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Accademia, scovati 25 assenteisti
Cristiano Meoni
Hanno saputo di essere indagati da una comunicazione della Procura della Repubblica. Poche righe per informarli che sono sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato.
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LIVORNO. Hanno saputo di essere indagati da una comunicazione della Procura della Repubblica. Poche righe per informarli che sono sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato.
Venticinque civili dipendenti dell'Accademia Navale sono stati chiamati in causa per "assenteismo" nell'ambito di un'indagine avviata nel 2006. Sarebbero risultati al lavoro quando invece non lo erano. Le contestazioni si riferiscono a periodi diversi, segno che l'indagine è stata lunga e accurata.
No-comment dei diretti interessati; anche i rappresentanti sindacali preferiscono non rilasciare dichiarazioni, convinti che «la bolla si sgonfierà». Ma dal muro di silenzio che cinge l'inchiesta della Procura trapelano particolari che offrono qualche riscontro all'ipotesi investigativa. Alcuni dipendenti sono stati indagati per essere usciti dall'Accademia Navale senza aver timbrato il cartellino. Pare che alcuni siano stati filmati in diverse circostanze: addirittura in "libera uscita" al mercatino del venerdì che si tiene nella poco distante via de 'Pensieri. Delle indagini si sarebbero occupati i carabinieri su delega della magistratura.
In Accademia lavorano circa 380 civili, tra insegnanti, impiegati, tecnici e operai, che si aggiungono al personale militare e agli allievi, facendo della scuola della Marina una delle prime aziende di Livorno per lavoro distribuito. L'indagine rientra nella campagna, avviata già da tempo a livello nazionale, contro l'assenteismo nella pubblica amministrazione e ha interessato in passato altre sedi della Difesa.
All'Arsenale di La Spezia l'inchiesta avviata dalla magistratura ha inguaiato alcuni civili che avevano "duplicato" il badge, il tesserino elettronico che i lavoratori debbono timbrare per certificare l'orario di ingresso e di uscita dal lavoro. E lo avevano duplicato - così almeno è stato appurato nell'inchiesta - fingendo di averlo smarrito e facendosene consegnare uno nuovo. Da qui l'accusa di falso ideologico, oltre quella che si configura nei casi di assenteismo di "truffa allo Stato" (per aver percepito lo stipendio pur non avendo lavorato).
Sembra che l'inchiesta sull'assenteismo all'Accademia Navale sia partita da alcune segnalazioni. Ma non sarebbe venuta alla luce se non fosse arrivata ai dipendenti indagati una comunicazione da parte della Procura della Repubblica, nella quale si informa che sono stati prorogati i termini delle indagini. Per i reati commessi dai civili dipendenti di un'amministrazione militare la competenza è sempre della Procura della Repubblica, non della Procura Militare.
Del caso, ovviamente, sono stati informati i vertici dell'Accademia Navale, a partire dal comandante ammiraglio Raffaele Caruso. Alcuni rappresentanti sindacali del personale civile, dalle poche informazioni a loro disposizione, tendono a minimizzare la vicenda. «Si tratta di una comunicazione che informa che sono stati prorogati i termini dell'inchiesta e dunque non è escluso che tutto termini con un'archiviazione». E temono che quest'ultima inchiesta rinfocoli la polemica sull'assenteismo dei lavoratori pubblici, «un fenomeno assolutamente marginale rispetto alla stragrande maggioranza dei lavoratori che lavorano onestamente». Inoltre alcuni dipendenti accusati di uscire prima dal lavoro potevano farlo «in quanto part time». Una volta conclusa l'indagine - se saranno riscontrate le accuse di assenteismo - l'Accademia avvierà i procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti.
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