Il Tirreno

Livorno

Fogna sabotata, i liquami invadono i Tre Ponti

Roberto Cestari
Fogna sabotata, i liquami invadono i Tre Ponti

La condotta bloccata da un enorme telo di nylon: il liquido è finito nel nel Rio Ardenza. C'è una denuncia contro ignoti

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un sabotaggio, un enorme telo di nylon infilato in una fognatura, è alla base dello sversamento di ieri ai Tre Ponti: la condotta si è bloccata e i liquami sono fuoriusciti sulla strada, poi, passando dalle caditoie dell'acqua piovana del ponte, sono finite nel Rio Ardenza, formando un lago maleodorante. I liquami non sono finiti in mare perché hanno trovato la via sbarrata dalla diga di sabbia che si è formata allo sbocco del rio, mentre una parte è stata aspirata dalle tre idrovore che impediscono alle acque del torrente, inquinate, di raggiungere il mare. Ma se si è evitato il disastro - perché i liquami sarebbero filtrati in mare - lo si deve all'intervento dell'Asa che ha inviato tutte le squadre disponibili per riparare il danno e succhiare via il liquame sversato. Ora si attendono le analisi Arpat sull'acqua di mare: solo stamani si saprà se sarà emesso o meno un divieto di balneazione. Intanto l'Asa farà una denuncia contro ignoti per il sabotaggio.

La corsa contro il tempo per evitare il disastro ambientale è iniziata alle 11,45, quando una signora ha telefonato all'Asa avvertendo che si stava formando un lago di liquami. Un problema però, che come hanno spiegato altri residenti, era già presente, seppure in forma ridotta, da almeno 5 giorni, con persistenti cattivi odori.

Quando i tecnici Asa sono arrivati hanno visto il tombino dal quale fuoriusciva un liquido nerastro e maleodorante, che finiva nel torrente e alimentava un autentico lago color asfalto, largo circa 30 metri e lungo una ventina, a pochi passi dal mare. La prima cosa da fare è stata sbloccare la fogna intasata: alla fine ne è uscito, a pezzi, un enorme telo di nylon, che non poteva assolutamente essere finito per caso nella conduttura: «In 12 anni di Asa - ha detto un tecnico - non ho mai visto niente del genere». Mentre l'ipotesi del sabotaggio prendeva sempre più corpo, si lottava con il tempo per evitare il disastro ambientale: Barbara La Comba, funzionario Asa, faceva intervenire tutte le forze disponibili, mentre sulla spiaggia, il comandante dei vigili della circoscrizione 5, Paolo Grillotti, poi sostituito da due colleghe, cercava di convincere i bagnanti a spostarsi. Intanto due tecniche Arpat, Letizia Simonini e Alessandra Iarrobino, prelevavano campioni di acqua di mare per controllare se vi fosse stato o meno inquinamento.

Intanto i mezzi Asa, lavorando senza soste, con gli uomini calati nel liquame per tenere in posizione le manichette che aspiravano il liquido maleodorante, riuscivano piano piano a vuotare il lago che nel frattempo era stato transennato. Altre squadre Asa riparavano la conduttura, che è risultata un allaccio privato. Alle 19,30, c'è stato il sopralluogo del funzionario della protezione civile comunale, Leonardo Gonnelli, ed è stato deciso che la situazione era migliorata: quindi si sarebbe atteso il risultato delle analisi, stamani, per decidere se vietare o meno la balneabilità.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web