Gioco
In pensione il presidente del tribunalela reggenza sarà affidata a Martorano
Luciano De Majo
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Il presidente del tribunale Carmelo Solarino e, nella foto sopra, la sede del tribunale civileIniziano con il saluto del presidente del tribunale Carmelo Solarino le grandi manovre nella magistratura livornese. Solarino l'ha annunciato ufficialmente qualche giorno fa, alla presentazione del sito internet della Procura della Repubblica: «Dal 3 agosto sarò fuori dall'Ordine giudiziario»
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LIVORNO. Iniziano con il saluto del presidente del tribunale Carmelo Solarino le grandi manovre nella magistratura livornese. Solarino l'ha annunciato ufficialmente qualche giorno fa, alla presentazione del sito internet della Procura della Repubblica: «Dal 3 agosto sarò fuori dall'Ordine giudiziario». Il presidente del tribunale terminerà il suo periodo di ferie senza rientrare al suo posto.
Nell'attesa che il Consiglio superiore della magistratura nomini il nuovo presidente del tribunale (e solitamente i tempi tecnici non sono brevissimi) la reggenza sarà affidata all'attuale presidente della sezione civile, Vincenzo Martorano.
Ma le novità, nei palazzi della giustizia, non finiscono qui. E' deciso da tempo, infatti, il trasferimento della presidente della sezione penale Grazia D'Onofrio, per la cui sostituzione è già stata avanzata una proposta dal Csm.
Lascerà Livorno per assumere l'incarico di giudice monocratico a Portoferraio, invece, Antonio Pirato, che dopo dieci anni trascorsi in via Falcone e Borsellino deve osservare il periodo di interruzione previsto dalla legge. Al suo posto, dall'ufficio del gip al monocratico arriverà Sandra Lombardi. Ma se l'assegnazione di Pirato a Portoferraio risolve un problema per l'isola d'Elba, rischia di aprire una questione di portata non indifferente per Livorno. Pirato, infatti, oltre a svolgere il suo compito di giudice monocratico, fa anche parte di uno dei collegi giudicanti del tribunale (quello presieduto da Grazia D'Onofrio e composto anche dalla giudice Beatrice Dani). Dal momento che il Consiglio giudiziario ha espresso un parere nel quale ritiene inopportuno che Pirato continui a far parte di un collegio di Livorno (proprio per la regola dei dieci anni), il pericolo è che la sua sostituzione nel collegio sia destinata a mettere a rischio numerosi processi. Anche perché andare a "pescare" dai giudici dell'udienza preliminare per completare il collegio - come non di rado accade quando se ne presenta la necessità - potrebbe essere fatica sprecata, visto che nei processi che vengono giudicati dal collegio spesso i gup si sono già espressi e sono incompatibili. Una questione che dovrà essere risolta nel giro delle prossime settimane.
Nell'attesa che il Consiglio superiore della magistratura nomini il nuovo presidente del tribunale (e solitamente i tempi tecnici non sono brevissimi) la reggenza sarà affidata all'attuale presidente della sezione civile, Vincenzo Martorano.
Ma le novità, nei palazzi della giustizia, non finiscono qui. E' deciso da tempo, infatti, il trasferimento della presidente della sezione penale Grazia D'Onofrio, per la cui sostituzione è già stata avanzata una proposta dal Csm.
Lascerà Livorno per assumere l'incarico di giudice monocratico a Portoferraio, invece, Antonio Pirato, che dopo dieci anni trascorsi in via Falcone e Borsellino deve osservare il periodo di interruzione previsto dalla legge. Al suo posto, dall'ufficio del gip al monocratico arriverà Sandra Lombardi. Ma se l'assegnazione di Pirato a Portoferraio risolve un problema per l'isola d'Elba, rischia di aprire una questione di portata non indifferente per Livorno. Pirato, infatti, oltre a svolgere il suo compito di giudice monocratico, fa anche parte di uno dei collegi giudicanti del tribunale (quello presieduto da Grazia D'Onofrio e composto anche dalla giudice Beatrice Dani). Dal momento che il Consiglio giudiziario ha espresso un parere nel quale ritiene inopportuno che Pirato continui a far parte di un collegio di Livorno (proprio per la regola dei dieci anni), il pericolo è che la sua sostituzione nel collegio sia destinata a mettere a rischio numerosi processi. Anche perché andare a "pescare" dai giudici dell'udienza preliminare per completare il collegio - come non di rado accade quando se ne presenta la necessità - potrebbe essere fatica sprecata, visto che nei processi che vengono giudicati dal collegio spesso i gup si sono già espressi e sono incompatibili. Una questione che dovrà essere risolta nel giro delle prossime settimane.
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