Gioco
Muore dopo un tuffo ai bagni Lido
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Paolo Tracchini e nella foto accanto Marco Angelici sulla sedia dove faceva sorveglianza. Sotto: il bagnino mostra il punto dove è avvenuta la tragedia e nella foto in basso a sinistra il proprietario dei Bagni Lido Riccardo Ganni ancora sconvoltoE' morto in ospedale ieri sera dopo che per tutto il pomeriggio hanno tentato inutilmente di salvarlo. Prima la disperata respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco sul cemento dei Bagni Lido, poi il defibrillatore usato dai volontari dell'ambulanza della Svs
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LIVORNO. E' morto in ospedale ieri sera dopo che per tutto il pomeriggio hanno tentato inutilmente di salvarlo. Prima la disperata respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco sul cemento dei Bagni Lido, poi il defibrillatore usato dai volontari dell'ambulanza della Svs mentre lo portavano a tutta velocità in ospedale. Tutto inutile.
Per Paolo Tracchini, 60 anni, abitante in Corso Amedeo, in pensione dopo aver a lungo lavorato al Cantiere Navale, la vita si è fermata dopo un bagno in una delle vasche dei Bagni Lido.
Ucciso da un infarto davanti agli occhi del figlio Alessandro e della figlia che stava facendo il bagno insieme a lui e alle centinaia di persone che ieri pomeriggio affollavano i Lido.
La tragedia è cominciata verso le 17 e 30 di una normalissima giornata d'estate. Come ogni gioro, come faceva da anni, Tracchini nel primo pomeriggio è andato ai Lido per godersi un po' di sole e dopo un po' ha deciso di fare un bagno in una delle vasche che comunicano con il mare aperto. Un gesto probabilmente fatto altre mille volte in un bagno che frequentava da tempo e dove tutti lo conoscevano.
Poco dopo essere entrato in acqua l'uomo però si è sentito male e la figlia che era in mare insieme a lui ha cominciato a gridare chiedendo aiuto e cercando di sorreggere a galla il padre che stava perdendo conoscenza.
Un istante e il bagnino che era di servizio sull'altana a pochi metri, Marco Angelici, 21 anni, si è gettato in acqua mentre altri due bagnanti facevano altrettanto. Insieme sono riusciti ad afferrare l'uomo e a portarlo alla scaletta distante una mezza dozzina di metri e sempre insieme lo hanno portato a terra. Mentre il bagnino iniziava a praticare la respirazione bocca a bocca, tre infermieri che stavano riposando sotto gli ombrelloni poco distanti hanno iniziatoad alternarsi nel massaggio cardiaco.
Una manovra che è andata avanti per parecchi minuti, con determinazione e con disperazione, mentre il 118 inviava ai bagni un'ambulanza.
Appena arrivati i volontari hanno iniziato ad usare il defibrillatore ed è sembrato che le cose per Paolo Tracchini potessero migliorare. A bordo del mezzo di soccorso così si è continuato a sperare e a lavorare per salvare la vita al pensionato. Sconvolto dal vedere il padre in quelle condizioni anche il figlio ha avuto un malore e anche per lui è stato necessario l'intervento di una ambulanza. Intanto poco dopo in ospedale è apparso chiaro che non c'era più nulla da fare. Restano da chiarire le ragioni della morte: secondo i familiari infatti Tracchini avrebbe detto di non essersi sentito bene già nei giorni scorsi e questo potrebbe far propendere per un episodio cardiaco silente che potrebbe essere esploso ieri, anche se inizialmente non si escludeva una congestione.
I funerali sono stati fissati per domani mattina con partenza dall'ospedale e la salma verrà tumulata alla Purificazione.
G.N.
Per Paolo Tracchini, 60 anni, abitante in Corso Amedeo, in pensione dopo aver a lungo lavorato al Cantiere Navale, la vita si è fermata dopo un bagno in una delle vasche dei Bagni Lido.
Ucciso da un infarto davanti agli occhi del figlio Alessandro e della figlia che stava facendo il bagno insieme a lui e alle centinaia di persone che ieri pomeriggio affollavano i Lido.
La tragedia è cominciata verso le 17 e 30 di una normalissima giornata d'estate. Come ogni gioro, come faceva da anni, Tracchini nel primo pomeriggio è andato ai Lido per godersi un po' di sole e dopo un po' ha deciso di fare un bagno in una delle vasche che comunicano con il mare aperto. Un gesto probabilmente fatto altre mille volte in un bagno che frequentava da tempo e dove tutti lo conoscevano.
Poco dopo essere entrato in acqua l'uomo però si è sentito male e la figlia che era in mare insieme a lui ha cominciato a gridare chiedendo aiuto e cercando di sorreggere a galla il padre che stava perdendo conoscenza.
Un istante e il bagnino che era di servizio sull'altana a pochi metri, Marco Angelici, 21 anni, si è gettato in acqua mentre altri due bagnanti facevano altrettanto. Insieme sono riusciti ad afferrare l'uomo e a portarlo alla scaletta distante una mezza dozzina di metri e sempre insieme lo hanno portato a terra. Mentre il bagnino iniziava a praticare la respirazione bocca a bocca, tre infermieri che stavano riposando sotto gli ombrelloni poco distanti hanno iniziatoad alternarsi nel massaggio cardiaco.
Una manovra che è andata avanti per parecchi minuti, con determinazione e con disperazione, mentre il 118 inviava ai bagni un'ambulanza.
Appena arrivati i volontari hanno iniziato ad usare il defibrillatore ed è sembrato che le cose per Paolo Tracchini potessero migliorare. A bordo del mezzo di soccorso così si è continuato a sperare e a lavorare per salvare la vita al pensionato. Sconvolto dal vedere il padre in quelle condizioni anche il figlio ha avuto un malore e anche per lui è stato necessario l'intervento di una ambulanza. Intanto poco dopo in ospedale è apparso chiaro che non c'era più nulla da fare. Restano da chiarire le ragioni della morte: secondo i familiari infatti Tracchini avrebbe detto di non essersi sentito bene già nei giorni scorsi e questo potrebbe far propendere per un episodio cardiaco silente che potrebbe essere esploso ieri, anche se inizialmente non si escludeva una congestione.
I funerali sono stati fissati per domani mattina con partenza dall'ospedale e la salma verrà tumulata alla Purificazione.
G.N.
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