Gioco
Livorno
Piazza XX, la demolizione è un mistero
Alessandro Guarducci e Juna Goti
Piazza XX Settembre, alle 16.15 di un sabato d'agosto: tra le carcasse del vecchio mercatino sopravvivono un materasso incendiato, qualche estintore e tante casse piene di bottiglie.
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LIVORNO. Piazza XX Settembre, alle 16.15 di un sabato d'agosto: tra le carcasse del vecchio mercatino sopravvivono un materasso incendiato, qualche estintore e tante casse piene di bottiglie. Poi un mega ventilatore che non ha retto al caldo e un forte, fortissimo puzzo di pipì. Lo storico mercatino americano si è trasferito nella nuova area della stazione marittima da due settimane, ma la baraccopoli a stelle e strisce è rimasta al suo posto. Risultato: i banchi di gloriosa memoria sono diventati rifugio di delinquenza e disperazione. Tutto già visto, tutto già scritto.
La novità di giornata è però un'altra: il sindaco Cosimi ha firmato un'ordinanza con la quale obbliga Enel a interrompere l'erogazione di energia elettrica ai banchi di piazza XX (quelli ancora "allacciati"), attraverso la rimozione dei relativi impianti. «La decisione - si legge in una nota inviata dal Comune - è stata presa per motivi di sicurezza. Così l'amministrazione dà un preciso segnale di stop a una situazione non esente da pericoli che rischiava di protrarsi in modo indeterminato». A questo punto la convinzione scatta in automatico: risolto il problema degli allacci partiranno finalmente i lavori. E invece no.
Al momento, infatti, c'è una sola certezza, e cioé che non si sa ancora quando avrà inizio l'intervento di demolizione. Non lo sanno in Municipio e non lo sanno gli ambulanti del Consorzio Mercatino Americano. Sentite un po' l'assessore Paola Bernardo. «I commercianti aderenti al consorzio - si legge in una nota del Comune - ci hanno informati di aver comunicato alla Metalferro, che il 10 agosto i box saranno completamenti vuoti. Nei primi giorni della prosima settimana la ditta ci comunicherà la data di inizio delle operazioni, il cronoprogramma delle stesse ed il relativo piano della sicurezza. Solo allora sarà possibile indicare la data di inzio dei lavori di riqualificazione». Tutto molto indefinito. E anche la ditta pistoiese contatta per lo smantellamento, la Metalferro, resta sul vago: «I lavori partiranno solo dopo ferragosto". E così il tempo passa, mentre l'emergenza si fa sempre più grave.
Anche perché resta da risolvere la questione del commerciante che non si è voluto trasferire in porto. «Conto di chiudere la partita dei tre banchi che non sono stati trasferiti nel nuovo mercato entro Ferragosto - prosegue Paola Bernardo - Con il titolare abbiamo contatti frequenti e posso dire che si sta profilando una soluzione». Peccato che questa speranza fosse già stata espressa esattamente una settimana fa.
Insomma, siamo di fronte a una situazione paradossale: come sono state possibili tante "sviste" in un trasferimento che era nell'aria da anni? Di tempo a disposizione ce n'è stato tanto, eppure, a quanto pare, non si è avuta l'accortezza di evitare che allo storico trasloco facesse seguito un clamoroso abbandono. Le responsabilità si accavallano tra la pausa elettorale e quella estiva, e non si capisce bene chi dovesse fare cosa. In ogni caso è incredibile che a Palazzo Civico non si fosse previsto (quindi evitato) che, una volta abbandonati, i banchi (alcuni addirittura "Enel-free") diventassero desolanti rifugi. E non finisce qui. La Metalferro, che abbiamo contattato telefonicamente ieri mattina, ha appreso da noi la notizia dell'ordinanza e sono rimastri piuttosto sorpresi. «Non c'è stato comunicato nulla - spiega Roberto Bargagna - e quindi non so dire quando potremo partire. Di sicuro dopo Ferragosto e l'intervento richiederà un paio di settimane». Ma come, si era sempre detto che la per la demolizione sarebbero stati sufficienti tre giorni... E qui salta fuori l'ennesimo punto interrogativo: la ditta, come da accordi, dopo la demolizione dei 70 box porterà via dalla piazza solo il ferro. Chi provvederà al trasporto e allo smaltimento degli altri materiali, come legno e plastica? Chi pagherà la spesa? Su questo punto c'è ancora un po' di confusione. Ma anche questa non è una novità.
