Il Tirreno

Livorno

Continua la protesta dei residenti contro l’azienda che tratta i rifiuti

Il comitato accusa Lonzi«Ha troppe colpe, vada via»

Juna Goti
Due momenti delle operazioni di spegnimento dell’incendio che ha colpito lo stabilimento della Lonzi metalli nella notte del 21 giugno
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Due momenti delle operazioni di spegnimento dell’incendio che ha colpito lo stabilimento della Lonzi metalli nella notte del 21 giugno

«Non ce l'abbiamo con la Lonzi metalli, ma siamo convinti che abbia responsabilità importanti per quanto avvenuto negli ultimi anni in termini di sicurezza: dai ripetuti incendi alle sostanze nere e maleodoranti apparse nel rio Cignolo»

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LIVORNO. «Non ce l'abbiamo con la Lonzi metalli, ma siamo convinti che abbia responsabilità importanti per quanto avvenuto negli ultimi anni in termini di sicurezza: dai ripetuti incendi alle sostanze nere e maleodoranti apparse nel rio Cignolo». I rappresentanti del comitato "Condotti Vecchi" che raccoglie i circa settanta residenti della Puzzolente, non allentano la presa.
«Vogliamo che l'impianto di stoccaggio dei rifiuti sia delocalizzato, insieme a Lunirot, Autodemolizione Livornese e Lotti». Mercoledì, per gli abitanti, è stata un'altra giornata nera: il vento, infatti, ha alzato polveri e cattivi odori «rendendo la vita impossibile».
«Abbiamo pensato di chiamare le guardie ambientali - raccontano - ma sarebbe stato inutile perché da anni la risposta che ci danno è sempre la stessa: "Presentate un esposto e verremo a controllare". Sì, ma quando?". Dalla casa di uno dei portavoce del comitato si vede la montagna di rifiuti. «E sopra - continua il residente - ci sono decine di topi».
Il giorno dell'incendio, secondo quanto riferito da Emiliano Lonzi, socio di riferimento della ditta, ci sarebbe stata una situazione «sfortunata». «L'impianto di selezione - ha detto - era fermo perché installavamo quello nuovo, per cui il materiale stoccato era aumentato». Insomma, c'erano più rifiuti del solito. Ma i membri del comitato non ci stanno: «Guardate - e mostrano 5 o 6 foto - queste sono di parecchie settimane prima del fattaccio. La montagna di rifiuti supera il silos, è almeno 7 metri. Altro che situazione eccezionale. E poi c'è qualcosa di differenziato là in mezzo?».
La tensione è ancora alle stelle. «Gli incendi in questi impianti - accusano - non dovrebbero essere all'ordine del giorno: la sicurezza prima di tutto anche perché intorno ci sono le nostre case e poco più avanti la città». Entro il 30 di ottobre, secondo quanto disposto da Provincia con Comune e Arpat, la Lonzi dovrebbe coprire l'intero piazzale. Un'operazione da due milioni di euro. «Coprire l'impianto - commentano i residenti - significherebbe scoraggiare il trasferimento: non sarebbe giusto che la Lonzi pagasse una somma simile per poi andarsene: una resistenza sarebbe comprensibile. Quindi speriamo che le istituzioni sciolgano il nodo in attesa di trovare una nuova area». Ma dove? «Non spetta a noi dirlo. Però se a Livorno mancano gli spazi magari sarà possibile trovare un accordo con Collesalvetti».

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