Il Tirreno

Livorno

Il ritorno del vecchio Leone

Il ritorno del vecchio Leone

Stamani la presentazione della baleniera restaurata

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LIVORNO. Navigò per cento giorni, dall’Uruguay a Las Palmas, poi Malaga e infine Livorno, dove però arrivò nella stiva di un mercantile inglese. Stamani sarà proprio Livorno a salutare il restauro museale di questa barca storica, il «Leone di Caprera», eseguito dalle maestranze del cantiere specializzato Old Fashioned Boats di Francesco Crabuzza. A bordo del «Leone», nell’autunno del 1880, salirono per la traversata atlantica Vincenzo Fondacaro, il comandante, originario di Bagnara Calabra; Orlando Grassoni di Ancona e Pietro Troccoli di Marina di Camerota, la località che fino al marzo 2007 ha ospitato la baleniera in una grotta aperta al pubblico. Laggiù lo scafo, di proprietà del Comune di Milano-Civiche raccolte storie Museo del Risorgimento, era arrivato nel 2005, dopo essere stato per anni nel giardino del museo del capoluogo lombardo e, fra ’800 e inizio ’900, essere passato da Monza e da Venezia. I tre marinai avevano ordinato la barca in un cantiere di Montevideo gestito da una famiglia di emigrati italiani in Uruguay nel corso del 1879. Erano poi partiti l’anno successivo, in autunno, ed erano arrivati a Las Palmas il 9 gennaio del 1881. Lo sbarco a Livorno risale al 9 giugno successivo. A bordo del vecchio «Leone» che stamani tornerà a ruggire, avevano un libro con le firme degli italiani emigrati in Sudamerica: il volume volevano consegnarlo a Giuseppe Garibaldi nel ritiro dell’isola di Caprera. Il varo museale ha la collaborazione della Camera di commercio, dell’Autorità portuale, di Assonautica, della Capitaneria di porto e dell’Angopi. Azimut Benetti ha concesso il molo per lo svolgimento della cerimonia. Sarà presente Silvio Fancellu, console dell’Uruguay. La barca affidata da poco più di due anni alle cure degli artigiani dell’Old Fashioned Boats è stata restaurata a cura di Arie, l’associazione per il recupero delle imbarcazioni d’epoca di cui è presidente Serena Galvani che stamani dà appuntamento a mezzogiorno al Molo Mediceo per la cerimonia saluto alla barca riportata a nuova vita. Uno scafo che non tornerà a navigare, ma potrà essere esposto al pubblico che così potrà conoscere la sua avventurosa storia. L’operazione ha il patrocinio della presidenza del Consiglio e del ministero dei Beni culturali ed ha come partner il comando generale della Guardia di Finanza. Proprio le Fiamme gialle, nel marzo 2007, misero a disposizione alcuni mezzi e un pianale per poter trasferire la barca da Marina di Camerota fino al cantiere livornese di Francesco Crabuzza. Il primo appuntamento esterno del «Leone» sarà dall’11 al 16 di questo mese alla Spezia: sarà esposto alla Festa della Marineria. Poi tornerà a Livorno nella sede dell’Old Fashioned Boats in attesa che venga realizzata a Marina di Camerota la sede museale per ospitarlo

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di Redazione web