico ed è aperto dalle 8 alle 20. Un grande impegno per le forze dell'ordine, alle prese con la scarsità delle risorse. Di fronte a queste difficoltà oggettive, non resta altro da fare se non lanciare un appello ai cittadini: «Siate più accorti», sollecitano dalla questura e dai carabinieri, pur ribadendo la sempre piena disponibilità al cittadino.
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