Il Tirreno

Livorno

L'effetto Brunetta? In estate

Mauro Zucchelli
Il ministro Renato Brunetta e, accanto, un lavoratore timbra il cartellino al marcatempo
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Il ministro Renato Brunetta e, accanto, un lavoratore timbra il cartellino al marcatempo

«Hanno preso paura perfino gli spettri del Palazzo: ora negli uffici del Comune è ricomparso anche qualcuno che era più fantasma di loro». Figuriamoci se l'ironia tutta labronica si lasciava sfuggire l'occasione di giocare anche con le conseguenze dell'"effetto Brunetta" sulle abitudini di chi lavora in municipio

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LIVORNO. «Hanno preso paura perfino gli spettri del Palazzo: ora negli uffici del Comune è ricomparso anche qualcuno che era più fantasma di loro». Figuriamoci se l'ironia tutta labronica si lasciava sfuggire l'occasione di giocare anche con le conseguenze dell'"effetto Brunetta" sulle abitudini di chi lavora in municipio: i dati del ministero dicono che Livorno è l'unica città d'Italia che figura fra le prime tre nel calo delle assenze lavorative per motivi di malattia sia nella classifica che riguarda le Province sia nella graduatoria relativa ai Comuni medio-grandi (al di sopra del mezzo migliaio di dipendenti).
E non è tutto. Ad esempio, spulciando mese per mese a partire dall'inizio dell'anno i dati relativi ai forfait dei dipendenti municipali balza agli occhi che dopo il blitz del ministro Brunetta la diminuzione risulta delle assenze tanto più brusca quanto più ci si avvicina all'estate: nei primi tre mesi dell'anno non supera la soglia del 55%, in aprile e maggio sale attorno al 57-58%, in giugno il picco che arriva a un passo dal 63%.
Chi sostiene la bontà del metodo Brunetta ne fa discendere un teorema semplice semplice: è la riprova che c'era una sacca di furbi che, dietro il certificato di malattia, nascondevano la voglia di fare capolino al mare per i primi bagni di stagione.

CONVALESCENTI IN FERIE E qui salta fuori tutto il rosario di aneddoti sul dipendente pubblico scansafatiche. Ma forse non c'è solo quello: se è vero che, tanto per ascoltare il controcanto, un alto funzionario di Palazzo civico racconta anche di qualche caso di lavoratori che, avendo un budget di ferie arretrate, hanno preferito fare la convalescenza post-operatoria in ferie anziché in malattia perché altrimenti si sarebbero visti decurtare la busta paga. O ancora: quando ancora non era stata cancellata la maxi-fascia oraria dell'obbligo di farsi trovare in casa se in malattia, c'è chi si è fatto mettere in ferie perché aveva comunque da sbrigare le piccole grandi imcombenze della vita domestica, compresi magari genitori anziani da assistere. Tutti casi indicati per nome e cognome.

UN CALO SENZA UGUALI Sta di fatto che i guai dell'esistenza quotidiana non hanno latitudine: ci sono qui come in Valtellina e nel Gennargentu. Perché allora questo taglio-boom che non ha uguali nel resto del Bel Paese? «Dovevamo aspettare che ce lo venisse proprio a insegnare quel simpaticone di Brunetta?», dice amara una dipendente di Palazzo civico, vent'anni d'anzianità di servizio e nessuna tentazione di dar ragione al ministro.

CHE BOOM IN PROVINCIA A Palazzo Granducale è eclatante la differenza fra le assenze per malattia nel mese scorso e quelle di dodici mesi prima: fra le quasi cinquemila amministrazioni pubbliche che da Bolzano a Siracusa hanno inviato i dati al ministero, solo 83 hanno visto precipitare i forfait in modo più drastico che in Provincia. E pochissime hanno le dimensioni dell'ente labronico: solo l'Agenzia spaziale italiana, il Cnr, la Provincia di Roma e quella di Verbania, il Comune di Mantova.
Attenzione però a non autoraffigurarsi come la patria dell'assenteismo dei lavoratori pubblici: nella più recente graduatoria nazionale degli uffici municipali vuoti nelle città capoluogo, Livorno figura al 35º posto con una media di 25,1 giorni all'anno di assenza (ferie ovviamente escluse). Più assenteisti di Pisa (61ª con 22,4 giorni) ma meno di Lucca (30ª con 25,5). E se si guarda ai giorni medi di malattia dei dipendenti dei Comuni capoluogo, siamo perfino più virtuosi: i lavoratori municipali si fanno ogni anno in media 16 giorni di malattia. Poco meno del doppio di Cremona, quasi la metà di Vibo Valentia.

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