Il Tirreno

Livorno

«Ex Fiat, amianto sui capannoni»

Luciano De Majo
«Ex Fiat, amianto sui capannoni»

Gli artigiani dell’area di via Torino-via Ferraris hanno scritto alla Circoscrizione 4 segnalando il problema dell’amianto sulla copertura dei capannoni che una volta ospitavano concessionaria e officina Fiat di viale Petrarca

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LIVORNO. Gli artigiani dell’area di via Torino-via Ferraris hanno scritto alla Circoscrizione 4 segnalando il problema dell’amianto sulla copertura dei capannoni che una volta ospitavano concessionaria e officina Fiat di viale Petrarca. Lo hanno fatto segnalando che loro, in passato, hanno bonificato il tetto dell’edificio dove si sono insediati, costituito dello stesso materiale del complesso ex Fiat, adesso di proprietà di Esselunga. Nella loro lettera, ma anche nei colloqui che hanno avuto con gli esponenti della Circoscrizione, hanno spiegato che l’intervento effettuato qualche anno fa è costato loro qualcosa come 200mila euro, ripartiti naturalmente fra le varie imprese che hanno sede lì. Una scelta fatta alcuni anni fa per risolvere il problema del potenziale rischio da esposizione all’amianto.


Incontro in Comune
Ora ciò che queste aziende segnalano alla Circoscrizione è la presenza dello stesso materiale - l’eternit, composto anch’esso da fibre di amianto - che costituirebbe la copertura anche di quelli che una volta erano i capannoni della Fiat. Arrivata sul tavolo del presidente della Circoscrizione, la lettera è stata girata al sindaco, all’assessore all’ambiente e all’assessore al commercio. «Nei prossimi giorni ci sarà un incontro a palazzo Civico per discutere della situazione - dice Federico Pini, presidente della Circoscrizione 4 - con la massima serenità possibile. L’azienda che ci ha scritto, e che in qualche modo rappresenta anche le altre presenti nella stessa area, ci ha fatto presente che nell’area ex Fiat sono in corso alcuni lavori e che la cosa costituisce un elemento di preoccupazione per chi, come questi operatori, trascorre le proprie giornate in quella zona».


Come bonificare?
Ed è quello lo spirito con il quale anche alcuni cittadini hanno preso carta e penna per comunicare all’istituzione più vicina al territorio (la Circoscrizione) la presenza di un materiale pericoloso come l’amianto nella copertura della ex Fiat. «Bisogna comunque essere chiari - dice ancora Pini - sul fatto che l’amianto costituisce un pericolo per la salute solo quando si deteriora: finché lo stato di conservazione del materiale è buono, non ci sono pericoli. Nessuno, naturalmente, vuole fare allarmismi. Però se c’è un problema segnalato da cittadini o imprese, è bene parlarne in tempi brevi». Se da un lato, dunque, la pericolosità si manifesta solo con lo sfaldarsi dell’eternit, fenomeno che libera le fibre di amianto, dall’altro la legge (approvata nell’ormai lontano 1992) che mette al bando l’amianto nel nostro paese impone di realizzare interventi di bonifica.
Interventi che possono essere modulati nel tempo, secondo le condizioni del materiale e l’urgenza. La bonifica effettuata dalle vicine aziende artigiane è quella più radicale: l’amianto è stato rimosso e il tetto è stato rifatto. Nel grande edificio compreso fra via Ferraris, via Torino e via Napoli hanno sede imprese di serramenti, officine, tipografie, anche un centro giochi frequentatissimo dai bambini. Ora c’è da capire come - e in quali tempi - anche nell’ex Fiat sarà effettuata la bonifica.

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