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Vaccino in anticipo contro l'influenza A

Monica Calamai, direttrice dell’azienda Usl livornese
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Monica Calamai, direttrice dell’azienda Usl livornese

Influenza suina, ecco il piano dell'Asl 6 per fronteggiare la nuova epidemia. Un piano che è stato messo a punto fin da ora per non farsi trovare impreparati per il prossimo autunno.

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LIVORNO. Influenza suina, ecco il piano dell'Asl 6 per fronteggiare la nuova epidemia. Un piano che è stato messo a punto fin da ora per non farsi trovare impreparati per il prossimo autunno. E le novità, anche importanti, non mancano. Per prima cosa, infatti, sarà anticipata di due settimane, rispetto al 2008, la vaccinazione del personale sanitario contro l'influenza stagionale "Australiana".
Lo ha stabilito la direzione generale dell'azienda sanitaria locale. Così, tra il 12 e il 17 ottobre prossimi, si potranno sottoporre a vaccinazione (raccomandata e non obbligatoria) tutti gli operatori di settore. Seguirà poi - anche questo in anticipo rispetto alle passate scadenze - la disponibilità del prodotto per i cittadini che desiderino vaccinarsi: nel 2008 lo fece il 15% della popolazione, con un picco del 70% fra gli anziani, percentuale in linea con la media nazionale. Per il 2009 la popolazione cui si rivolge l'iniziativa è di 220mila unità, quindi maggiore rispetto ai dati più recenti.
Il motivo - spiega Rosa La Mantia, direttore sanitario - è di proteggere la più vasta fascia di popolazione possibile, nell'attesa dell'altra influenza, la "suina", se, quando in che misura verrà.
In ogni caso - aggiunge Marco Battaglini, direttore dell'Unità operativa di Igiene pubblica - vaccinarsi contro la prima protegge, entro certi limiti, anche contro la seconda dato che è coinvolto il virus AH1N1, simile in entrambe le situazioni.
Davanti alla prevista influenza suina, comunque, siamo pronti - dice a chiare lettere il direttore generale, Monica Calamai - come testimonia il «piano Pandemico Aziendale 2009», elaborato sulle indicazioni della regione Toscana ed il Ministero della Salute (Pandemia è una infezione a diffusione molto vasta).
Più complessa risulta infatti pianificare questa specifica campagna vaccinale per l'incertezza nella data di disponibilità del vaccino e nella quantità delle dosi disponibili per ogni Asl.
Appare perciò opportuno - si legge nel testo - attenersi a quelle che, ad oggi, sono le ipotesi più accreditate e cioè che questo tipo di vaccino potrà essere disponibile nel periodo dicembre-gennaio e che ad essere vaccinato sarà solamente il personale sanitario ed assimilato, quello cioè interessato dalla prima fase della vaccinazione contro il vaccino stagione.
Nei dettagli - precisa ancora La Mantia -- ci adegueremo secondo l'andamento dell'infezione, se sarà "lieve", "moderata" o "severa".
Davanti cioè a pochi casi si prevede l'isolamento domiciliare di quelli sospetti e l'ospedalizzazione soltano in casi particolari.
Là dove invece i pazienti fossere in numero superiore più gravi, è prevista la istituzione di apposite strutture di degenza in ogni presidio ed al livello provinciale.
A Livorno, ad esempio, sarebbero disponibili da 60 a 100 posti letto, presso reparti «non intensivi» come malattie infettive, neurologica chirurgia generale e il centro di rianimazione.
Dal canto suo Spartaco Sani direttore, dell'unita operativa malattie infettive ha ricordato che i casi accertati a Livorno e Provincia siano finora 12, curati sempre senza il ricorso a farmaci antivirali. E' bene inoltre sapere che non è necessario eseguire alcuna prevenzione con tali prodotti, se non alla presenza di gravidanza, asma in trattamento ed obesità grave.
Nessun operatore sanitario a fino ad ora contratto l'infezione suina in ambito lavorativo.
Gian Ugo Berti

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