La novità di giornata è però un'altra: il sindaco Cosimi ha firmato un'ordinanza con la quale obbliga Enel a interrompere l'erogazione di energia elettrica ai banchi di piazza XX (quelli ancora "allacciati"), attraverso la rimozione dei relativi impianti. «La decisione - si legge in una nota inviata dal Comune - è stata presa per motivi di sicurezza. Così l'amministrazione dà un preciso segnale di stop a una situazione non esente da pericoli che rischiava di protrarsi in modo indeterminato». A questo punto la convinzione scatta in automatico: risolto il problema degli allacci partiranno finalmente i lavori. E invece no.
Al momento, infatti, c'è una sola certezza, e cioé che non si sa ancora quando avrà inizio l'intervento di demolizione. Non lo sanno in Municipio e non lo sanno gli ambulanti del Consorzio Mercatino Americano. Sentite un po' l'assessore Paola Bernardo. «I commercianti aderenti al consorzio - si legge in una nota del Comune - ci hanno informati di aver comunicato alla Metalferro, che il 10 agosto i box saranno completamenti vuoti. Nei primi giorni della prosima settimana la ditta ci comunicherà la data di inizio delle operazioni, il cronoprogramma delle stesse ed il relativo piano della sicurezza. Solo allora sarà possibile indicare la data di inzio dei lavori di riqualificazione». Tutto molto indefinito. E anche la ditta pistoiese contatta per lo smantellamento, la Metalferro, resta sul vago: «I lavori partiranno solo dopo ferragosto". E così il tempo passa, mentre l'emergenza si fa sempre più grave.
Anche perché resta da risolvere la questione del commerciante che non si è voluto trasferire in porto. «Conto di chiudere la partita dei tre banchi che non sono stati trasferiti nel nuovo mercato entro Ferragosto - prosegue Paola Bernardo - Con il titolare abbiamo contatti frequenti e posso dire che si sta profilando una soluzione». Peccato che questa speranza fosse già stata espressa esattamente una settimana fa.
Insomma, siamo di fronte a una situazione paradossale: come sono state possibili tante "sviste" in un trasferimento che era nell'aria da anni? Di tempo a disposizione ce n'è stato tanto, eppure, a quanto pare, non si è avuta l'accortezza di evitare che allo storico trasloco facesse seguito un clamoroso abbandono. Le responsabilità si accavallano tra la pausa elettorale e quella estiva, e non si capisce bene chi dovesse fare cosa. In ogni caso è incredibile che a Palazzo Civico non si fosse previsto (quindi evitato) che, una volta abbandonati, i banchi (alcuni addirittura "Enel-free") diventassero desolanti rifugi. E non finisce qui. La Metalferro, che abbiamo contattato telefonicamente ieri mattina, ha appreso da noi la notizia dell'ordinanza e sono rimastri piuttosto sorpresi. «Non c'è stato comunicato nulla - spiega Roberto Bargagna - e quindi non so dire quando potremo partire. Di sicuro dopo Ferragosto e l'intervento richiederà un paio di settimane». Ma come, si era sempre detto che la per la demolizione sarebbero stati sufficienti tre giorni... E qui salta fuori l'ennesimo punto interrogativo: la ditta, come da accordi, dopo la demolizione dei 70 box porterà via dalla piazza solo il ferro. Chi provvederà al trasporto e allo smaltimento degli altri materiali, come legno e plastica? Chi pagherà la spesa? Su questo punto c'è ancora un po' di confusione. Ma anche questa non è una novità.
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