Gioco
Farmacista mette in fuga i ladri
Lara Loreti
Il dottor Memo Misul è al banco della farmacia e sta servendo un cliente che dice di avere bisogno di un farmaco per la moglie per un dolore all'occhio. Ma il modo di fare del cliente lo insospettisce
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LIVORNO. Il dottor Memo Misul è al banco della farmacia e sta servendo un cliente che dice di avere bisogno di un farmaco per la moglie per un dolore all'occhio. Ma il modo di fare del cliente lo insospettisce.
Lo riempie di strane domande e così lui ha un'intuizione: forse quel giovane lo sta ingannando, sarà meglio andare nel retro del negozio per vedere se è tutto a posto. E scorge un intruso che armeggia intorno a una scrivania dove i farmacisti tengono gli effetti personali. L'intuizione si rivela azzeccata: cliente e ladro sono d'accordo. «Fermo, chiamo la polizia!», intima il dottore all'intruso, e si lancia verso di lui per fermarlo. Il malvivente gli si avventa contro, poi fugge, riuscendo a portar via 50 euro. Il fatto è successo ieri alle 11 nella farmacia che si trova in via dei Pensieri. Nessun medicinale è stato rubato.
I due ladri, che dall'aspetto e dall'accento sembrano dell'Est Europa, hanno architettato il colpo nei dettagli, ma non avevano fatto i conti con l'esperienza di Misul: «Sono anni che faccio questo mestiere, un po' di cose le ho viste».
Il primo dei due malviventi ad entrare in farmacia è il finto cliente. Nel negozio ci sono circa 5 persone e l'altra farmacista è indaffarata al banco. «Guardi, mia moglie ha un problema all'occhio mi servirebbe un farmaco», dice il giovane al medico, che però gli fa notare che è più opportuno farla visitare in ospedale per capire di che si tratta prima di ricorrere ai medicinali. Ma il cliente insiste: «E dove lo trovo un medico? In ospedale? E dov'è l'ospedale?», chiede a Misul. Quelle domande così insistenti insinuano il dubbio nel dottore.
Il complice, nel frattempo, riesce a entrare nel retrobottega grazie a una porta di servizio che di solito resta chiusa, ma che ieri era rimasta aperta per errore. È a questo appunto che avviene il faccia a faccia tra il medico e il ladro. «Per prima cosa gli ho detto che avrei chiamato polizia e carabinieri - racconta Misul - Lui s'è spaventato e mi si è avventato contro. Poi è scappato e durante la fuga, prima di lasciare il locale, ha lasciato cadere il portafoglio della mia collega e due nostri telefoni, un i-phone e un altro cellulare, che era riuscito a rubare dalla scrivania. Evidentemente voleva disfarsi della refurtiva, nel caso in cui fosse stato fermato dalla polizia. Ha portato con sé solo i contanti».
Durante gli attimi di confronto col farmacista il malvivente, piuttosto robusto, ingaggia anche una colluttazione e ferisce lievemente Misul, graffiandolo all'avambraccio sinistro. Poi entrambi i complici si allontanano, correndo in direzione viale Nazario Sauro.
I due sono stati descritti come giovani, intorno ai 30 anni, dall'accento straniero, più magro il finto cliente, più robusto il complice.
Scattato l'allarme, arrivano gli agenti dell'Antirapina della squadra mobile. «I miei clienti hanno collaborato con la polizia nel descrivere i due, uno li ha anche seguiti per vedere la direzione di fuga. Erano entrambi bruni, il finto cliente portava un paio di bermuda».
Non si sa dove i due si siano rifugiati, ma è probabile che, dopo la fuga a piedi, si siano incontrati con un complice per poi allontanarsi a bordo di un'auto. La zona infatti è stata setacciata dalle forze dell'ordine, ma dei due non c'era alcuna traccia.
Lo riempie di strane domande e così lui ha un'intuizione: forse quel giovane lo sta ingannando, sarà meglio andare nel retro del negozio per vedere se è tutto a posto. E scorge un intruso che armeggia intorno a una scrivania dove i farmacisti tengono gli effetti personali. L'intuizione si rivela azzeccata: cliente e ladro sono d'accordo. «Fermo, chiamo la polizia!», intima il dottore all'intruso, e si lancia verso di lui per fermarlo. Il malvivente gli si avventa contro, poi fugge, riuscendo a portar via 50 euro. Il fatto è successo ieri alle 11 nella farmacia che si trova in via dei Pensieri. Nessun medicinale è stato rubato.
I due ladri, che dall'aspetto e dall'accento sembrano dell'Est Europa, hanno architettato il colpo nei dettagli, ma non avevano fatto i conti con l'esperienza di Misul: «Sono anni che faccio questo mestiere, un po' di cose le ho viste».
Il primo dei due malviventi ad entrare in farmacia è il finto cliente. Nel negozio ci sono circa 5 persone e l'altra farmacista è indaffarata al banco. «Guardi, mia moglie ha un problema all'occhio mi servirebbe un farmaco», dice il giovane al medico, che però gli fa notare che è più opportuno farla visitare in ospedale per capire di che si tratta prima di ricorrere ai medicinali. Ma il cliente insiste: «E dove lo trovo un medico? In ospedale? E dov'è l'ospedale?», chiede a Misul. Quelle domande così insistenti insinuano il dubbio nel dottore.
Il complice, nel frattempo, riesce a entrare nel retrobottega grazie a una porta di servizio che di solito resta chiusa, ma che ieri era rimasta aperta per errore. È a questo appunto che avviene il faccia a faccia tra il medico e il ladro. «Per prima cosa gli ho detto che avrei chiamato polizia e carabinieri - racconta Misul - Lui s'è spaventato e mi si è avventato contro. Poi è scappato e durante la fuga, prima di lasciare il locale, ha lasciato cadere il portafoglio della mia collega e due nostri telefoni, un i-phone e un altro cellulare, che era riuscito a rubare dalla scrivania. Evidentemente voleva disfarsi della refurtiva, nel caso in cui fosse stato fermato dalla polizia. Ha portato con sé solo i contanti».
Durante gli attimi di confronto col farmacista il malvivente, piuttosto robusto, ingaggia anche una colluttazione e ferisce lievemente Misul, graffiandolo all'avambraccio sinistro. Poi entrambi i complici si allontanano, correndo in direzione viale Nazario Sauro.
I due sono stati descritti come giovani, intorno ai 30 anni, dall'accento straniero, più magro il finto cliente, più robusto il complice.
Scattato l'allarme, arrivano gli agenti dell'Antirapina della squadra mobile. «I miei clienti hanno collaborato con la polizia nel descrivere i due, uno li ha anche seguiti per vedere la direzione di fuga. Erano entrambi bruni, il finto cliente portava un paio di bermuda».
Non si sa dove i due si siano rifugiati, ma è probabile che, dopo la fuga a piedi, si siano incontrati con un complice per poi allontanarsi a bordo di un'auto. La zona infatti è stata setacciata dalle forze dell'ordine, ma dei due non c'era alcuna traccia.
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