Gioco
Livorno, un caso di "suina" in città
Juna Goti
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A destra la direttrice sanitaria dell’Asl Rosa La MantiaC’è un piano ad hoc, da settembre vaccinazioni a tappeto su personale sanitario e insegnanti. La direttrice sanitaria: non ci sono ragioni per allarmarsi, ma noi non sottovaluteremo i rischi potenziali
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LIVORNO. Dopo gli otto casi registrati a Cecina e a Piombino, il virus A (H1n1) - meglio noto come "influenza suina" - ha raggiunto anche Livorno. Un tampone effettuato circa tre settimane fa nel reparto di malattie infettive degli Spedali Riuniti è infatti risultato positivo a tutti i test portati avanti sia dall'equipe pisana (che ha il compito di analizzare anche i casi sospetti nella nostra provincia) che da quella messa in piedi ad hoc dal ministero a Roma.
Il livornese che ha contratto l'influenza di ultima generazione, secondo quanto è stato comunicato dai vertici della Asl 6, è comunque in «ottime condizioni e ha già superato la fase contagiosa della malattia». Sono stati in tutto quaranta i potenziali infetti che negli ultimi mesi, da quando cioè è scoppiata la psicosi della "suina", si sono rivolti alla nostra Asl per verificare il proprio stato di salute. Tutti presentavano i sintomi tipici del nuovo virus (febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse e in qualche caso vomito, diarrea e nausea) ed erano stati all'estero o a contatto con vacanzieri reduci da un'uscita fuori porta. Ma alla fine i casi accertati sono stati, appunto, nove. Per tutti gli altri si è trattato solo di un'influenza "classica" o di un eccesso di preoccupazione.
«Non c'è alcun motivo di allarmarsi - sottolinea la neodirettrice sanitaria dell'Asl livornese, Rosa La Mantia - la situazione è sotto controllo anche se il rischio di contagio non sarà sottovalutato». A tale proposito ieri pomeriggio, a Firenze, si è tenuto un vertice regionale che ha coinvolto, oltre agli assessori di riferimento, i direttori dei vari presidi ospedalieri del granducato. All'ordine del giorno proprio il piano pandemico targato A (h1n1), il virus che sta facendo scalo negli aeroporti di mezza Europa e che - almeno in Italia e fino ad oggi - nonostante lo stato di allerta sembra portare con sé rischi e fastidi di una comune influenza stagionale.
«La nostra Asl - chiarisce la direttrice sanitaria La Mantia - ha già consegnato alla Regione una relazione dettagliata, redatta seguendo le indicazione diffuse dal ministero». Un piano anti-suina, insomma, che entrerà pienamente in funzione nelle prossime settimane. Ma di cosa si tratta? Principalmente di una doppia tranche di vaccinazioni che interesserà migliaia di livornesi: a partire da settembre tutto il personale sanitario («dai portantini ai medici») e quello dei servizi essenziali (quindi anche i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, i vigili del fuoco e quelli urbani) dovrà essere vaccinato. In realtà, in concomitanza con l'inizio delle scuole il personale interessato sarà sottposto a una vaccinazione generale (quella che normalmente si fa a ottobre contro la comune influenza), mentre a gennaio toccherà a quello specifico contro il ceppo suino.
Sul viale Alfieri, come anticipato dai vertici della Asl, il piano di vaccinazione procederà reparto per reparto. Nel frattempo a Livorno si è insediata una unità di crisi operativa presieduta dalla stessa direttrice sanitaria e formata da una ventina di esperti.
Il livornese che ha contratto l'influenza di ultima generazione, secondo quanto è stato comunicato dai vertici della Asl 6, è comunque in «ottime condizioni e ha già superato la fase contagiosa della malattia». Sono stati in tutto quaranta i potenziali infetti che negli ultimi mesi, da quando cioè è scoppiata la psicosi della "suina", si sono rivolti alla nostra Asl per verificare il proprio stato di salute. Tutti presentavano i sintomi tipici del nuovo virus (febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse e in qualche caso vomito, diarrea e nausea) ed erano stati all'estero o a contatto con vacanzieri reduci da un'uscita fuori porta. Ma alla fine i casi accertati sono stati, appunto, nove. Per tutti gli altri si è trattato solo di un'influenza "classica" o di un eccesso di preoccupazione.
«Non c'è alcun motivo di allarmarsi - sottolinea la neodirettrice sanitaria dell'Asl livornese, Rosa La Mantia - la situazione è sotto controllo anche se il rischio di contagio non sarà sottovalutato». A tale proposito ieri pomeriggio, a Firenze, si è tenuto un vertice regionale che ha coinvolto, oltre agli assessori di riferimento, i direttori dei vari presidi ospedalieri del granducato. All'ordine del giorno proprio il piano pandemico targato A (h1n1), il virus che sta facendo scalo negli aeroporti di mezza Europa e che - almeno in Italia e fino ad oggi - nonostante lo stato di allerta sembra portare con sé rischi e fastidi di una comune influenza stagionale.
«La nostra Asl - chiarisce la direttrice sanitaria La Mantia - ha già consegnato alla Regione una relazione dettagliata, redatta seguendo le indicazione diffuse dal ministero». Un piano anti-suina, insomma, che entrerà pienamente in funzione nelle prossime settimane. Ma di cosa si tratta? Principalmente di una doppia tranche di vaccinazioni che interesserà migliaia di livornesi: a partire da settembre tutto il personale sanitario («dai portantini ai medici») e quello dei servizi essenziali (quindi anche i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, i vigili del fuoco e quelli urbani) dovrà essere vaccinato. In realtà, in concomitanza con l'inizio delle scuole il personale interessato sarà sottposto a una vaccinazione generale (quella che normalmente si fa a ottobre contro la comune influenza), mentre a gennaio toccherà a quello specifico contro il ceppo suino.
Sul viale Alfieri, come anticipato dai vertici della Asl, il piano di vaccinazione procederà reparto per reparto. Nel frattempo a Livorno si è insediata una unità di crisi operativa presieduta dalla stessa direttrice sanitaria e formata da una ventina di esperti.
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