Il Tirreno

Livorno

Calambrone, il via-vai dei treni cisterna

Cristiano Meoni
Treni-cisterna alla stazione ferroviaria del Calambrone
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Treni-cisterna alla stazione ferroviaria del Calambrone

1300 cisterne l'anno di gpl. Altrettante di liquidi infiammabili e una trentina di acrilonitrile. In tutto oltre 2600 cisterne ferroviarie di sostanze pericolose che fanno dello scalo di Livorno Calambrone uno dei punti più sorvegliati della rete ferroviaria nazionale

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LIVORNO. 1300 cisterne l'anno di gpl. Altrettante di liquidi infiammabili e una trentina di acrilonitrile. In tutto oltre 2600 cisterne ferroviarie di sostanze pericolose che fanno dello scalo di Livorno Calambrone uno dei punti più sorvegliati della rete ferroviaria nazionale. Ci sarebbe di che inquietarsi visto quello che ha combinato l'incendio di una sola cisterna di gpl a Viareggio.
Ma Livorno Calambrone - lungo la strada per Tirrenia - è al sicuro, secondo uno studio effettuato da Rfi, Università di Roma La Sapienza e Università di Bologna.
Livorno è uno dei due casi di maggior criticità studiati dalle Ferrovie per valutare il rischio nel trasporto ferroviario di sostanze pericolose (l'altro è Mantova). Lo scalo di Livorno Calambrone è stato messo sotto osservazione sia perchè vicino alla città che per l'elevata movimentazione di sostanze pericolose.
Nello scalo, che si trova tra la via Leonardo da Vinci e la raffineria di Stagno, transitano le cisterne destinate alle industrie chimiche e petrolifere della zona: Eni, Costiero Gas, Costieri D'Alesio, Toscopetrol, Doc. Due binari, sorvegliati 24 ore su 24, sono destinati allo stazionamento delle cisterne, che restano nello scalo per un tempo medio di due ore prima di essere destinate alle industrie coi locomotori di manovra. Sono i due binari adiacenti alla via Leonardo da Vinci, quelli più accessibili in caso di incidente.
Negli scali i rilasci di sostanze pericolose sono riconducibili a 5 casistiche: collisione con vagoni fermi, incidenti durante la composizione dei treni, cambio di locomotore, deragliamento di un vagone, incidenti durante la manovra. I ricercatori hanno esaminato «quattro ipotesi incidentali» (top event): tre relative allo sversamento molto lieve (trafilamento da valvole e da guarnizione), lieve (cedimento di guarnizioni) e grave (errata apertura di valvole) e una quarta per la «rottura catastrofica».
Considerando la movimentazione di sostanze pericolose (2600 cisterne annue) e il tempo medio di permanenza delle cisterne nello scalo e le caratteristiche del territorio sono state redatte «mappe del rischio». In estrema sintesi, si può dire che il rischio è di un incidente ogni 10mila cisterne nel raggio di 120 metri dallo scalo, di uno ogni 100mila a una distanza di 320 metri. Mentre a 700 metri il rischio «diventa del tutto trascurabile». «Eventi con magnitudo superiore a 1» sono possibili ogni 10mila movimentazioni. Tutto sommato «un rischio accettabile» secondo i ricercatori. «Sulla base dell'analisi effettuata, considerando un tempo medio di sosta di due ore, il rischio dovuto alla movimentazione delle sostanze pericolose a Livorno Calambrone appare sotto controllo e lo scalo compatibile con il territorio circostante». Una conclusione che trova d'accordo il sindacato dei ferrovieri: «Lo scalo appare sicuro, a memoria ricordo solo un incidente: lo sversamento di una cisterna di metanolo nel maggio 2003», dice Claudio Picchiottino (Cgil). «Certo, il luogo è particolare. Da una parte abbiamo la raffineria, dall'altra il Costiero gas».

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