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Corat, guida nuova dopo lo scandalo

Gian Ugo Berti Luciano De Majo
L’ingresso del Corat al piano terra dell’ospedale
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L’ingresso del Corat al piano terra dell’ospedale

A un anno dall'emergere dello scandalo dei "falsi negativi" al Corat, l'Asl riorganizza il settore della prevenzione. Lo fa anche in seguito a una delibera della Regione, che prevede l'accorpamento dei Centri di prevenzione oncologica (Cord, livello ospedaliero e Corat, livello territoriale) in una unica struttura

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LIVORNO. A un anno dall'emergere dello scandalo dei "falsi negativi" al Corat, l'Asl riorganizza il settore della prevenzione. Lo fa anche in seguito a una delibera della Regione, che prevede l'accorpamento dei Centri di prevenzione oncologica (Cord, livello ospedaliero e Corat, livello territoriale) in una unica struttura.
A fine agosto del 2008 scoppiò la bomba: Il Tirreno pubblicò la notizia dell'avvio di un'indagine per una serie di risposte contraffatte. Da lì, si è arrivati agli arresti domiciliari per un'infermiera, ritenuta dalla magistratura responsabile della manomissione dei referti, e all'apertura del processo per falso, mentre prosegue l'indagine per lesioni aggravate.

A un anno dall'inizio di quella vicenda, il nuovo management dell'Usl - guidato dalla direttrice Monica Calamai - ha scelto come nuovo responsabile del Corat la dottoressa Antonella Mazzoni, finora alla guida delle cure palliative, reparto che rientrerà sotto il Corat. In pratica, l'ottica dell'azienda è quella di verificare con gli esami a vasto raggio sulla popolazione i casi di tumore e di seguire, quindi, quelli positivi, in tutto il loro percorso. In definitiva, un approccio globale e costante al malato. Che si tratti di un settore delicato e strategico, per l'Asl, è chiaro: ogni mese vengono diagnosticati 100 nuovi casi di tumore fra Livorno e provincia. Diventa fondamentale, dunque, lavorare sulla prevenzione e far diventare sempre più patrimonio comune della popolazione la pratica degli esami per arrivare alla diagnosi precoce, grazie alla quale è possibile salvare molte vite.

La scelta di Antonella Mazzoni testimonierebbe, dunque, la volontà di valorizzare, sotto una direzione unificante del Corat, un lavoro importante svolto alle cure palliative, che ormai da tempo costituisce una presenza originale nel panorama della sanità toscana, capace di incontrare i favori dei familiari degli ammalati, che vengono accompagnati alla fine in maniera dignitosa e senza sofferenze. Un reparto delicato e prezioso, dunque, la cui responsabilità dovrebbe essere assunta dalla dottoressa Costanza Galli, attualmente nell'équipe di oncologia medica, che andrebbe a occuparsi della parte ospedaliera delle cure palliative, ma anche della terapia e dell'assistenza domiciliare.

Nel secondo comparto del "nuovo Corat" verrebbero inseriti, invece, i complessi percorsi di diagnosi precoce, settore per settore, come l'invio delle lettere ai cittadini, l'esecuzione della mammografia per il tumore al seno, la ricerca del sangue occulto per quello del colon retto. E, da qui, nel rilevamento dei casi positivi e sospetti, la seconda fase per interventi di ulteriore livello. In questo caso la nuova responsabile dovrebbe essere la dottoressa Samanta Cupini.
Il dottor Paolo Lo Pane, finora responsabile del Corat, andrà a seguire l'importante capitolo delle donazioni di organi e tessuti e dei trapianti. Anche questo è un comparto su cui la nuova guida dell'Asl punta molto. Vuole rilanciarlo anche perché la Toscana sul fronte di trapianti e donazioni è al vertice di questa graduatoria in campo nazionale.

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di Redazione web