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Cosimi d'accordo con lo spostamentoCna: si cambi il Prg
Luciano De Majo
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Il direttore della Cna Gino Baldi e il sindaco Alessandro Cosimi«Sono anni che discutiamo delle vicende relative alla Lonzi metalli. La disponibilità dell'amministrazione a valutare la sua delocalizzazione naturalmente è rimasta»
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LIVORNO. «Sono anni che discutiamo delle vicende relative alla Lonzi metalli. La disponibilità dell'amministrazione a valutare la sua delocalizzazione naturalmente è rimasta». Il sindaco Alessandro Cosimi conferma che il Comune è pronto a individuare una soluzione alternativa per l'ubicazione della Lonzi metalli. «Ma dobbiamo anche capire - puntualizza il primo cittadino - quale sia l'elemento incentivante che l'azienda potrebbe ritenere accettabile: è chiaro che noi possiamo ragionare di qualsiasi cosa, ma nel pieno rispetto delle regole e delle procedure».
Regole e procedure che sono anche al centro dell'intervento che la Cna compie su questa vicenda. L'organizzazione che rappresenta gli artigiani avanza una proposta all'amministrazione comunale. «Vista l'urgenza della risoluzione della questione, potrebbe essere presa in considerazione a nostro giudizio l'adozione di una variante anticipatrice individuando un'area atta allo scopo e che sia coerente con gli indirizzi generali che guideranno le revisioni degli strumenti urbanistici esistenti», dice il direttore generale della Cna livornese Gino Baldi, che pure riconosce come la prospettiva corretta entro la quale inquadrare il problema è la revisione degli strumenti urbanistici della città. Ma la preoccupazione della Cna è che si possa far presto, dal momento che esiste «attualmente una situazione di conflitto fra destinazioni d'uso del territorio, vista la difficile compresenza fra impianti del genere ed insediamenti abitativi».
Gli artigiani non si limitano a queste considerazioni. E sottolineano, anzi, l'importanza strategica di una impresa come la Lonzi metalli per il territorio livornese. «La valenza dell'attività di quest'azienda - conclude Baldi - è ormai da ritenersi più pubblica che privata, accogliendo i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. In questi anni la Lonzi ha investito in impianti idonei alla qualificazione e raffinazione di tali rifiuti: se abbiamo evitato emergenze conosciute in altre città è anche per questo».
Regole e procedure che sono anche al centro dell'intervento che la Cna compie su questa vicenda. L'organizzazione che rappresenta gli artigiani avanza una proposta all'amministrazione comunale. «Vista l'urgenza della risoluzione della questione, potrebbe essere presa in considerazione a nostro giudizio l'adozione di una variante anticipatrice individuando un'area atta allo scopo e che sia coerente con gli indirizzi generali che guideranno le revisioni degli strumenti urbanistici esistenti», dice il direttore generale della Cna livornese Gino Baldi, che pure riconosce come la prospettiva corretta entro la quale inquadrare il problema è la revisione degli strumenti urbanistici della città. Ma la preoccupazione della Cna è che si possa far presto, dal momento che esiste «attualmente una situazione di conflitto fra destinazioni d'uso del territorio, vista la difficile compresenza fra impianti del genere ed insediamenti abitativi».
Gli artigiani non si limitano a queste considerazioni. E sottolineano, anzi, l'importanza strategica di una impresa come la Lonzi metalli per il territorio livornese. «La valenza dell'attività di quest'azienda - conclude Baldi - è ormai da ritenersi più pubblica che privata, accogliendo i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. In questi anni la Lonzi ha investito in impianti idonei alla qualificazione e raffinazione di tali rifiuti: se abbiamo evitato emergenze conosciute in altre città è anche per questo».
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