Gioco
LIVORNO
Subivano abusi, bimbi tolti alla madre
Lara Loreti
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Le baraccopoli nel campo adiacente ai cimiteri della Misericordia dove i rom hanno costruito le loro abitazioniLei ha appena otto anni. Il suo fratellino è ancora più piccolo. Due bimbi bellissimi, ma dal sorriso violato. Entrambi mercoledì sono stati affidati a una casa famiglia in quanto vittime di maltrattamenti e abusi
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LIVORNO. Lei ha appena otto anni. Il suo fratellino è ancora più piccolo. Due bimbi bellissimi, ma dal sorriso violato. Entrambi mercoledì sono stati affidati a una casa famiglia in quanto vittime di maltrattamenti e abusi. Per questo il giudice del tribunale minorile ha stabilito di togliere ai genitori la potestà e di dare i piccoli in custodia ad assistenti sociali, presso un centro specializzato nell'assistenza a minori che vivono in situazioni di disagio. Lì i bimbi potranno seguire un programma personalizzato, studiato per chi ha subito violenze, e potranno provare a combattere il dolore finora subito con l'aiuto di specialisti.
Una storia di sofferenze che si è consumata in città: protagonista una famiglia rumena che vive in un appartamento in centro. I due bambini vivevano con la madre, il convivente di lei e altri parenti. Una famiglia con forti problemi di degrado. In base a quanto appreso, i due fratellini subivano da tempo le violenze, soprattutto la più grande. Autori dei maltrattamenti sarebbero il convivente della madre e anche altri parenti. Ma sulle responsabilità sono in corso accertamenti.
La madre, a quanto pare, non ha avuto la possibilità o la capacità di mettere un freno ai maltrattamente e agli abusi. Forse, anche lei è prigioniera della spirale di violenza che si è creata all'interno del nucleo familiare. Per questo, dopo diversi episodi ripetuti nel tempo, gli assistenti sociali del Comune e l'ufficio Minori della questura hanno informato l'autorità giudiziaria della terribile situazione che si era creata in famiglia. Il giudice, esaminato il caso, ha appunto deciso di togliere l'affidamento alla mamma.
La famiglia rumena vive da tempo in città, ma l'integrazione sia sociale sia umana è stata sin dall'inizio lenta e problematica. Difficile anche l'inserimento degli adulti nel contesto lavorativo cittadino. Di questa situazione di disagio ne hanno fatto le spese i più piccoli, costretti a vivere in un contesto degradato e a subire le violenze degli adulti. Una violenza maturata lentamente e cresciuta sempre di più man mano che passavano i giorni. Non appena le forze dell'ordine e i servizi sociali hanno avuto le prime avvisaglie degli abusi che avvenivano in quella famiglia, hanno intrapreso con i genitori un programma di recupero che però non ha avuto gli esiti sperati. E così, dopo vari tentativi di risolvere la situazione con progetti e incontri, il giudice ha deciso che il miglior modo per garantire un futuro sereno ai piccoli era affidarli a una casa famiglia.
Così l'altra mattina gli assistenti sociali si sono presentati a casa della famiglia per formalizzare il provvedimento. Prosegue comunque il programma di recupero sociale seguito dagli assistenti.
Sono in corso indagini per accertare le responsabilità degli abusi. La storia è molto delicata, visto il coinvolgimento di minori, per questo manteniamo riservati i dettagli del caso.
Una storia di sofferenze che si è consumata in città: protagonista una famiglia rumena che vive in un appartamento in centro. I due bambini vivevano con la madre, il convivente di lei e altri parenti. Una famiglia con forti problemi di degrado. In base a quanto appreso, i due fratellini subivano da tempo le violenze, soprattutto la più grande. Autori dei maltrattamenti sarebbero il convivente della madre e anche altri parenti. Ma sulle responsabilità sono in corso accertamenti.
La madre, a quanto pare, non ha avuto la possibilità o la capacità di mettere un freno ai maltrattamente e agli abusi. Forse, anche lei è prigioniera della spirale di violenza che si è creata all'interno del nucleo familiare. Per questo, dopo diversi episodi ripetuti nel tempo, gli assistenti sociali del Comune e l'ufficio Minori della questura hanno informato l'autorità giudiziaria della terribile situazione che si era creata in famiglia. Il giudice, esaminato il caso, ha appunto deciso di togliere l'affidamento alla mamma.
La famiglia rumena vive da tempo in città, ma l'integrazione sia sociale sia umana è stata sin dall'inizio lenta e problematica. Difficile anche l'inserimento degli adulti nel contesto lavorativo cittadino. Di questa situazione di disagio ne hanno fatto le spese i più piccoli, costretti a vivere in un contesto degradato e a subire le violenze degli adulti. Una violenza maturata lentamente e cresciuta sempre di più man mano che passavano i giorni. Non appena le forze dell'ordine e i servizi sociali hanno avuto le prime avvisaglie degli abusi che avvenivano in quella famiglia, hanno intrapreso con i genitori un programma di recupero che però non ha avuto gli esiti sperati. E così, dopo vari tentativi di risolvere la situazione con progetti e incontri, il giudice ha deciso che il miglior modo per garantire un futuro sereno ai piccoli era affidarli a una casa famiglia.
Così l'altra mattina gli assistenti sociali si sono presentati a casa della famiglia per formalizzare il provvedimento. Prosegue comunque il programma di recupero sociale seguito dagli assistenti.
Sono in corso indagini per accertare le responsabilità degli abusi. La storia è molto delicata, visto il coinvolgimento di minori, per questo manteniamo riservati i dettagli del caso.
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