Sicurezza
Sotto inchiesta anche un professionista per un incarico
Comune, indagato un tecnicoper falso e abuso d'ufficio
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Gli uffici comunali di via dei Pescatori2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Ci sono due indagati nell'inchiesta per abuso d'ufficio e falso che la Procura della Repubblica ha aperto da alcuni mesi sul Comune, limitatamente all'operato di quella che una volta si chiamava Unità "Edilizia impianti". Nel corso del mese di marzo, gli uffici comunali che si trovano nel complesso dell'ex caserma dei vigili del fuoco in via dei Pescatori, proprio a due passi dagli uffici giudiziari della città, sono stati passati al setaccio dalla Guardia di Finanza e dalla polizia postale, che su delega del sostituto procuratore Massimo Mannucci hanno analizzato una quindicina di personal computer copiandone il contenuto. Analoga operazione è stata compiuta anche in altri uffici comunali, che si trovano a palazzo Civico.
Secondo gli ultimi sviluppi dell'indagine, ci sono due persone iscritte al registro degli indagati. Si tratta di un dipendente del Comune, responsabile del procedimento finito nel mirino della magistratura, e di un professionista che ha ricevuto un incarico dall'amministrazione. Un incarico - sembra - la cui entità sarebbe al di sotto dei 20mila euro.
A quanto si è appreso, le lunghe ricerche effettuate da Finanza e polizia postale riguardavano proprio l'atto con cui il Comune conferiva l'incarico al professionista in questione, sulla cui correttezza altri uffici comunali, probabilmente quelli della ragioneria, avrebbero avuto qualcosa da ridire. Secondo gli inquirenti, di questa pratica esisterebbero due versioni, una delle quali evidentemente falsa, a detta degli investigatori che stanno ancora lavorando.
Tanto dalla Procura quando da palazzo Civico non trapelano particolari sugli sviluppi di quest'indagine. In Comune, però, non sembrano mai esserci stati grossi timori per l'inchiesta, che quasi sicuramente è stata aperta a seguito di una segnalazione arrivata alle forze dell'ordine. L'atto così a lungo cercato nei computer analizzati (non è chiaro se sia stato trovato o no) era probabilmente già in possesso degli inquirenti. Non è da escludere, dunque, che se saltasse fuori anche dalla ricerca degli hard disk copiati dagli uomini della polizia postale, il numero degli indagati sia destinato ad aumentare. Per ora sono due. Le indagini, comunque, vanno avanti.
Secondo gli ultimi sviluppi dell'indagine, ci sono due persone iscritte al registro degli indagati. Si tratta di un dipendente del Comune, responsabile del procedimento finito nel mirino della magistratura, e di un professionista che ha ricevuto un incarico dall'amministrazione. Un incarico - sembra - la cui entità sarebbe al di sotto dei 20mila euro.
A quanto si è appreso, le lunghe ricerche effettuate da Finanza e polizia postale riguardavano proprio l'atto con cui il Comune conferiva l'incarico al professionista in questione, sulla cui correttezza altri uffici comunali, probabilmente quelli della ragioneria, avrebbero avuto qualcosa da ridire. Secondo gli inquirenti, di questa pratica esisterebbero due versioni, una delle quali evidentemente falsa, a detta degli investigatori che stanno ancora lavorando.
Tanto dalla Procura quando da palazzo Civico non trapelano particolari sugli sviluppi di quest'indagine. In Comune, però, non sembrano mai esserci stati grossi timori per l'inchiesta, che quasi sicuramente è stata aperta a seguito di una segnalazione arrivata alle forze dell'ordine. L'atto così a lungo cercato nei computer analizzati (non è chiaro se sia stato trovato o no) era probabilmente già in possesso degli inquirenti. Non è da escludere, dunque, che se saltasse fuori anche dalla ricerca degli hard disk copiati dagli uomini della polizia postale, il numero degli indagati sia destinato ad aumentare. Per ora sono due. Le indagini, comunque, vanno avanti.
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