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Caso Biondi, nuove accuse all'Asl

Luciano De Majo
Il funerale di Federico Biondi: centinaia di persone sfilano davanti al pronto soccorso
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Il funerale di Federico Biondi: centinaia di persone sfilano davanti al pronto soccorso

Ancora accuse all'organizzazione e alla struttura dell'ospedale al processo a carico dei medici Luigi Ciompi e Enrico Paganelli, accusati di omicidio colposo per la morte del giovane Federico Biondi, che nell'agosto 2005 spirò all'ospedale dopo essere caduto dalla moto in via delle Cateratte. Nessuno gli diagnositicò la rottura della milza e morì, a 23 anni appena, fra dolori e sofferenze.

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LIVORNO. Ancora accuse all'organizzazione e alla struttura dell'ospedale al processo a carico dei medici Luigi Ciompi e Enrico Paganelli, accusati di omicidio colposo per la morte del giovane Federico Biondi, che nell'agosto 2005 spirò all'ospedale dopo essere caduto dalla moto in via delle Cateratte. Nessuno gli diagnositicò la rottura della milza e morì, a 23 anni appena, fra dolori e sofferenze.
Ieri davanti al giudice Antonio Pirato e al pubblico ministero Antonella Tenerani ha testimoniato il consulente della difesa di Paganelli, Gianfranco Cotugno, dirigente del pronto soccorso ortopedico fiorentino di Careggi, che ha spiegato come, a suo dire, il pronto soccorso ortopedico dove Paganelli lavorava in realtà non fosse un pronto soccorso ma «al massimo un ambulatorio, forse d'emergenza, visto che non poteva contare su alcun macchinario diagnostico e aveva un solo medico in servizio, che doveva anche garantire la presenza ai piani del reparto».

In questo contesto, ha spiegato Cotugno, il comportamento di Paganelli «è da ritenersi corretto». Secondo il consulente, il giovane "Chico" doveva «essere mandato al pronto soccorso generale per una consulenza chirurgica». L'esame del consulenze si è soffermato anche a lungo sull'opportunità di fare una trasfusione al ragazzo. «La diagnosi iniziale - ha spiegato Cotugno - parlava di frattura alla scapola, un trauma che non determina una eccessiva perdita di sangue: la trasfusione andava fatta, casomai, ai primi sintomi di emorragia».
Ha reso una dichiarazione spontanea lo stesso imputato Enrico Paganelli, che davanti all'ipotesi, ventilata dal consulente, di un possibile trasferimento del paziente in chirurgia per un eventuale intervento, ha spiegato come «in ospedale le sale operatorie siano tutte concentrate nel blocco centrale e non siano distribuite nei vari reparti».

Prima di Cotugno, ha testimoniato l'operatore socio sanitario Fabio Beppi, l'uomo che era stato incaricato di lavare Federico Biondi che aveva avuto una perdita incontrollata di feci. La circostanza era stata negata, nella scorsa udienza, da un altro infermiere, che non ricordava l'episodio, peraltro più volte citato dal padre di Federico a conferma del fatto che il ragazzo stava perdendo il controllo del suo corpo. Ieri, Beppi ha confermato di essere stato incaricato «di eseguire un intervento di igiene personale» sul giovane, quando questi era appena arrivato al pronto soccorso. «Lo pulii e poi lo misi vicino alla finestra perché faceva un gran caldo», ha spiegato l'operatore socio-sanitario dell'Asl.

Il processo è stato aggiornato a fine ottobre, quando ci sarà l'esame di un altro consulente della difesa di Paganelli e inizierà la discussione. Non è escluso che in quell'occasione possa essere emessa anche la sentenza.

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di Redazione web