Il Tirreno

Livorno

In mare con l'incubo delle meduse

David Evangelisti
In mare con l'incubo delle meduse

Agli ingressi di diversi stabilimenti balneari anche ieri campaggiava il cartello che avvertiva della presenza delle meduse in mare. Così sono stati in pochi a tuffarsi in mare e a sfidare il pericolo

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LIVORNO. Agli ingressi di diversi stabilimenti balneari anche ieri campaggiava il cartello che avvertiva della presenza delle meduse in mare. Così sono stati in pochi a tuffarsi in mare e a sfidare il pericolo. E chi lo ha fatto ha preso le sue precauzioni, per esempio guardando il tratto di mare circostante per scrutare l'eventuale presenza dei fastidiosi animaletti violacei.
Nonostante ciò, non sono mancati i contatti ravvicinati. Diversi bagnanti si sono fatti medicare negli stabilimenti balneari, mentre cinque persone sono ricorse alle cure del pronto soccorso. Rispetto a domenica il fenomeno si è comunque ridimensionato: in mare c'erano meno bagnanti e anche meno meduse.
In più trattandosi del lunedi, le presenze negli stabilimenti balneari erano assai ridotte rispetto al pienone del week-end, e di conseguenza il"bollettino medico" relativo alla giornata di ieri dev'essere tarato in maniera opportuna. Anche se il picco del fenomeno dovrebbe essersi registrato domenica e soprattutto nelle le acque dei Pancaldi e dei Bagni Roma (oltre che a Castiglioncello e Quercianella).
«Domenica una ventina di persone sono dovute ricorrere alle medicazioni - spiega Chira Barbagli, dipendente dei Pancaldi - Oggi (ieri, ndc) solo cinque. Il peggio sembra passato". Domenica all'entrata dei Pancaldi-Acquavivai era stato apposto pure un cartello in cui si mettevano in guardia i bagnanti dal pericolo meduse. "Molti si sono tuffati ugualmente - racconta il bagnino Francisco Vanzi - Il risultato è che abbiamo consumato flaconi interi di creme contro le irritazioni". Vanzi continua: "Domenica, nello specchio d'acqua antistante alla Terrazza Mascagni, ci saranno state un centinaio di meduse". Alcune di queste hanno punto anche tre giocatori dello Standard Liegi: accerchiati dalle meduse sono stati salvati dal bagnino Matteo, corso in loro aiuto col patino».
Non diversamente è andata al molettino di San Jacopo: domenica pomeriggio, malgrado l'afa, la maggior parte delle persone ha dovuto rinunciare a tuffarsi a causa dell'invasione delle meduse. Anche qui ieri mattina la situazione è andata migliorando, anche se qualche medusa in qua e in là c'era sempre. Carlo Berti ci accoglie all'entrata dei Bagni Roma: «Domenica abbiamo medicato non meno di venti bagnanti. Ora l'emergenza sembra passata". Berti, mentre ci fa vedere le pomate per le medicazioni, aggiunge: "Ad aver avuto la peggio è stato un turista americano. La bruciatura era davvero grossa".
Situazione meno critica ai Fiume e ai Lido: in entrambi gli stabilimenti le persone che domenica hanno richiesto medicazioni si contano sulle dita di una mano. E ieri sono stati pochi i bagnanti a dover ricorrere alle pomate al cortisone o simili. Il bagnino dei Fiume Giancarlo Carlà sottolinea: "Con la rete anti-meduse riusciamo a tamponare l'invasione. E' chiaro però che qualcunoa riesce sempre a filtrare". Roberto Vicidomini, bagnino dei Lido, ammette «che per ora, fortunatamente, le meduse ci hanno risparmiato".

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