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LIVORNO
Fumo sulla città, brucia ancora la fabbrica dei rifiuti
L'Arpat al momento non sa dare dati sulla quantità di diossina sprigionata nell'aria
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Brucia ancora la fabbrica Lonzi metalli, l'azienda specializzata nel recupero dei rifiuti che si trova in via del Limone, oltre la Variante. Sono andate in fumo mille tonnellate di rifiuti, per un volume di seimila metri cubi di materiali, tra plastiche, legno e carta. Materiale quasi tutto proveniente dalla raccolta differenziata cittadina.
L'Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpat) per il momento non è in grado di fornire dati sulla quantità di diossina che si sprigiona nell'aria, ma assicura che la situazione viene costantemente monitorata.
L'incidendio si è sprigionato nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 3, e proseguirà finché tutto il materiale non sarà bruciato (i vigili del fuoco hanno scavato una specie di trincea attorno a un'area di fuoco stabilita). La città è già stata invasa dal fumo e dalla puzza di bruciato, portata dal vento a diversi chilometri di distanza.
Anche la ricostruzione iniziale dell'incendio - un fulmine che avrebbe scatenato l'inferno nel piazzale dei rifiuti - resta per il momento senza riscontri. Non è escluso ad esempio che le fiamme si siano sprigionate dopo una reazione chimica dovuta all'ecessiva pressione dei rifiuti.
L'Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpat) per il momento non è in grado di fornire dati sulla quantità di diossina che si sprigiona nell'aria, ma assicura che la situazione viene costantemente monitorata.
L'incidendio si è sprigionato nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 3, e proseguirà finché tutto il materiale non sarà bruciato (i vigili del fuoco hanno scavato una specie di trincea attorno a un'area di fuoco stabilita). La città è già stata invasa dal fumo e dalla puzza di bruciato, portata dal vento a diversi chilometri di distanza.
Anche la ricostruzione iniziale dell'incendio - un fulmine che avrebbe scatenato l'inferno nel piazzale dei rifiuti - resta per il momento senza riscontri. Non è escluso ad esempio che le fiamme si siano sprigionate dopo una reazione chimica dovuta all'ecessiva pressione dei rifiuti.
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