Il Tirreno

Livorno

La strage di Viareggio

E' morta anche SaraUna ragazza livornese tra le vittime di Viareggio

Cristiano Meoni
E' morta anche SaraUna ragazza livornese tra le vittime di Viareggio

E' un dolore composto, confinato nelle quattro mura di casa, un appartamento di via Costanza 74 a Salviano, ma non meno atroce. E' il dolore di Fabio Lenzi, 32 anni, bagnino dei bagni Sama: sua sorella Sara, 24 anni, originaria di Livorno ma che all'età di tre anni si era trasferita a Viareggio, ieri è spirata in un letto di una clinica di Genova, Villa Scassi

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LIVORNO. E' un dolore composto, confinato nelle quattro mura di casa, un appartamento di via Costanza 74 a Salviano, ma non meno atroce. E' il dolore di Fabio Lenzi, 32 anni, bagnino dei bagni Sama: sua sorella Sara, 24 anni, originaria di Livorno ma che all'età di tre anni si era trasferita a Viareggio, ieri è spirata in un letto di una clinica di Genova, Villa Scassi. Sua madre, Roberta, anch'essa ustionata al 70%, lotta contro la morte in un altro letto d'ospedale. Entrambe erano in via Ponchielli al momento dell'esplosione. «Mia sorella era una persona splendida, generosa ed altruista. Ora prego per mia madre».
Sara Orsi, 24 anni, è la ventritreesima vittima della strage di Viareggio. Qualche giorno fa le avevano fatto un intervento di innesto della pelle ma il suo cuore ha cessato di battere. Viareggina d'adozione, era nata a Livorno il 30 ottobre 1985 dal padre Mario Orsi e dalla madre Roberta Calzoni, livornese: la famiglia, che viveva in via Tommasi 8 all'Ardenza, nell'88 si era trasferita in Versilia. La madre era già stata sposata con Paolo Lenzi, da cui aveva avuto un figlio, Fabio Lenzi. Fabio, suo fratello, che adesso si macera nel ricordo di Sara: «Anche se vivevamo in città diverse, ogni tanto ci sentivamo. Avevo delle foto con lei ma quello che c'era è andato distrutto» dice Fabio Lenzi.
Il dolore per la sorella Sara, l'angoscia per la madre Roberta, la rabbia per una strage che poteva essere evitata: «Quei treni non erano a norma». Fabio ha saputo che madre e sorella erano rimaste ferite poche ore dopo l'incendio. Si è subito precipitato con il padre, Paolo, primo marito di Roberta Calzoni, al centro specializzato di Genova dove erano state ricoverate madre e figlia. «Sara ci raccontò che era rimasta ustionata perchè era uscita di casa dopo l'esplosione, Roberta invece ci disse che non si era mossa da letto». Era a letto con il marito, Mario Orsi, disabile, costretto su una sedia a rotelle dalla distrofia muscolare. Lui si è salvato.
Paolo Lenzi scuote la testa sconsolato: «I medici ci hanno detto di non farci troppe illusione. Sono pessimista». Ieri ha parlato col primario: le condizioni di Roberta Calzoni sono stazionarie.
Con Fabio e Paolo Lenzi, nell'appartamento di Salviano, vive la madre di Roberta Calzoni, Sirenetta Fantozzi in Calzoni: si è stabilita qui da gennaio perchè la famiglia Orsi non era più in grado di accudirla. Ha novant'anni e non sa che sua nipote è morta e sua figlia in gravissime condizioni. «Ma prima o poi dovremo dirle qualcosa».

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di Redazione web