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COLLESALVETTI
Colle, esplode il caso piscineIncubo debito, il Pdl accusa
Elisa Sironi
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Gare nella piscina di Collesalvetti e, in basso, il sindaco BacciQuattro milioni di euro di debiti pendono sul Comune di Collesalvetti come una spada di Damocle pronta a portare l'affondo alle casse municipali. Da un'interpellanza presentata dal consigliere comunale del Popolo della Libertà Paolo Simoni, emerge un quadro a dir poco preoccupante delineato dalla morosità della società Sesport srl che a Collesalvetti ha costruito e gestito la Cittadella dello Sport, in particolare le piscine
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COLLESALVETTI. Quattro milioni di euro di debiti pendono sul Comune di Collesalvetti come una spada di Damocle pronta a portare l'affondo alle casse municipali. Da un'interpellanza presentata dal consigliere comunale del Popolo della Libertà Paolo Simoni, emerge un quadro a dir poco preoccupante delineato dalla morosità della società Sesport srl che a Collesalvetti ha costruito e gestito la Cittadella dello Sport, in particolare le piscine.
Che la società fosse arrivata ai ferri corti diversi mesi fa, arrivando all'improvvisa chiusura delle piscine è storia nota. Era rimasta però nell'ombra la grossa ipoteca sulle spalle del Comune che per la realizzazione dell'intero impianto nel 2004 ha pattuito una fideiussione di quattro milioni di euro, coperta da una polizza concordata con una compagnia assicurativa che ad oggi risulta anch'essa fallita.
Ripercorrendo a ritroso tutte le tappe di questa vicenda, la prima puntata di questa vicenda vede il Comune colligiano stipulare una convenzione con Sesport srl per la cessione del diritto di superficie, per 45 anni, relativamente al terreno di proprietà del Comune su cui oggi sorge, incompleta, la cittadella dello Sport.
Bisogna dire però che Sesport ha bisogno di liquidità e chiede un prestito a due banche, tre milioni e mezzo al Mediocredito del Trentino e cinquecento mila euro alla banca del Credito cooperativo di Castagneto Carducci. Entrambe, per erogare il mutuo, chiedono al Comune di fare da garante per mezzo di una fideiussione.
Il Comune accetta e per cautelarsi stipula a sua volta una polizza assicurativa attivabile in caso di mancato completamento dei lavori entro il termine stabilito, ovvero il 10 luglio 2007.
Dal 2004 al 2007 Sesport realizza solo una porzione del progetto, quella relativa alle piscine, mancano all'appello una pista ciclistica, un campo di calcio ed un'area polivalente.
A primavera del 2009 Sesport smette di pagare le utenze di acqua, luce e gas che di conseguenza vengono staccate decretando la chiusura dell'impianto. Smette naturalmente anche di pagare anche le rate del prestito (ne risulta pagata appena una).
Le vicissitudini non sono finite qui. Nel frattempo anche la compagnia assicurativa con cui era stata stipulata la polizza fallisce nel maggio 2008. Per scongiurare il pignoramento al Comune di Collesalvetti non resta che trovare un altro soggetto privato che subentri integralmente a Sesport.
L'interpellanza di Simoni chiede alla nuova amministrazione guidata da Lorenzo Bacci di fare chiarezza sulla questione fino ad accertare eventuali responsabilità, non solo del soggetto privato Sesport ma anche istituzionali. In particolare, il punto della discordia dell'interpellanza sembra essere l'articolo 207 del decreto legislativo n. 267 del 18 luglio 2000 che attribuisce la possibilità agli enti locali di rilasciare garanzie fideiussorie a beneficio di terzi per la realizzazione e ristrutturazione di opere a fini culturali, sociali o sportivi.
Il dubbio sollevato dal consigliere comunale di centrodestra è se Sesport, in quanto società privata, rientrasse o meno a pieno titolo all'interno delle categorie contemplate dalla legge.
Che la società fosse arrivata ai ferri corti diversi mesi fa, arrivando all'improvvisa chiusura delle piscine è storia nota. Era rimasta però nell'ombra la grossa ipoteca sulle spalle del Comune che per la realizzazione dell'intero impianto nel 2004 ha pattuito una fideiussione di quattro milioni di euro, coperta da una polizza concordata con una compagnia assicurativa che ad oggi risulta anch'essa fallita.
Ripercorrendo a ritroso tutte le tappe di questa vicenda, la prima puntata di questa vicenda vede il Comune colligiano stipulare una convenzione con Sesport srl per la cessione del diritto di superficie, per 45 anni, relativamente al terreno di proprietà del Comune su cui oggi sorge, incompleta, la cittadella dello Sport.
Bisogna dire però che Sesport ha bisogno di liquidità e chiede un prestito a due banche, tre milioni e mezzo al Mediocredito del Trentino e cinquecento mila euro alla banca del Credito cooperativo di Castagneto Carducci. Entrambe, per erogare il mutuo, chiedono al Comune di fare da garante per mezzo di una fideiussione.
Il Comune accetta e per cautelarsi stipula a sua volta una polizza assicurativa attivabile in caso di mancato completamento dei lavori entro il termine stabilito, ovvero il 10 luglio 2007.
Dal 2004 al 2007 Sesport realizza solo una porzione del progetto, quella relativa alle piscine, mancano all'appello una pista ciclistica, un campo di calcio ed un'area polivalente.
A primavera del 2009 Sesport smette di pagare le utenze di acqua, luce e gas che di conseguenza vengono staccate decretando la chiusura dell'impianto. Smette naturalmente anche di pagare anche le rate del prestito (ne risulta pagata appena una).
Le vicissitudini non sono finite qui. Nel frattempo anche la compagnia assicurativa con cui era stata stipulata la polizza fallisce nel maggio 2008. Per scongiurare il pignoramento al Comune di Collesalvetti non resta che trovare un altro soggetto privato che subentri integralmente a Sesport.
L'interpellanza di Simoni chiede alla nuova amministrazione guidata da Lorenzo Bacci di fare chiarezza sulla questione fino ad accertare eventuali responsabilità, non solo del soggetto privato Sesport ma anche istituzionali. In particolare, il punto della discordia dell'interpellanza sembra essere l'articolo 207 del decreto legislativo n. 267 del 18 luglio 2000 che attribuisce la possibilità agli enti locali di rilasciare garanzie fideiussorie a beneficio di terzi per la realizzazione e ristrutturazione di opere a fini culturali, sociali o sportivi.
Il dubbio sollevato dal consigliere comunale di centrodestra è se Sesport, in quanto società privata, rientrasse o meno a pieno titolo all'interno delle categorie contemplate dalla legge.
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