Il Tirreno

Livorno

«Nessuno ha avvertito i cittadini»

L’esponente dei Verdi Gabriele Volpi
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L’esponente dei Verdi Gabriele Volpi

Bastava diffondere un messaggio con cui raccomandare di tenere chiuse le finestre per non respirare il fumo

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LIVORNO. «Siamo sconcertati dal fatto che nessuno abbia sentito il dovere di avvertire i cittadini, di raccomandar loro di tenere le finestre chiuse. Trovo davvero incredibile che nessuno, dal Comune, abbia speso una parola per questo». Gabriele Volpi, esponente dei Verdi, fino a poche settimane fa consigliere comunale degli ecologisti, non risparmia critiche all'amministrazione comunale: «Il responsabile della protezione civile che cosa fa? Rassicura, minimizza, si affretta a dire che non ci sono problemi per la salute dei cittadini. Mi verrebbe da proporgli di star lui qualche ora in una stanza nella quale entra fumo maleodorante. Sarebbe bastata una semplice comunicazione ai cittadini per raccomandar loro di non aprire le finestre malgrado il caldo. Credo che avrebbero apprezzato il messaggio dell'amministrazione. Invece sono stati lasciati soli, abbandonati a loro stessi. Molti di loro uscivano di casa, sentivano il fumo acre che li prendeva alla gola e si chiedevano da dove provenisse. Se solo avesse detto, il Comune, che era il caso di non aprire le finestre. Ecco, non è successo neanche questo. Posso dire che Marco Cannito, che porterà la questione in consiglio comunale al più presto, una volta che ci sarà stato l'insediamento, si è "salvato" soltanto perché domenica non era in città».
Non ha dubbi, Volpi, sul fatto che il maxi-incendio della Lonzi metalli abbia sprigionato diossina. «Si tratta soltanto di capire quanta ne abbiamo respirata - aggiunge - perché che là dentro sia bruciata plastica non ci sono incertezze: in quei cumuli di rifiuti che sono andati a fuoco c'era di tutto. Non è credibile che fosse soltanto materiale ingombrante. E se qualcuno volesse raccontarci che non c'era plastica in tutta quella roba, non ci crederemmo davvero. Per cui adesso si tratta di aspettare l'esito delle analisi per sapere quanta diossina è entrata nel naso dei livornesi».
Ma Gabriele Volpi mostra di non credere neppure all'ipotesi del fulmine come fattore scatenante dell'incendio: «Non c'è alcuna conferma su questo. Sappiamo che è solo una ipotesi, sostenuta essenzialmente dall'azienda, che però non è suffragata da accertamenti di carattere scientifico. Purtroppo di incendi in quella zona, e anche in quell'azienda, ne abbiamo visti tanti in questi ultimi anni. I cittadini che abitano lì ormai non ne possono più: è giusto dar loro ascolto e porre rimedio a una situazione che si è fatta insostenibile».
lu.dem.

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