Il Tirreno

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COLLESALVETTI

Il buco milionario della piscina

Cristiano Meoni
Il buco milionario della piscina

La piscina fa acqua da tutte le parti. La piscina è quella di Collesalvetti, chiusa a marzo perchè il gestore non pagava le bollette del gas, dell'acqua e della luce (400mila euro di arretrato accumulato)

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LIVORNO. La piscina fa acqua da tutte le parti. La piscina è quella di Collesalvetti, chiusa a marzo perchè il gestore non pagava le bollette del gas, dell'acqua e della luce (400mila euro di arretrato accumulato). Ma la falla è più ampia, di alcuni milioni di euro, e rischia di affondare la nave del Comune. Il Pdl chiama in causa la precedente giunta, che ha governato fino a giugno, e invoca l'intervento della Corte dei Conti e anche il neosindaco Lorenzo Bacci non se la sente di minimizzare: ha dato tutto in mano a un legale, l'avvocato Giuseppe Toscano di Pisa.


Credito facile
La piscina è stata costruita da una società, la Sesport, guidata da un imprenditore edile di Vicarello, Daniele Giusti, presidente provinciale della Cna. Nonostante un capitale di 27mila euro, la società ha avuto un finanziamento di 4 milioni da due banche, Mediocredito Trentino e Credito Cooperativo di Castagneto, garantito da una fideiussione di pari importo sottoscritta dal Comune. Il Comune ha preteso che la Sesport si assicurasse contro gli imprevisti, in modo da non doverne rispondere, ma la società con la quale è stata stipulata la polizza (Albatross Invest) è poi fallita. E qui sta il guaio, perchè la Sesport non è stata in grado di pagare le rate del prestito e le banche hanno bussato al Comune, fideiussore del contratto di mutuo.


Banche all'attacco
Quattro milioni di euro sono una cifra che il municipio di Collesalvetti non può permettersi. Intanto le banche hanno "aggredito" il bene oggetto del finanziamento avviando le pratiche per il pignoramento. Ma se mancheranno dei soldi, fino alla concorrenza della cifra da restituire dovrà essere il Comune a metterli. Un pasticcio. «Comunque sia ne usciremo male» commenta il sindaco Lorenzo Bacci. Forse il Comune riuscirà ad evitare il fardello lasciato dalla Sesport e non andrà in bancarotta ma difficilmente il paese riavrà la sua piscina. A meno che non subentri una nuova società.


I primi passi
L'operazione è partita nel giugno 2002, quando una società del mondo Uisp - la Sesport - si propone al Comune per realizzare la "cittadella dello sport" prevista dal piano regolatore. E' il presidente della Uisp livornese, Massimo Spagnolo, consigliere della Sesport, a seguire la questione. Il Comune dà l'ok alla stipula di una convenzione per cedere alla società il diritto di superficie dell'area di 68mila mq per 45 anni. Mentre vengono redatti i progetti, la Sesport ottiene il finanziamento bancario per costruire gli impianti. Il Mediocredito Trentino mette a disposizione 3,5 milioni di euro, altri 500mila euro arrivano dal Credito Cooperativo di Castagneto. Il contratto di mutuo con i due istituti viene firmato anche dal Comune, fideiussore per l'intero importo del prestito. «A garanzia dell'adempimento delle obbligazioni della convenzione» la Sesport stipula una polizza con la Albatross Invest, un'assicurazione sul «corretto e completo adempimento dei lavori».


Subito i problemi
Per i lavori edili viene chiamato il Consorzio Ceal, formato da imprenditori aderenti alla Cna: che poi nel marzo 2006 rilevano la Sesport subentrando alla vecchia dirigenza Uisp. Presidente della società diventa Daniele Giusti, che il 1º luglio 2006 taglia il nastro della piscina assieme al sindaco Nista. La gestione viene affidata alla S.D. Nuoto Collesalvetti srl, amministratore unico è Marco Poles. Ma si presentano subito i problemi: ricavi non in linea con gli elevati costi di gestione della struttura, peraltro rimasta incompiuta. I 3,8 milioni di euro effettivamente erogati dalle banche sono stati sufficienti a realizzare poco più di metà del progetto per un aggravio dei costi dovuto ad alcune modifiche in corso d'opera. Viene montato un pallone per coprire la piscina e consentire l'attività invernale e la bolletta esplode: 21mila euro al mese solo di gas, 5mila di elettricità, 5mila di acqua. La conseguenza è che il gestore (la S.D. Nuoto) non paga il proprietario (la Sesport). «Mai ricevuto neppure un euro di affitto - conferma Daniele Giusti - In queste condizioni non potevamo fronteggiare a lungo le rate del mutuo da rimborsare. Ne abbiamo pagate alcune, poi abbiamo smesso».


I rilievi dei revisori
La chiusura della piscina, avvenuta lo scorso marzo, non è stata un fulmine a ciel sereno. La situazione era apparsa in tutta la sua gravità già l'anno scorso. Nell'aprile 2008 i revisori dei conti espongono alla giunta comunale le loro perplessità. Giancarlo Nannipieri, Tiziana De Quattro e Roberto Diddi sono preoccupati. E consigliano alla giunta di rivolgersi a un legale, considerata «la fideiussione rilasciata tramite sottoscrizione del contratto di mutuo e la conseguente accettazione della clausole in esso inserite» e «alla luce di quanto emerso in tema di erogazione delle somme da finanziare in rapporto con gli stati di avanzamento dei lavori e agli obblighi sia dell'istituito dui credito capofila che della società Sesport». Da quel momento giunta e revisori monitorano la situazione. Ma non possono impedire le azioni di recupero delle banche: a dicembre il Mediocredito Trentino mette in mora la Sesport. Prima di lasciare il Comune per approdare alla Provincia, il sindaco Nicola Nista confeziona una possibile via d'uscita: una società, la Cospid, interessata a fare business energetico a Collesalvetti, si offre di subentrare negli impegni presi dalla Sesport e dal Comune. E' disposta a realizzare anche un "palaghiaccio" ma chiede di impiantare nel territorio colligiano due centrali termeoelettriche.


Beffa per gli utenti
Intanto quest'estate niente tuffi e nuotate a Collesalvetti. I 120 atleti della S.D. Nuoto si allenano nelle piscine di Livorno e di Cecina, mentre gli abbonati (a 580 euro l'anno...) hanno dovuto interrompere anzitempo la stagione. Un Comune a rischio crac, un paese senza piscina.

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