Gioco
Riecco Galileo: ora nasce l'associazionein difesa del cacciucco
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IVO PIAGNERI. Il patron della trattoria “Da Galileo”, morto in aprile all’età di 68 anni, è stato uno dei più noti ristoratori livornesi: memorabili le sue battaglie in difesa del cacciucco«Una vita tra pentole e tegami», s'intitolava il suo libro autobiografico: Ivo Piagneri, pisano trapiantato felicemente a Livorno, sessantotto anni portati con grinta, la sua esistenza l'aveva davvero trascorsa nella cucina della trattoria Galileo di via della Campana, definita da molti il regno del cacciucco
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LIVORNO. «Una vita tra pentole e tegami», s'intitolava il suo libro autobiografico: Ivo Piagneri, pisano trapiantato felicemente a Livorno, sessantotto anni portati con grinta, la sua esistenza l'aveva davvero trascorsa nella cucina della trattoria Galileo di via della Campana, definita da molti il regno del cacciucco. Felice di fare un lavoro che amava e con il solo rammarico che un giorno, scomparso lui, il ristorante dovesse "passare il cucchiaio" ad altri.
Ma oggi, invece - esattamente a tre mesi dalla sua morte improvvisa, avvenuta il 19 aprile di quest'anno - i figli Letizia e Leonardo, che pur apprezzando il lavoro del padre, avevano preferito quando Piagneri era in vita prendere altre strade, fanno sapere a tutti i livornesi e non solo, attraverso un blog www.trattoriadagalileo.com che "Galileo" continuerà a camminare, guidato con entusiasmo da tutta la famiglia.
«L'idea di non chiudere i battenti, peraltro subito condivisa da me, da mio fratello e da nostra madre - rivela Letizia - è partita da Antonio, mio marito, che adesso si occupa a tempo pieno del ristorante. Abbiamo detto tutti: perché no?».
Letizia racconta che in famiglia si sono divisi i compiti: «Oggi Leonardo cura la parte amministrativa, quella relativa ai fornitori e la pubblicità, io dò una mano dove posso, la mamma, che è una brava intrattenitrice, si occupa delle pubbliche relazioni con i clienti, mentre Antonio, che ha lasciato il suo lavoro di impiegato, gestisce il locale in prima persona».
«In pratica dunque, a parte la mancanza di babbo a cui purtroppo nessuno potrà mai sopperire - tiene a sottolineare Leonardo - nel locale non è cambiato nulla: stesso menù, stessi prezzi, stessa linea, stesso personale in cucina».
«Non solo - aggiunge Letizia - ma con l'aiuto del sindaco di Livorno, che si è reso subito disponibile e che ringraziamo, è nata anche un'associazione a salvaguardia del grande lavoro di Ivo Piagneri, dei suoi scritti, delle sue fotografie». Bisogna in effetti ricordare che il gestore di Galileo era un bravissimo fotografo. L'associazione cercherà di proteggere anche il cacciucco, spiega la figlia: «Lo faremo lanciando, per stoppare ogni passata polemica, invece delle solite gare fra cuochi, un appello di alleanza in difesa di tutta la cucina regionale e della sua tradizione».
M.A.S.
Ma oggi, invece - esattamente a tre mesi dalla sua morte improvvisa, avvenuta il 19 aprile di quest'anno - i figli Letizia e Leonardo, che pur apprezzando il lavoro del padre, avevano preferito quando Piagneri era in vita prendere altre strade, fanno sapere a tutti i livornesi e non solo, attraverso un blog www.trattoriadagalileo.com che "Galileo" continuerà a camminare, guidato con entusiasmo da tutta la famiglia.
«L'idea di non chiudere i battenti, peraltro subito condivisa da me, da mio fratello e da nostra madre - rivela Letizia - è partita da Antonio, mio marito, che adesso si occupa a tempo pieno del ristorante. Abbiamo detto tutti: perché no?».
Letizia racconta che in famiglia si sono divisi i compiti: «Oggi Leonardo cura la parte amministrativa, quella relativa ai fornitori e la pubblicità, io dò una mano dove posso, la mamma, che è una brava intrattenitrice, si occupa delle pubbliche relazioni con i clienti, mentre Antonio, che ha lasciato il suo lavoro di impiegato, gestisce il locale in prima persona».
«In pratica dunque, a parte la mancanza di babbo a cui purtroppo nessuno potrà mai sopperire - tiene a sottolineare Leonardo - nel locale non è cambiato nulla: stesso menù, stessi prezzi, stessa linea, stesso personale in cucina».
«Non solo - aggiunge Letizia - ma con l'aiuto del sindaco di Livorno, che si è reso subito disponibile e che ringraziamo, è nata anche un'associazione a salvaguardia del grande lavoro di Ivo Piagneri, dei suoi scritti, delle sue fotografie». Bisogna in effetti ricordare che il gestore di Galileo era un bravissimo fotografo. L'associazione cercherà di proteggere anche il cacciucco, spiega la figlia: «Lo faremo lanciando, per stoppare ogni passata polemica, invece delle solite gare fra cuochi, un appello di alleanza in difesa di tutta la cucina regionale e della sua tradizione».
M.A.S.
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