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Area commerciale: Livorno sfida Crespina

Alessandro Guarducci
Area commerciale: Livorno sfida Crespina

Grande distribuzione Il progetto Fremura in attesa di verifica

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LIVORNO. Nella Toscana costiera - che dal punto di vista commerciale raggruppa i territori di Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara - c'è posto per una sola nuova struttura di grande distribuzione, e questo spazio se lo giocheranno il centro commerciale del Nuovo Centro e l'outlet di Crespina. Un vero e proprio derby che si sta già disputando davanti alla Regione e di cui si conoscerà l'esito tra un mese circa. «Gli uffici regionali - spiega l'assessore all'Urbanistica Bruno Picchi - hanno avviato l'istruttoria dei progetti per i quali è stata avanzata la richiesta di autorizzazione. A quanto mi risulta, nell'area costiera i progetti in questione sono due, quello del Nuovo Centro e quello dell'Outlet di Crespina, ma la sommatoria dei due interventi è superiore alla superficie di vendita che è stata stabilita dalla Regione nella nostra zona, di conseguenza ne sarà scelto uno soltanto dopo una valutazione comparata».
A questo punto, per comprendere meglio i termini della questione, è necessario ricordare che la giunta regionale ha definito recentemente la programmazione, valida fino al 31 dicembre 2010, della superficie di vendita autorizzabileper le strutture della grande distribuzione (la così detta Svag). Con la nuova normativa, saranno consentiti in tutta la regione interventi pari a 123.400 metri quadri di nuova superficie di vendita, di cui 31.300 per il settore alimentare e 92.100 mq per il settore non alimentare. Il 5 giugno scorso, l'intero provvedimento sul commercio è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana, dove è stato specificato che alla Toscana Costiera - le altre aree sono la Toscana Centrale (Firenza, Prato e Pistoia) e quella meridionale (Grosseto, Siena, Arezzo) - sono stati attribuiti 28.000 metri quadrati di Svag, di cui 20.000 per il non alimentare e 8.000 per l'alimentare.
Il progetto nel Nuovo Centro di via del Levante riguarda la realizzazione di un centro commerciale non alimentare da 15.000 mq di Svag (all'interno del grande contenitore di 29.000 mq di superficie pavimentabile lorda), e quindi se venisse autorizzato dalla Regione resterebbero liberi solo 5.000 mq di Svag: troppo pochi per l'Outlet di Crespina. E il discorso vale, ovviamente, anche cambiando l'ordine dei fattori.
«Sì, le cose stanno proprio così - prosegue Picchi - Attendiamo che la Regione ci convochi per la conferenza dei servizi che, presumibilmente, si terrà a metà luglio: solo allora conosceremo l'orientamento della Regione». La conferenza dei servizi si terrà a Firenze e vedrà la partecipazione dei rappresentanti di Regione, Provincia e Comune di Livorno. «Anche se l'intervento viene effettuato su un'area privata - prosegue Picchi - è il Comune che chiede l'autorizzazione in rappresentanza del privato. Perché il soggetto attuatore ha redatto il progetto sulla base del piano attuativo approvato dal Comune».
Quindi, delle due l'una: o viene autorizzato il progetto di Livorno oppure ottiene il via libera quello di Crespina. Almeno fino al 2011, quando la Regione potrebbe definire una nuova programmazione per quanto riguarda la grande distribuzione.
Ciò potrebbe favorire l'arrivo di Ikea a Livorno. E' vero che la prima scelta del colosso svedese dell'arredamento è Migliarino (tra Viareggio e Pisa), ma è altrettato vero che non ci sono gli strumenti urbanistici adeguati e che il Comune non ha fatto alcuna richiesta di autorizzazione. «E' vero che ci sono stati dei contatti con Ikea - afferma Antonella Boccardo, che rappresenta il gruppo Fremura in questa operazione - ma è altrettanto vero che una trattativa potrà essere aperta solo quando saremo pronti. E cioè quando avremo la Svag»
Se la Svag dovesse essere invece concessa all'Outlet di Crespina. Marcello Fremura dovrebbe attendere il 2011 per l'intervento commerciale, che è di fatto il cuore dell'operazione Nuovo Centro. Un'eventualità che danneggerebbe gli interessi del gruppo. Anche se tutte le attenzioni potrebbero essere riversarsate sulla parte residenziale.
«Noi non siamo proprietari di tutto il Nuovo Centro - afferma Antonella Boccardo -, ci sono altri soggetti che sono proprietari di alcune aree. Per realizzare il nostro progetto di centro commerciale, la cui superficie di vendita - che è diversa dalla slp - non può essere superiore a 15.000 mq e che deve essere autorizzato dalla Regione Toscana, bisognava essere proprietari dell'area interessata e dei relativi indici edificatori: per questo motivo abbiamo dovuto acquistare altre aree per adempiere ad entrambi i requisiti. In pratica abbiamo comprato aree e indici edificatori commerciali. E abbiamo dato la precedenza all'operazione commerciale perché c'erano delle precise scadenze della Regione da rispettare. A differenza della parte residenziale, dove è invece tutto a posto dal punto di vista urbanistico».

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di Redazione web