Il Tirreno

Livorno

BRACCIO DI FERRO

Piazza XX ingabbiata, operai al lavoro

Juna Goti
Gli operai e i vigili ieri in piazza Venti Erano presenti anche diversi commercianti
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Gli operai e i vigili ieri in piazza Venti Erano presenti anche diversi commercianti

Il vecchio mercatino americano, quello nato e cresciuto sotto gli alberi di piazza XX Settembre, ha davvero le ore contate. Ovviamente intoppi e ritardi extra permettendo. Ieri mattina, infatti, come annunciato alcuni giorni fa, gli operai della ditta pistoiese incaricata della demolizione, la Metalferro, hanno raggiunto i banchi ormai abbandonati armati di cesoie e reti metalliche

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LIVORNO. Il vecchio mercatino americano, quello nato e cresciuto sotto gli alberi di piazza XX Settembre, ha davvero le ore contate. Ovviamente intoppi e ritardi extra permettendo. Ieri mattina, infatti, come annunciato alcuni giorni fa, gli operai della ditta pistoiese incaricata della demolizione, la Metalferro, hanno raggiunto i banchi ormai abbandonati armati di cesoie e reti metalliche.
Due gli obiettivi: procedere alla pulizia (aprendo anche i box sigillati da oltre dieci anni) e alla messa in sicurezza dell'area prima dell'arrivo delle ruspe. Un arrivo per il quale ci sarà comunque da attendere ancora un po'. Infatti, anche se il responsabile della Metalferro, Roberto Bargagna, alle domande dei residenti impazienti - e arrabbiati - si affretta a rispondere che «i mezzi arriveranno sul posto entro la fine di questa settimana», è più probabile che la demolizione vera e propria non inizi prima della prossima, forse lunedì o martedì. L'intervento è piuttosto complesso vista l'abbondanza di materiale extra ferroso (come legno e plastica) da rimuovere assolutamente prima della smantellamento. Ma facciamo un passo indietro.

Ieri, insieme agli operai, sono arrivati anche alcuni dei commercianti che si sono già trasferiti in via della Cinta Esterna e che hanno liberato i loro box da scaffalature e rivestimenti: il via vai andrà avanti fino a quando nella piazza non resteranno solo strutture ferrose che, come da accordi, saranno demolite, pressate e rimosse direttamente dalla Metalferro. Il resto del materiale sarà invece accatastato dai singoli ambulanti e ritirato di volta in volta dall'Aamps.
E il primo passo? Quando gli operai si sono avventurati tra le storiche baracche per posizionare le reti metalliche che renderanno più difficile l'accesso abusivo, è saltato fuori di tutto: da un polveroso stock di maglioni anni Settanta, alla carcassa mezza bruciata di uno scooter. Poi le conseguenze degli ultimi, ingloriosi, quindici giorni di totale abbandono: bottiglie di birra, cartoni, ventilatori rotti e un forte, fortissimo puzzo di pipì.

L'area viene lentamente ingabbiata e in molti si fermano a dare un'occhiata: così la speranza di vedere finalmente demolire quella baraccopoli divenuta insopportabile si mescola ai ricordi e a un pizzico di nostalgia. Restano aperte, però, alcune questioni. La prima: c'è da capire quando e come sarà smantellato il box rosso rivestito da dodici pannelli di eternit che non appartiene ad alcuno dei consorziati e che per il momento è stato solo recintato.
In più, nonostante l'inizio dei lavori, il banco di Rustici (sull'angolo davanti alla chiesa) è rimasto aperto, così come l'edicola comunale che si trova sul lato opposto: ieri mattina i gestori hanno raggiunto palazzo Civico per capire cosa dovranno fare nei prossimi giorni e cosa ne sarà della loro attività.

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