Italia
Il piromane dei cassonetti?"Sono io, mi diverto così"
Lara Loreti
Si è praticamente autodenunciato con una telefonata al 115: "Eccomi, sono quello che incendia i bidoni. Mi piace così". Quando gli hanno chiesto il nome ha risposto: "Carmelo". Massimiliano Lucchesi è stato arrestato mentre metteva a segno un altro colpo. E Carmelo cosa c'entra? È il nome di un suo amico, ma tanto è bastato per mettere le volanti sulle sue tracce
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Sono io quello che incendia i cassonetti, mi diverto così». La telefonata è arrivata alle 1.15 al 115 dei vigili del fuoco. Che sorpresa per il centralinista dei pompieri trovarsi in un colloquio diretto con il piromane (o presunto tale) che da più di un mese ha dato lavoro ai suoi colleghi, bruciando una ventina di bidoni. Nel corso della telefonata, l’interlocutore ha anche tirato fuori un nome: Carmelo. Un indizio utile alla polizia per dare il via alla caccia. Quel nome infatti ha subito richiamato alla mente dei poliziotti una persona nota.
Pochi minuti dopo, in viale Carducci, gli agenti delle volanti hanno invece arrestato Massimiliano Lucchesi, 41 anni, residente a Shangai. Al momento del controllo, con una mano teneva aperto il coperchio del bidone e nell’altra aveva un cassonetto, davanti all’ex palazzo del vetro. È accusato di danneggiamento con conseguente incendio di due cassonetti: uno in via Pieroni, bruciato stanotte alle 00.30 e poi un altro in piazza del Cisternone, davanti alla chiesa, alle 1.20. In quest’ultimo caso, sono state danneggiate anche una Scenic e una Fiesta, parcheggiate nelle vicinanze.
E Carmelo, cosa c’entra? Come accertato dalla polizia, sarebbe il nome di un amico di Lucchesi che staziona spesso con lui alla farmacia comunale in piazza Grande. Forse non c’entra nulla con gli incendi, ma sono in corso indagini. Da chiarire anche se Lucchesi sia coinvolto negli altri roghi che nelle scorse settimane hanno interessato soprattutto i quartieri nord della città. Secondo la polizia, comunque, l’autore della telefonata sarebbe lo stesso Lucchesi.
Pochi minuti dopo, in viale Carducci, gli agenti delle volanti hanno invece arrestato Massimiliano Lucchesi, 41 anni, residente a Shangai. Al momento del controllo, con una mano teneva aperto il coperchio del bidone e nell’altra aveva un cassonetto, davanti all’ex palazzo del vetro. È accusato di danneggiamento con conseguente incendio di due cassonetti: uno in via Pieroni, bruciato stanotte alle 00.30 e poi un altro in piazza del Cisternone, davanti alla chiesa, alle 1.20. In quest’ultimo caso, sono state danneggiate anche una Scenic e una Fiesta, parcheggiate nelle vicinanze.
E Carmelo, cosa c’entra? Come accertato dalla polizia, sarebbe il nome di un amico di Lucchesi che staziona spesso con lui alla farmacia comunale in piazza Grande. Forse non c’entra nulla con gli incendi, ma sono in corso indagini. Da chiarire anche se Lucchesi sia coinvolto negli altri roghi che nelle scorse settimane hanno interessato soprattutto i quartieri nord della città. Secondo la polizia, comunque, l’autore della telefonata sarebbe lo stesso Lucchesi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
