Sicurezza
VIA TERRAZZINI
Il Questore: "Più controlli su spaccio e violenze"
Lara Loreti
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Il questore Nicola Zito«Reazione comprensibile, ma non giustificabile». Questa la valutazione del questore Nicola Zito rispetto all'aggressione di mercoledì sera in via Terrazzini in cui un folto gruppo di cittadini se l'è presa con tre tunisini e a farne le spese sono stati anche i poliziotti intervenuti. Il numero uno della questura ammette che l'episodio di mercoledì è l'apice di un problema più profondo: la difficile integrazione con alcuni extracomunitari che hanno un comportamento aggressivo
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LIVORNO. «Reazione comprensibile, ma non giustificabile». Questa la valutazione del questore Nicola Zito rispetto all'aggressione di mercoledì sera in via Terrazzini in cui un folto gruppo di cittadini se l'è presa con tre tunisini e a farne le spese sono stati anche i poliziotti intervenuti. I tre magrebini avevano prima tentato di rubare una bicicletta a un giovane in via Maria Terreni e poi avevano insultato delle donne, in presenza di due bambine di 3 e 6 anni, mostrando loro le parti intime e poi minacciandole con due coltelli.
Il problema. «Il comportamento degli extracomunitari è stato eccessivo, provocatorio e scorretto - dice Nicola Zito - quindi si può capire che i cittadini se la siano presa. Tuttavia, la loro reazione non può essere giustificata». Il numero uno della questura ammette che l'episodio di mercoledì è l'apice di un problema più profondo: la difficile integrazione con alcuni extracomunitari che hanno un comportamento aggressivo. «Ci sono criticità oggettive in quella zona, ma c'è anche un senso di responsabilità importante, che non può venir meno e che deve coinvolge tutti, nessuno escluso. In ogni caso è bene non esagerare nella valutazione di quello che è successo l'altra sera». Zito lancia quindi un duplice appello.
Il questore ai residenti. «Ai livornesi dico di essere sereni: elevare i toni non conviene a nessuno. C'è un diritto che vale per tutti. Noi non abbiamo mai dimenticato i problemi di via Terrazzini e di piazza della Repubblica. Conosciamo benquestoree i problemi di quell'area e non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarla, anzi. I controlli sono costanti e continueranno: ci impegneremo ancora di più per garantire il massimo controllo e far star tranquilli i cittadini. Ci sono stati anche periodi di calma, questo bisogna dirlo e faremo di tutto affinché le criticità vengano ridotte».
Il questore agli extracomunitari. «Ai cittadini stranieri che mercoledì sono stati protagonisti di questo brutto episodio e a chiunque commette reati mi sento di dire solo una cosa: rispettate le regole. Solo così si può vivere e convivere tranquillamente».
I controlli. I servizi da parte della polizia e dei carabinieri in via Terrazzini e in piazza della Repubblica verranno ulteriormente intensificati. Contro spaccio e violenze. Lo dice il questore Zito: «Non abbiamo mai smesso di monitorare quella zona. Però è sbagliato generalizzare. Mercoledì, appena è scattato l'allarme, le pattuglie sono intervenute e, verificati i fatti, hanno individuato e arrestato i tre tunisini. La risposta giudiziaria è stata immediata e il nostro lavoro l'abbiamo fatto in tempi rapidissimi. Colgo l'occasione per ringraziare carabinieri e finanza che sono immediatamente giunti in nostro supporto». Quanto agli agenti feriti, il questore fa notare che la polizia è «sempre "dentro" le criticità. Cerchiamo - aggiunge - di fare al meglio il nostro lavoro».
L'episodio: donne minacciate con i coltelli. Oltre a insultarle, a fare dei gestacci e a mostrare i genitali (uno dei tre tunisini si è spogliato), le donne che mercoledì sera si sono imbattute in questa brutta avventura sono anche state minacciate con due coltelli. Poi, uno è stato nascosto dietro la ruota di scorta di una jeep, l'altro sotto l'auto. Le quattro donne, 54, 35, 32 e 30 anni, con le due bimbe, avevano visto i tre strappare dalle mani del ragazzo la bici, e avevano cercato di fermarli. Ma la folla, vedendo che i tre facevano atti osceni davanti alle bimbe, si era scatenata contro di loro. La fuga dei magrebini è durata fino a via Terrazzini, dove s'è scatenata l'aggressione dentro un cortile, in presenza della polizia.
