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LIVORNO
Trovato morto nel suo lettoAutopsia e verifiche sui telefoni
Lara Loreti
L'autopsia spiegherà le cause della morte di Giovanni Basile, 37 anni. Il cadavere era in stato di decomposizione avanzata, il che fa pensare che fosse morto da più giorni. Nessun segno di violenza sul corpo, né di effrazione. Verifiche sui cellulari per ricostruire le ultime ore di vita
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Venerdì scorso era andato a lavoro, come tutti i giorni. Alle 18 aveva salutato i colleghi, il padre e il fratello, ed era tornato a casa. Nessuno avrebbe mai immaginato che quella sarebbe stata l’ultima volta. L’ultimo saluto. Giovanni Basile, 37 anni, di origini napoletane ma trapiantato a Livorno da una quindicina d’anni, oggi poco prima delle 13 è stato trovato morto nel suo appartamento, in viale Nazario Sauro, zona Fabbricotti. Il cadavere era in stato di decomposizione avanzata, il che fa pensare che fosse morto da più giorni. I parenti e gli amici, non avendolo più visto a lavoro, lo cercavano già da qualche giorno. Ma senza ricevere risposta.
Giovanni gestiva con il fratello Mario e il padre Luigi la Naval Motori srl, una officina di riparazioni navale che ha sede a Livorno nella zona di Torretta. Era molto noto in città. La sua morte per ora resta avvolta nel mistero: come emerso dalle indagini della polizia, apparentemente Basile non aveva alcun segno di violenza. E in casa non c’è stata effrazione. L’ipotesi più probabile sembra quella che l’imprenditore abbia avuto un improvviso malore.
Tuttavia, gli investigatori, coordinati dalla pm Fiorenza Marrara, sono cauti: non è esclusa nessuna ipotesi. Proprio per chiarire se il decesso sia per morte naturale o se ci sia stata violenza, domani ci sarà l’autopsia, che sarà eseguita dal medico legale Marco Di Paolo. Solo l’esame autoptico potrà dire con certezza com’è morto Giovanni Basile, anche perché le condizioni della salma non permettono di trarre conclusioni chiare.
«Un giovane mite, educato e ordinato - dicono i vicini sconvolti - Girava sempre con il suo cagnolino e andava spesso a correre». Basile, infatti, era amante della palestra, oltre che del giardinaggio e della pittura. Verso le 17, dopo i rilievi della squadra mobile, della polizia scientifica e del medico legale, il cadavere è stato portato via dai mezzi del servizio funebre della Svs.
Giovanni gestiva con il fratello Mario e il padre Luigi la Naval Motori srl, una officina di riparazioni navale che ha sede a Livorno nella zona di Torretta. Era molto noto in città. La sua morte per ora resta avvolta nel mistero: come emerso dalle indagini della polizia, apparentemente Basile non aveva alcun segno di violenza. E in casa non c’è stata effrazione. L’ipotesi più probabile sembra quella che l’imprenditore abbia avuto un improvviso malore.
Tuttavia, gli investigatori, coordinati dalla pm Fiorenza Marrara, sono cauti: non è esclusa nessuna ipotesi. Proprio per chiarire se il decesso sia per morte naturale o se ci sia stata violenza, domani ci sarà l’autopsia, che sarà eseguita dal medico legale Marco Di Paolo. Solo l’esame autoptico potrà dire con certezza com’è morto Giovanni Basile, anche perché le condizioni della salma non permettono di trarre conclusioni chiare.
«Un giovane mite, educato e ordinato - dicono i vicini sconvolti - Girava sempre con il suo cagnolino e andava spesso a correre». Basile, infatti, era amante della palestra, oltre che del giardinaggio e della pittura. Verso le 17, dopo i rilievi della squadra mobile, della polizia scientifica e del medico legale, il cadavere è stato portato via dai mezzi del servizio funebre della Svs.
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