Gioco
LE ELEZIONI A LIVORNO
Cosimi sbaraglia tutti al primo turno
Livorno ha dato fiducia ad Alessandro Cosimiconfermandolo nella carica di sindaco al primo turno. Delude il risultato di Marco taradash che si è fermato al 28%. Sorprende anche il flop di Lamberti, ex-compagno di giunta di Cosimi e ora nemico acerrimo. Fa riflettere invece il risultato dell'outsider Marco Cannito che raccoglie il 9% di consensi
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LIVORNO. Non ha vinto per l’irresistibile simpatia che trasmette al primo sguardo né per lo straordinario elenco di opere realizzate e visibili da tutti i cittadini. Non ha vinto neppure per la forza della macchina del partito oggi tutt’altro che in salute, anzi, diciamolo, un po’ malconcia. La vittoria non è giunta neanche sull’onda lunga di un clima nazionale che era avverso.
Eppure Alessandro Cosimi ha vinto.
Ha sbaragliato l’avversario più blasonato, quel Taradash da Roma tornato a respirare il libeccio con la missione di mettere in crisi la roccaforte rossa. Ha umiliato l’ex compagno ed ex collega di giunta Gianfranco Lamberti dal quale lo dividono ormai destini politici e ruggini caratteriali. Ha messo a tacere il partito trasversale del ballottaggio, forze politiche e individualità che puntavano sul secondo turno. A sinistra e all’interno dello stesso Pd, c’era chi sperava di ridimensionare in tal modo la figura del sindaco uscente e di costringere il partito di maggioranza relativa a un gioco di alleanze più pesante. Per la destra il ballottaggio avrebbe avuto il segno di un primo passo, del trampolino di lancio per il futuro.
Niente di tutto questo è accaduto. Gli scenari disegnati per mesi sono stati spazzati via da un risultato netto. Livorno ha dato fiducia ad Alessandro Cosimi puntando ancora una volta sulla carta della continuità o, secondo il programma del sindaco, del rinnovamento senza strappi o salti nel buio.
Gli elettori hanno scelto - come spesso accade - il più affidabile. Non il fustigatore dei costumi labronici, quel Taradash che non ha mai smesso di spiegare perché la città fosse soffocata da una cappa di poteri autoreferenziali: troppo distante dagli umori profondi della gente. Così come hanno respinto i duelli avvelenati ingaggiati con l’ex sindaco Lamberti: troppi intrighi di palazzo.
Ma per il sindaco-bis la stagione che si apre non è tutta rose e fiori. Il voto ha premiato anche due formazioni che sembravano marginali: i comunisti della Bartimmo e i grillini di Cannito.
Segno che anche a sinistra cresce il fronte di chi non accetta un modo di amministrare tutto basato sulla mediazione politica. Un segnale per Cosimi, che oggi comincerà a ragionare sulla formazione della nuova giunta. Anche ieri sera ha promesso nomi nuovi e competenze all’altezza delle scelte importanti che attendono la città nei prossimi anni. Non resta che attendere. Come sarà interessante vedere se marco Taradash terrà fede alla promessa di una presenza costante in consiglio comunale, tale da assicurare l’opposizione di cui tanto si è lamentato l’assenza.
Eppure Alessandro Cosimi ha vinto.
Ha sbaragliato l’avversario più blasonato, quel Taradash da Roma tornato a respirare il libeccio con la missione di mettere in crisi la roccaforte rossa. Ha umiliato l’ex compagno ed ex collega di giunta Gianfranco Lamberti dal quale lo dividono ormai destini politici e ruggini caratteriali. Ha messo a tacere il partito trasversale del ballottaggio, forze politiche e individualità che puntavano sul secondo turno. A sinistra e all’interno dello stesso Pd, c’era chi sperava di ridimensionare in tal modo la figura del sindaco uscente e di costringere il partito di maggioranza relativa a un gioco di alleanze più pesante. Per la destra il ballottaggio avrebbe avuto il segno di un primo passo, del trampolino di lancio per il futuro.
Niente di tutto questo è accaduto. Gli scenari disegnati per mesi sono stati spazzati via da un risultato netto. Livorno ha dato fiducia ad Alessandro Cosimi puntando ancora una volta sulla carta della continuità o, secondo il programma del sindaco, del rinnovamento senza strappi o salti nel buio.
Gli elettori hanno scelto - come spesso accade - il più affidabile. Non il fustigatore dei costumi labronici, quel Taradash che non ha mai smesso di spiegare perché la città fosse soffocata da una cappa di poteri autoreferenziali: troppo distante dagli umori profondi della gente. Così come hanno respinto i duelli avvelenati ingaggiati con l’ex sindaco Lamberti: troppi intrighi di palazzo.
Ma per il sindaco-bis la stagione che si apre non è tutta rose e fiori. Il voto ha premiato anche due formazioni che sembravano marginali: i comunisti della Bartimmo e i grillini di Cannito.
Segno che anche a sinistra cresce il fronte di chi non accetta un modo di amministrare tutto basato sulla mediazione politica. Un segnale per Cosimi, che oggi comincerà a ragionare sulla formazione della nuova giunta. Anche ieri sera ha promesso nomi nuovi e competenze all’altezza delle scelte importanti che attendono la città nei prossimi anni. Non resta che attendere. Come sarà interessante vedere se marco Taradash terrà fede alla promessa di una presenza costante in consiglio comunale, tale da assicurare l’opposizione di cui tanto si è lamentato l’assenza.
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