Gioco
Taradash: Livorno rossa solo di ruggine
Il sindaco: no, ha le carte per rilanciarsi. Dibattito in casa degli artigiani
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LIVORNO. «Livorno è rossa, sì, ma di ruggine. Non è mai esistita una proposta vera di cambiamento: adesso è giunto il momento di cambiare». Parola del candidato sindaco Marco Taradash (Pdl). La risposta del sindaco Cosimi è un un intervento contenuto nei toni e lontano dalle polemiche: «L’intreccio tra Livorno, aree limitrofe e Regione sarà sempre più importante per affrontare le sfide del futuro. Il Lotto Zero, l’Alta velocità, la Darsena Europa e il porto turistico sono soltanto alcuni degli aspetti che renderanno Livorno sempre più competitiva».
Sono questi due fotogrammi presi al volo nell’iniziativa organizzata dalla Cna nella propria sede provinciale: in campo tutti gli aspiranti sindaci tranne Lo Porto.
Duro il giudizio di Lamberti (Confronto): «Livorno deve svegliarsi dal letargo in cui è caduta negli ultimi cinque anni». Lamberti, dopo aver punzecchiato Cosimi («meno citazioni latine e greche, e più fatti concreti»), rilancia: «L’attuale amministrazione comunale è colpevole della grande discrepanza tra previsioni e tempi di realizzazione».
Per Cannito (Livorno libera) i problemi della città non dipendono solo dalla crisi internazionale: «Sono strutturali: servono sostegni concreti per chi perde il posto di lavoro e bisogna puntare sulle energie rinnovabili».
La questione del lavoro la mette al centro Tiziana Bartimmo (Prc-Pdci): «I lavoratori oggigiorno fanno notizia solamente quando muoiono. È ora di riportare finalmente la questione lavorativa al centro dell’agenda politica». E ancora: «Bisogna costruire più alloggi adibiti a canone sociale, perché la casa è un diritto di tutti». Patrizio Rossi (Identità e Territorio) tuona: «I livornesi si stanno oramai stancando di denunciare i sempre più frequenti reati subiti, ecco perché le statistiche dicono che c’è una diminuzione del dato. Le ronde? Meglio dare alla polizia gli strumenti necessari per affrontare queste situazioni». E poi nel mirino la «speculazione edilizia selvaggia: la Variante non è più la linea del Piave».
Natalina Vadalà (Moderazione popolare) evidenzia: «Livorno deve aprirsi di più all’Europa. Servono incentivi per attirare le imprese straniere nel nostro territorio». A giudizio di Sergio Bertini (Udc) «sono maturi i tempi per favorire una maggiore concorrenza all’interno del porto». E attacca: «Basta con i barboni che pernottano in piazza Grande o gli ubriachi che gironzolano intorno alla farmacia comunale».
Sono questi due fotogrammi presi al volo nell’iniziativa organizzata dalla Cna nella propria sede provinciale: in campo tutti gli aspiranti sindaci tranne Lo Porto.
Duro il giudizio di Lamberti (Confronto): «Livorno deve svegliarsi dal letargo in cui è caduta negli ultimi cinque anni». Lamberti, dopo aver punzecchiato Cosimi («meno citazioni latine e greche, e più fatti concreti»), rilancia: «L’attuale amministrazione comunale è colpevole della grande discrepanza tra previsioni e tempi di realizzazione».
Per Cannito (Livorno libera) i problemi della città non dipendono solo dalla crisi internazionale: «Sono strutturali: servono sostegni concreti per chi perde il posto di lavoro e bisogna puntare sulle energie rinnovabili».
La questione del lavoro la mette al centro Tiziana Bartimmo (Prc-Pdci): «I lavoratori oggigiorno fanno notizia solamente quando muoiono. È ora di riportare finalmente la questione lavorativa al centro dell’agenda politica». E ancora: «Bisogna costruire più alloggi adibiti a canone sociale, perché la casa è un diritto di tutti». Patrizio Rossi (Identità e Territorio) tuona: «I livornesi si stanno oramai stancando di denunciare i sempre più frequenti reati subiti, ecco perché le statistiche dicono che c’è una diminuzione del dato. Le ronde? Meglio dare alla polizia gli strumenti necessari per affrontare queste situazioni». E poi nel mirino la «speculazione edilizia selvaggia: la Variante non è più la linea del Piave».
Natalina Vadalà (Moderazione popolare) evidenzia: «Livorno deve aprirsi di più all’Europa. Servono incentivi per attirare le imprese straniere nel nostro territorio». A giudizio di Sergio Bertini (Udc) «sono maturi i tempi per favorire una maggiore concorrenza all’interno del porto». E attacca: «Basta con i barboni che pernottano in piazza Grande o gli ubriachi che gironzolano intorno alla farmacia comunale».
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