Il Tirreno

Livorno

Brutta figura per cinque giovani livornesi acciuffati da un campione di nuoto

Non pagano la cenae fuggono dal locale: presi da un cliente

R. L.
Leonardo Pieraccioni, protagonista nel film I Laureati di una scena in cui gli amici “fanno il vento” a tavola con Guccini, Conti e Panariello
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Leonardo Pieraccioni, protagonista nel film I Laureati di una scena in cui gli amici “fanno il vento” a tavola con Guccini, Conti e Panariello

C'è una frase conosciuta nel giro e nel gergo dei truffatori e dei ristoratori (che, per carità, sono due cose ben diverse: rispettivamente protagonisti e vittime). La frase è "fare il vento".

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LIVORNO. C'è una frase conosciuta nel giro e nel gergo dei truffatori e dei ristoratori (che, per carità, sono due cose ben diverse: rispettivamente protagonisti e vittime). La frase è "fare il vento".
Significa fuggire all'improvviso da un ristorante, senza pagare il conto, semplicemente mettendosi a correre e dileguandosi (come in un colpo di vento, appunto). Questa "arte", celebrata da diverse commedie all'italiana e consacrata nel finale del film "I Laureati" di Leonardo Pieraccioni, è esercitata da giovani e vecchi, per bisogno ma più spesso per goliardia.
In un ristorante del centro di Viareggio, non lontano dal palazzo del municipio, nei giorni scorsi, cinque giovani livornesi hanno «fatto il vento». Però non avevano fatto i conti con un atletico inseguitore. Nel locale, gestito da un gruppo di brillanti imprenditrici, stava infatti cenando un viareggino, ex campione italiano di nuoto.
Poco prima della mezzanotte, quando i cinque baldi giovani si sono allontanati fuggendo a piedi in più direzioni senza pagare il conto, il nuotatore (per una volta anche mezzofondista...) si è messo al loro inseguimento per alcune strade della città versiliese. Loro si sono sparpagliati e lui ne ha scelto uno: alla fine, dopo una lunga corsa, l'ha raggiunto e bloccato,, dopo vari zig e zag: evidentemente il ragazzo, pur finite le gare di nuoto, si è mantenuto in forma.
Nel frattempo è arrivata anche la polizia, che era stata avvertita dal proprietario del ristorante. Il giovane livornese (del quale non sono state fornite le generalità, come per gli altri quattro), a quel punto, ha rintracciato gli altri amici-complici, chiamandoli con il telefonino: il trucco non era funzionato, e ormai non c'era più nulla da fare che assumersi le rispettive responsabilità. Tutti assieme sono stati quindi accompagnati nel ristorante, dove si erano resi protagonisti di questa, chiamiamola così, impresa.
E qui c'è stato il colpo di stile da parte delle titolari del ristorante. Che hanno deciso di non presentare denuncia, nonostante nel locale fossero presenti gli agenti di una volante: a loro bastava che il conto fosse regolarmente pagato. Il quintetto di fuggitivi, dopo la brutta figura, ha pagato. E chissà se ha dato anche la mancia.
Il bello è che per un colpo di genio, forse una sfida o una scommessa, mettersi a «fare il vento» può costare caro. Non solo, se l'oste non è dello spirito giusto puoi buscarle di stanta ragione, ma rischi anche di prenderti una denuncia e poi una condanna. Altro che film e goliardia. Meglio lasciar perde e se non si hanno i soldi per una cena di gala scegliere un ristorante meno chic.
I cinque giovani livornesi avranno capito la lezione. E chissà, forse si terranno alla larga per un po' dai ristoranti della Versilia.

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di Redazione web