Le indagini. Intanto i tre tunisini, 18, 25 e 24 anni, restano in carcere. Sono stati arrestati per tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale. In più, sono stati denunciati per atti osceni e due di loro anche per porto abusivo di due coltelli da cucina. Tutti e tre sono stati anche indagati perché irregolari.
Tutti gli atti, anche relativi alla colluttazione in via Terrazzini, sono stati trasmessi dall'ufficio prevenzione in Procura, che valuterà il da farsi.
Il problema. «Il comportamento degli extracomunitari è stato eccessivo, provocatorio e scorretto - dice Nicola Zito - quindi si può capire che i cittadini se la siano presa. Tuttavia, la loro reazione non può essere giustificata». Il numero uno della questura ammette che l'episodio di mercoledì è l'apice di un problema più profondo: la difficile integrazione con alcuni extracomunitari che hanno un comportamento aggressivo. «Ci sono criticità oggettive in quella zona, ma c'è anche un senso di responsabilità importante, che non può venir meno e che deve coinvolge tutti, nessuno escluso. In ogni caso è bene non esagerare nella valutazione di quello che è successo l'altra sera». Zito lancia quindi un duplice appello.
Il questore ai residenti. «Ai livornesi dico di essere sereni: elevare i toni non conviene a nessuno. C'è un diritto che vale per tutti. Noi non abbiamo mai dimenticato i problemi di via Terrazzini e di piazza della Repubblica. Conosciamo benquestoree i problemi di quell'area e non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarla, anzi. I controlli sono costanti e continueranno: ci impegneremo ancora di più per garantire il massimo controllo e far star tranquilli i cittadini. Ci sono stati anche periodi di calma, questo bisogna dirlo e faremo di tutto affinché le criticità vengano ridotte».
Il questore agli extracomunitari. «Ai cittadini stranieri che mercoledì sono stati protagonisti di questo brutto episodio e a chiunque commette reati mi sento di dire solo una cosa: rispettate le regole. Solo così si può vivere e convivere tranquillamente».
I controlli. I servizi da parte della polizia e dei carabinieri in via Terrazzini e in piazza della Repubblica verranno ulteriormente intensificati. Contro spaccio e violenze. Lo dice il questore Zito: «Non abbiamo mai smesso di monitorare quella zona. Però è sbagliato generalizzare. Mercoledì, appena è scattato l'allarme, le pattuglie sono intervenute e, verificati i fatti, hanno individuato e arrestato i tre tunisini. La risposta giudiziaria è stata immediata e il nostro lavoro l'abbiamo fatto in tempi rapidissimi. Colgo l'occasione per ringraziare carabinieri e finanza che sono immediatamente giunti in nostro supporto». Quanto agli agenti feriti, il questore fa notare che la polizia è «sempre "dentro" le criticità. Cerchiamo - aggiunge - di fare al meglio il nostro lavoro».
L'episodio: donne minacciate con i coltelli. Oltre a insultarle, a fare dei gestacci e a mostrare i genitali (uno dei tre tunisini si è spogliato), le donne che mercoledì sera si sono imbattute in questa brutta avventura sono anche state minacciate con due coltelli. Poi, uno è stato nascosto dietro la ruota di scorta di una jeep, l'altro sotto l'auto. Le quattro donne, 54, 35, 32 e 30 anni, con le due bimbe, avevano visto i tre strappare dalle mani del ragazzo la bici, e avevano cercato di fermarli. Ma la folla, vedendo che i tre facevano atti osceni davanti alle bimbe, si era scatenata contro di loro. La fuga dei magrebini è durata fino a via Terrazzini, dove s'è scatenata l'aggressione dentro un cortile, in presenza della polizia.
Le indagini. Intanto i tre tunisini, 18, 25 e 24 anni, restano in carcere. Sono stati arrestati per tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale. In più, sono stati denunciati per atti osceni e due di loro anche per porto abusivo di due coltelli da cucina. Tutti e tre sono stati anche indagati perché irregolari.
Tutti gli atti, anche relativi alla colluttazione in via Terrazzini, sono stati trasmessi dall'ufficio prevenzione in Procura, che valuterà il da farsi.
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