Lutto
Don Medori accusa Cosimi Le lettere del botta e risposta
Il parroco di Sant'Andrea accusa il sindaco: fa pressioni sul vescovo perché io non partecipi al consiglio comunale dove si parla di sicurezza. Il sindaco risponde: non ho fatto pressioni su alcuno, tantomeno sul vescovo. Ecco il testo della missiva che il parroco di Sant'Andrea, don Edoardo Medori, ha inviato al sindaco di Livorno e quello della risposta di Alessandro Cosimi
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Il parroco di Sant'Andrea accusa il sindaco: fa pressioni sul vescovo perché io non partecipi al consiglio comunale dove si parla di sicurezza. Il sindaco risponde: non ho fatto pressioni su alcuno, tantomeno sul vescovo. Si arricchisce di un intrigo velenoso la difficile convivenza tra il sindaco Alessandro Cosimi e l'anziano parroco della parrocchia di Sant'Andrea, don Medori, il prete che da anni è diventato il portabandiera della richiesta di ordine e legalità in uno dei quartieri dove la convivenza tra livornesi e immigrati e più difficile.
Il 15 luglio Don Medori scrive una lettera al sindaco e ne consegna copia a "tre saggi" di cui non rivela l'identità. Un paio di fogli per dire che "Le istituzioni hanno trovato una straordinaria unità d'intenti, quella di colpire il Parroco di Sant'Andrea invocando l'aiuto del vescovo per fermare quella voce libera che disturba i silenzi, o meglio la paura della carriera, di chi abita i Palazzi". Segue una dichiarazione di guerra: "è chiaro che il silenzio su questo increscioso e poco lungimirante episodio da me non verrà trattenuto e sarà portato alla pubblica opione, non ora , ma quando sarà il momento giusto".
Sei giorni dopo, alla vigilia di una fiaccolata per la legalità e contro i clandestini organizzata proprio nel quartiere di don Medori, il sindaco Cosimi decide di rispondere al parroco e rendere pubblico il carteggio: "Non ho fatto pressioni su chicchesia".
Il 15 luglio Don Medori scrive una lettera al sindaco e ne consegna copia a "tre saggi" di cui non rivela l'identità. Un paio di fogli per dire che "Le istituzioni hanno trovato una straordinaria unità d'intenti, quella di colpire il Parroco di Sant'Andrea invocando l'aiuto del vescovo per fermare quella voce libera che disturba i silenzi, o meglio la paura della carriera, di chi abita i Palazzi". Segue una dichiarazione di guerra: "è chiaro che il silenzio su questo increscioso e poco lungimirante episodio da me non verrà trattenuto e sarà portato alla pubblica opione, non ora , ma quando sarà il momento giusto".
Sei giorni dopo, alla vigilia di una fiaccolata per la legalità e contro i clandestini organizzata proprio nel quartiere di don Medori, il sindaco Cosimi decide di rispondere al parroco e rendere pubblico il carteggio: "Non ho fatto pressioni su chicchesia".
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