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Carceri toscane, la situazione è al limite
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Un'immagine del carcere della DozzaA Livorno la festa della polizia penitenziaria è l'occasione per fare il punto sulle strutture di detenzione in regione
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Sono 4.157 i detenuti rinchiusi nelle carceri toscane a fronte di un capienza massima di 4.221 posti. I dati, aggiornati al 31 maggio scorso, sono stati forniti oggi, in occasione della festa regionale del corpo della polizia penitenziaria a Livorno, dal provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Maria Pia Giuffrida, che ha precisato: "Nonostante il dato rientri nella capienza tollerabile, ci sono situazioni critiche a Sollicciano, Pistoia, San Gimignano e Pisa".
La relazione di Giuffrida ha evidenziato anche altri punti critici dell'amministrazione, soprattutto per quanto riguarda le carenze d'organico. In Toscana è previsto l'impiego di 3.021 agenti di polizia penitenziaria ma, ha spiegato il Provveditore, "possiamo contare solo su 2.307 unità, con una carenza del 23,6% rispetto alla pianta organica stabilita, mentre nel comparto dei ministeri la carenza supera il 35% con 414 dipendenti sui 639 previsti".
Infine, la relazione di Maria Pia Giuffrida si è soffermata sui rapporti con il territorio, sottolineando quanto sia necessario "in questo delicato momento che segue il passaggio della sanità penitenziaria alla Regione, condividere scelte e criteri in ordine alla salute delle persone detenute e ai livelli di responsabilità di ciascun livello istituzionale". "Per questo - ha concluso - abbiamo già formalmente chiesto nel novembre scorso al presidente della Regione di istituire una cabina di regia che ricomponga, in un unico tavolo, i soggetti istituzionali diversamente competenti per la materia penitenziaria proponendo un nuovo protocollo d'intesa che attualizzi quello già esistente che risale al 1990".
In occasione della festa, il presidente nazionale del Dipartimento di amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, ha annunciato inoltre che "saranno progressivamente ridotte le strutture carcerarie che ospitano detenuti a regime di 41 bis, che saranno trasferiti in strutture idonee, per rendere i diversi istituti di pena più omogenei nella popolazione carceraria e di conseguenza sfruttare al meglio le capacità della polizia penitenziaria".
La relazione di Giuffrida ha evidenziato anche altri punti critici dell'amministrazione, soprattutto per quanto riguarda le carenze d'organico. In Toscana è previsto l'impiego di 3.021 agenti di polizia penitenziaria ma, ha spiegato il Provveditore, "possiamo contare solo su 2.307 unità, con una carenza del 23,6% rispetto alla pianta organica stabilita, mentre nel comparto dei ministeri la carenza supera il 35% con 414 dipendenti sui 639 previsti".
Infine, la relazione di Maria Pia Giuffrida si è soffermata sui rapporti con il territorio, sottolineando quanto sia necessario "in questo delicato momento che segue il passaggio della sanità penitenziaria alla Regione, condividere scelte e criteri in ordine alla salute delle persone detenute e ai livelli di responsabilità di ciascun livello istituzionale". "Per questo - ha concluso - abbiamo già formalmente chiesto nel novembre scorso al presidente della Regione di istituire una cabina di regia che ricomponga, in un unico tavolo, i soggetti istituzionali diversamente competenti per la materia penitenziaria proponendo un nuovo protocollo d'intesa che attualizzi quello già esistente che risale al 1990".
In occasione della festa, il presidente nazionale del Dipartimento di amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, ha annunciato inoltre che "saranno progressivamente ridotte le strutture carcerarie che ospitano detenuti a regime di 41 bis, che saranno trasferiti in strutture idonee, per rendere i diversi istituti di pena più omogenei nella popolazione carceraria e di conseguenza sfruttare al meglio le capacità della polizia penitenziaria".
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