Toscana
Il sindaco e il presidente della Regione difendono il progetto Rossignolo ma senza preclusioni
Ci va bene anche la Fiat
Mauro Zucchelli
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La rabbia degli ex Delphi l’altro ieri in Comune dopo l’annuncio del blitz Fiat«A noi interessa che i dipendenti ex Delphi abbiano un posto di lavoro, punto e basta: non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno». Il sindaco Alessandro Cosimi vuol evitare che la discesa in campo di Fiat nell'asta torinese per Bertone travolga il puzzle del piano messo in piedi con Rossignolo con tanta fatica per dare un futuro a 170 famiglie operaie.
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LIVORNO. «A noi interessa che i dipendenti ex Delphi abbiano un posto di lavoro, punto e basta: non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno». Il sindaco Alessandro Cosimi vuol evitare che la discesa in campo di Fiat nell'asta torinese per Bertone travolga il puzzle del piano messo in piedi con Rossignolo con tanta fatica per dare un futuro a 170 famiglie operaie.
Cosimi dice poche parole all'uscita da un estenuante tour de force di riunioni a Roma (vissuto in accoppiata con il presidente della Regione Claudio Martini): prima al ministero dello sviluppo economico, poi con Sergio Chiamparino, il suo collega di Torino. All'indomani dell'esplodere della rabbia degli operai ex Delphi delusi e proprio nel d-day della scadenza per chi voleva farsi avanti per rilevare a Torino le Carrozzerie Bertone, lo stabilimento il cui destino è stato legato da Rossignolo al decollo del suo progetto su Livorno.
A quanto è dato sapere, sulla scrivania del notaio Antonio Maria Marocco i commissari del caso Bertone hanno trovato cinque buste: subito scartata quella di Domenico Reviglio perché fuori termini, limitata al solo marchio quella della vedova Bertone, sparita nel nulla quella dei cinesi di Hong Kong Taihe (forse per conto di Faw, storico gigante dell'auto con gli occhi a mandorla), niente più di un outsider la cordata spagnola (dietro la quale si nasconderebbe la Lotus). Insomma, la gara vera è fra Fiat e Rossignolo. Lo dicono tutti, anche se non c'è nulla di deciso.
Cosimi e Martini hanno parlato una lingua sola: qui non è in gioco solo il caso Bertone a Torino, il Sud sta diventando una polveriera perché teme la chiusura di Termini Imerese e Pomigliano, la Cnh (ex New Holland) smetterà la produzione da qui al 2012. C'è bisogno di una regia sull'industria dell'auto: e in tal caso Livorno «non vuole fuori dalla porta». Ecco perché Cosimi non si lega le mani: ben venga il progetto Rossignolo se vince perché già quest'istruttoria «è la riprova che era un progetto serio». E se vince Fiat? «Vogliamo stare dentro anche quello scenario, non ci arrendiamo». Dunque, ok anche a Fiat se questo serve a dare un lavoro ai 170 lavoratori di Delphi e ad aprire una prospettiva.
Lo ripete anche il governatore Martini in una lettera al ministro Scajola in cui sollecita con urgenza un faccia a faccia: «Chiediamo con forza al governo di trovare una soluzione alla vicenda che veda i lavoratori ex Delphi al centro e parte integrante dell'intervento stesso». Con un obiettivo: scongiurare che «il progetto industriale dell'imprenditore piemontese Rossignolo sull'area ex Delphi, già in fase avanzata di concretizzazione, fallisca portando con sé tutte le speranze dei lavoratori in cassa integrazione e vanificando l'impegno delle istituzioni locali».
E intanto la festa regionale del Pd a San Giuliano (Pisa) mette in campo una iniziativa sulla crisi della componentistica auto: Federico Mirabelli, responsabile lavoro del Pd livornese, coordinerà il dibattito con l'assessore regionale Gianfranco Simoncini e i parlamentari Achille Passoni e Grazia Gatti.
Cosimi dice poche parole all'uscita da un estenuante tour de force di riunioni a Roma (vissuto in accoppiata con il presidente della Regione Claudio Martini): prima al ministero dello sviluppo economico, poi con Sergio Chiamparino, il suo collega di Torino. All'indomani dell'esplodere della rabbia degli operai ex Delphi delusi e proprio nel d-day della scadenza per chi voleva farsi avanti per rilevare a Torino le Carrozzerie Bertone, lo stabilimento il cui destino è stato legato da Rossignolo al decollo del suo progetto su Livorno.
A quanto è dato sapere, sulla scrivania del notaio Antonio Maria Marocco i commissari del caso Bertone hanno trovato cinque buste: subito scartata quella di Domenico Reviglio perché fuori termini, limitata al solo marchio quella della vedova Bertone, sparita nel nulla quella dei cinesi di Hong Kong Taihe (forse per conto di Faw, storico gigante dell'auto con gli occhi a mandorla), niente più di un outsider la cordata spagnola (dietro la quale si nasconderebbe la Lotus). Insomma, la gara vera è fra Fiat e Rossignolo. Lo dicono tutti, anche se non c'è nulla di deciso.
Cosimi e Martini hanno parlato una lingua sola: qui non è in gioco solo il caso Bertone a Torino, il Sud sta diventando una polveriera perché teme la chiusura di Termini Imerese e Pomigliano, la Cnh (ex New Holland) smetterà la produzione da qui al 2012. C'è bisogno di una regia sull'industria dell'auto: e in tal caso Livorno «non vuole fuori dalla porta». Ecco perché Cosimi non si lega le mani: ben venga il progetto Rossignolo se vince perché già quest'istruttoria «è la riprova che era un progetto serio». E se vince Fiat? «Vogliamo stare dentro anche quello scenario, non ci arrendiamo». Dunque, ok anche a Fiat se questo serve a dare un lavoro ai 170 lavoratori di Delphi e ad aprire una prospettiva.
Lo ripete anche il governatore Martini in una lettera al ministro Scajola in cui sollecita con urgenza un faccia a faccia: «Chiediamo con forza al governo di trovare una soluzione alla vicenda che veda i lavoratori ex Delphi al centro e parte integrante dell'intervento stesso». Con un obiettivo: scongiurare che «il progetto industriale dell'imprenditore piemontese Rossignolo sull'area ex Delphi, già in fase avanzata di concretizzazione, fallisca portando con sé tutte le speranze dei lavoratori in cassa integrazione e vanificando l'impegno delle istituzioni locali».
E intanto la festa regionale del Pd a San Giuliano (Pisa) mette in campo una iniziativa sulla crisi della componentistica auto: Federico Mirabelli, responsabile lavoro del Pd livornese, coordinerà il dibattito con l'assessore regionale Gianfranco Simoncini e i parlamentari Achille Passoni e Grazia Gatti.
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