La protesta
Via Grande invasa dal mercato
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Andrea Banchieri, presidente dei commercianti di via Grande: il suo negozio, come quello di molti altri, domani resterà chiusoLA POLEMICA Domani cento bancarelle, strada chiusa, uno sforzo organizzativo imponente. Con il rischio di un flop
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LIVORNO. Domenica di mercato in via Grande, con la strada chiusa al traffico dal porto a piazza della Repubblica e invasa da un centinaio di bancarelle. Un appuntamento lungamente atteso dagli ambulanti, inizialmente previsto per il 10 maggio e poi annullato dopo uno scontro tra le associazione di categoria e che adesso finalmente viene calendarizzato.
In una giornata che, però, non appare la più propizia per andare per bancarelle: una domenica di piena estate, con i livornesi già al mare. Ecco così che molti negozi di via Grande resteranno chiusi, mentre anche gli ambulanti non mostrano grande entusiasmo. «Noi volevamo farlo a maggio, comunque avevamo proposto in alternativa ottobre. Il 28 giugno non ci pare la data migliore. Comunque ci saremo».
Il mercato. Saranno 96 le bancarelle che esporranno la loro mercanzia, appostate sui due lati della via Grande tra il porto mediceo e piazza Guerrazzi. «Via Grande in festa» - questo il nome della manifestazione - è promossa dalle associazioni dei commercianti Confesercenti e Confcommercio e dal sindacato degli ambulanti Clacs Cisl. Il mercato inizierà alle 8 e terminerà a mezzanotte. A partire da oggi alle 18 entrerà in vigore il divieto di sosta con rimozione forzata su tutta la strada.
Gli ambulanti. L'idea di portare il mercato in via Grande era venuta agli ambulanti del Clacs-Cisl, che avevano ottenuto tutte le autorizzazioni per organizzare la manifestazione il 10 maggio. Ma pochi giorni prima arrivò lo stop del Comune, allo scopo di coinvolgere anche le altre associazioni di categoria.
«Continuiamo a pensare che quella del 10 maggio fosse la data migliore - dice Andrea Briguglio, segretario degli ambulanti Cisl - C'era anche l'accordo con i commercianti di via Grande che avrebbero tenuto aperti i negozi. Quella di domani invece è una scommessa» dice Briguglio, confidando nell'aiuto del meteo («Se il tempo fosse variabile...») e in quello del Comune («ci avevano promesso un contributo, per ci hanno regalato solo le transenne, i cartelli li abbiamo dovuti pagare noi».
I negozi. Senza aspettare le previsioni del tempo, i negozianti di via Grande una decisione l'hanno già presa: non alzeranno le saracinesche. «Il 10 maggio aveva un senso restare aperti, il 28 giugno no - dice Andrea Banchieri, presidente dell'associazione dei commercianti di via Grande - Oltretutto non abbiamo capito bene come sia uscita questa data: si poteva aspettare l'avvio dei saldi o rimandare tutto a ottobre».
Insomma, un mercato a rischio flop. Si punta molto sul tempo incerto e sul dopocena ma resta la sensazione che il jolly poteva essere giocato meglio.
In una giornata che, però, non appare la più propizia per andare per bancarelle: una domenica di piena estate, con i livornesi già al mare. Ecco così che molti negozi di via Grande resteranno chiusi, mentre anche gli ambulanti non mostrano grande entusiasmo. «Noi volevamo farlo a maggio, comunque avevamo proposto in alternativa ottobre. Il 28 giugno non ci pare la data migliore. Comunque ci saremo».
Il mercato. Saranno 96 le bancarelle che esporranno la loro mercanzia, appostate sui due lati della via Grande tra il porto mediceo e piazza Guerrazzi. «Via Grande in festa» - questo il nome della manifestazione - è promossa dalle associazioni dei commercianti Confesercenti e Confcommercio e dal sindacato degli ambulanti Clacs Cisl. Il mercato inizierà alle 8 e terminerà a mezzanotte. A partire da oggi alle 18 entrerà in vigore il divieto di sosta con rimozione forzata su tutta la strada.
Gli ambulanti. L'idea di portare il mercato in via Grande era venuta agli ambulanti del Clacs-Cisl, che avevano ottenuto tutte le autorizzazioni per organizzare la manifestazione il 10 maggio. Ma pochi giorni prima arrivò lo stop del Comune, allo scopo di coinvolgere anche le altre associazioni di categoria.
«Continuiamo a pensare che quella del 10 maggio fosse la data migliore - dice Andrea Briguglio, segretario degli ambulanti Cisl - C'era anche l'accordo con i commercianti di via Grande che avrebbero tenuto aperti i negozi. Quella di domani invece è una scommessa» dice Briguglio, confidando nell'aiuto del meteo («Se il tempo fosse variabile...») e in quello del Comune («ci avevano promesso un contributo, per ci hanno regalato solo le transenne, i cartelli li abbiamo dovuti pagare noi».
I negozi. Senza aspettare le previsioni del tempo, i negozianti di via Grande una decisione l'hanno già presa: non alzeranno le saracinesche. «Il 10 maggio aveva un senso restare aperti, il 28 giugno no - dice Andrea Banchieri, presidente dell'associazione dei commercianti di via Grande - Oltretutto non abbiamo capito bene come sia uscita questa data: si poteva aspettare l'avvio dei saldi o rimandare tutto a ottobre».
Insomma, un mercato a rischio flop. Si punta molto sul tempo incerto e sul dopocena ma resta la sensazione che il jolly poteva essere giocato meglio.
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