Gioco
Sia il pubblico ministero che l’avvocato difensore avevano chiesto il proscioglimento dell’ex viceprefetto
Caso delle patenti vendute: assolto Daveti
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Giovanni DavetiPer la stessa vicenda era stato condannato un imprenditore
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LIVORNO. Si è conclusa ieri con un'assoluzione la vicenda giudiziaria di Giovanni Daveti, l'ex viceprefetto di Livorno, che era stato imputato per il caso delle patenti vendute. Per la stessa vicenda, invece, era già stato condannato a 1 anno e 8 mesi in appello l'imprenditore Caludio Bartoli.
L'assoluzione di Daveti è stata pronunciata ieri pomeriggio dal collegio composto dal presidente Antonio Del Forno, giudici a latere Ottavio Mosti e Giovanni Zucconi, dopo due ore di camera di consiglio. Ad ascoltare la sentenza, oltre allo stesso Giovanni Daveti, il pm Carla Bianco e l'avvocato Gabriele Rondanina.
Daveti è stato assolto con formula piena da alcuni aspetti dell'imputazione, mentre per altri, per i quali i reati erano stati derubricati da concussione ad abuso d'ufficio, è intervenuta nel frattempo la prescrizione.
Per l'assoluzione dell'ex vice prefetto si erano pronunciati sia la difesa, che si era sempre battuta per sostenere l'assoluta estraneità di Daveti dalle accuse, sia la pubblica accusa, che aveva chiesto la derubricazione del reato che, quindi, sarebbe stato prescritto.
La vicenda che si è conclusa ieri risale a diversi anni addietro, quando emerse che c'era il modo di farsi restituire, pagando somme dalle 500mila lire al milione (allora era sempre in uso la lira), le patenti ritirate per eccesso di velocità. Daveti all'epoca era il capo di gabinetto della prefettura e venne coinvoltò nell'inchiesta anche per il caso di Claudio Bartoli, che dapprima venne condannato a 2 anni e mezzo col rito abbreviato per poi vedersi ridotta la condanna a 1 anno e 8 mesi in appello. Daveti e Bartoli erano amici di vecchia data, ma questo fatto, come sostenne a suo tempo anche la pubblica accusa, non provava assolutamente che Daveti fosse intervenuto per far restituire la patente all'imprenditore.
D'altra parte Daveti ha sempre sostenuto con forza la propria estraneità alle accusa, ipotizzando di essere statao trascinato in questa vicenda per inimicizie dentro la prefettura ma anche per la sua battaglia contro le infiltrazioni criminali nel nostro territorio.
L'assoluzione di Daveti è stata pronunciata ieri pomeriggio dal collegio composto dal presidente Antonio Del Forno, giudici a latere Ottavio Mosti e Giovanni Zucconi, dopo due ore di camera di consiglio. Ad ascoltare la sentenza, oltre allo stesso Giovanni Daveti, il pm Carla Bianco e l'avvocato Gabriele Rondanina.
Daveti è stato assolto con formula piena da alcuni aspetti dell'imputazione, mentre per altri, per i quali i reati erano stati derubricati da concussione ad abuso d'ufficio, è intervenuta nel frattempo la prescrizione.
Per l'assoluzione dell'ex vice prefetto si erano pronunciati sia la difesa, che si era sempre battuta per sostenere l'assoluta estraneità di Daveti dalle accuse, sia la pubblica accusa, che aveva chiesto la derubricazione del reato che, quindi, sarebbe stato prescritto.
La vicenda che si è conclusa ieri risale a diversi anni addietro, quando emerse che c'era il modo di farsi restituire, pagando somme dalle 500mila lire al milione (allora era sempre in uso la lira), le patenti ritirate per eccesso di velocità. Daveti all'epoca era il capo di gabinetto della prefettura e venne coinvoltò nell'inchiesta anche per il caso di Claudio Bartoli, che dapprima venne condannato a 2 anni e mezzo col rito abbreviato per poi vedersi ridotta la condanna a 1 anno e 8 mesi in appello. Daveti e Bartoli erano amici di vecchia data, ma questo fatto, come sostenne a suo tempo anche la pubblica accusa, non provava assolutamente che Daveti fosse intervenuto per far restituire la patente all'imprenditore.
D'altra parte Daveti ha sempre sostenuto con forza la propria estraneità alle accusa, ipotizzando di essere statao trascinato in questa vicenda per inimicizie dentro la prefettura ma anche per la sua battaglia contro le infiltrazioni criminali nel nostro territorio.
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