Gioco
LIVORNO
Piazza XX, ora è emergenza ma la demolizione è in alto mare
Lara Loreti
Fiamme in piazza XX Settembre. Proprio nella baracchina vuota dove - come segnalato dal Tirreno qualche giorno fa - qualche senzatetto si era accampato, infilando un materasso e altri oggetti al suo interno. Atto di intolleranza? Semplice incidente? Gesto di rabbia rispetto alla demolizione delle baracchine, da tempo promessa e non ancora realizzata, peraltro senza una prospettiva certa sui tempi?
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LIVORNO. Fiamme in piazza XX Settembre. Proprio nella baracchina vuota dove - come segnalato dal Tirreno qualche giorno fa - qualche senzatetto si era accampato, infilando un materasso e altri oggetti al suo interno. Atto di intolleranza? Semplice incidente? Gesto di rabbia rispetto alla demolizione delle baracchine, da tempo promessa e non ancora realizzata (peraltro senza una prospettiva certa sui tempi)? Sono alcune delle ipotesi su cui stanno lavorando i vigili del fuoco, accorsi in pochissimi minuti per estinguere il rogo che avrebbe potuto estendersi ad altri banchi. Tutti nel quartiere aspettano con ansia che la caratteristica piazzetta, che per decenni ha ospitato il Mercatino americano - da poco trasferito alla stazione marittima - inizi la sua nuova vita, tornando all'antico splendore. Ma per ora riesce ad attirare l'attenzione per tutt'altro motivo: nel primo pomeriggio di ieri un denso fumo nero si è levato da una delle baracchine abbandonate, invadendo tutta la piazza. Una raffica di telefonate ha immediatamente reso incandescente il centralino del 115 dei vigili del fuoco, che sono partiti di corsa dal comando provinciale di via Campania con un'autobotte.
Il sindaco
«Abbiamo fatto di recente una riunione con gli ambulanti del consorzio Mercatino Americano, che in previsione della demolizione ci hanno chiesto un po’ di tempo per togliere la merce dai vecchi banchi e per staccare tutte le utenze. La loro richiesta è stata accolta, ma ora devono rispettare i patti: il tempo a loro disposzione sta scadendo». Il sindaco Alessandro Cosimi, preoccupato per la situazione di degrado di piazza XX e per la piega che sta prendendo le vicenda della demolizione, sollecita i commercianti ad intervenire in tempi rapidi. E lo fa ricordando ai commercianti le loro responsabilità.
«Abbiamo fatto un accordo - spiega il sindaco - che prevede a loro carico le spese di abbattimento dei vecchi banchi. Al momento non ci sono i presupposti né le condizioni tecniche perché il Comune subentri nelle responsabilità degli ambulanti. Quindi ribadisco che i commercianti del Mercatino Americano devono farsi carico di questa operazione quanto prima. Altrimenti valuteremo i provvedimenti da adottare nei loro confronti».
"L'uomo del trasloco"
La demolizione della baraccopoli di piazza XX è ancora in alto mare. Ad ammetterlo, con un pizzico di rabbia e tanta rassegnazione, è Ernesto Locatelli, l’uomo che sta facendo da tramite fra il consorzio Mercatino Americano e la Metalferro, la ditta incaricata dell’intervento. «Purtroppo non ci sono le condizioni tecniche per effettuare l’intervento - spiega amareggiato - e mi dispiace di essermi ritrovato nel mezzo ad una vicenda in cui io non c’entro nulla. La Metalferro è già pronta per inviare tutta la documentazione necessaria al Comune e ha quantificato in tre giorni la dureata dei lavori. Ma non può partire perché non ci sono le necessarie condizioni di sicurezza: ci sono ancora diversi allacciamenti Enel e in diversi banchi si trova ancora del materiale. Quindi non si può procedere alla demolizione. E poiché la prossima settimana è quella di Ferragosto, non credo proprio che i lavori possano partire con questa operazione». Dal canto suo l’Enel fa sapere che le utenze erano in totale 76: di queste, ce ne sono 15 di cui non è stata richiesta la cessazione. Mentre per le altre abbiamo staccato la fornitura e demolite le prese, su queste ultime non possiamo per ora intervenire».
Il sindaco
«Abbiamo fatto di recente una riunione con gli ambulanti del consorzio Mercatino Americano, che in previsione della demolizione ci hanno chiesto un po’ di tempo per togliere la merce dai vecchi banchi e per staccare tutte le utenze. La loro richiesta è stata accolta, ma ora devono rispettare i patti: il tempo a loro disposzione sta scadendo». Il sindaco Alessandro Cosimi, preoccupato per la situazione di degrado di piazza XX e per la piega che sta prendendo le vicenda della demolizione, sollecita i commercianti ad intervenire in tempi rapidi. E lo fa ricordando ai commercianti le loro responsabilità.
«Abbiamo fatto un accordo - spiega il sindaco - che prevede a loro carico le spese di abbattimento dei vecchi banchi. Al momento non ci sono i presupposti né le condizioni tecniche perché il Comune subentri nelle responsabilità degli ambulanti. Quindi ribadisco che i commercianti del Mercatino Americano devono farsi carico di questa operazione quanto prima. Altrimenti valuteremo i provvedimenti da adottare nei loro confronti».
"L'uomo del trasloco"
La demolizione della baraccopoli di piazza XX è ancora in alto mare. Ad ammetterlo, con un pizzico di rabbia e tanta rassegnazione, è Ernesto Locatelli, l’uomo che sta facendo da tramite fra il consorzio Mercatino Americano e la Metalferro, la ditta incaricata dell’intervento. «Purtroppo non ci sono le condizioni tecniche per effettuare l’intervento - spiega amareggiato - e mi dispiace di essermi ritrovato nel mezzo ad una vicenda in cui io non c’entro nulla. La Metalferro è già pronta per inviare tutta la documentazione necessaria al Comune e ha quantificato in tre giorni la dureata dei lavori. Ma non può partire perché non ci sono le necessarie condizioni di sicurezza: ci sono ancora diversi allacciamenti Enel e in diversi banchi si trova ancora del materiale. Quindi non si può procedere alla demolizione. E poiché la prossima settimana è quella di Ferragosto, non credo proprio che i lavori possano partire con questa operazione». Dal canto suo l’Enel fa sapere che le utenze erano in totale 76: di queste, ce ne sono 15 di cui non è stata richiesta la cessazione. Mentre per le altre abbiamo staccato la fornitura e demolite le prese, su queste ultime non possiamo per ora intervenire».
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