Gioco
livorno
Solo la mia è una vera lista civica
«Al ballottaggio appoggeremmo Taradash, ma a malincuore»
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Cominciamo dalla presentazione. Che cosa fa nella vita?
«L'artigiano edile. E poi faccio volontariato con la mia associazione che si chiama Csr, Comitato casi socialmente rilevanti. Ci occupiamo principalmente di emergenza abitativa, anche se seguiamo poi anche casi di disagio di varie famiglie. Ci sono famiglie che non arrivano non alla fine del mese, ma neanche alla fine della prima settimana».
La politica ha cominciato a farla ormai quindici anni fa, come consigliere della Circoscrizione 4 per Alleanza nazionale. Poi che cosa è successo?
«Poi sono passato con Forza Italia e nel 1999 mi sono candidato al consiglio comunale ottenendo soltanto 90 preferenze. Ma la mia attività di interpellanze e mozioni rivolte rivolte all'allora sindaco Gianfranco Lamberti è continuata. E lui non ha mai risposto. Mi sono ritirato dalla politica per sette anni, per motivi personali. Adesso ho formato questa lista civica».
Perché?
«Perché un giorno ho letto sul vostro giornale che Lamberti era l'alternativa a Cosimi. Capirete che il titolo mi ha lasciato un po' allucinato, perché l'attività di Lamberti non è che sia stata così lungimirante da poterlo riproporre come alternativa a Cosimi. Anche perché quando Lamberti faceva politica, e non mi sembra di sbagliare, la faceva proprio insieme a Cosimi. Mi sono convinto ancora di più quando ho visto Cosimi un giorno che ha attaccato Lamberti duramente, sempre sul vostro giornale, dicendo che nella sua attività di sindaco in 12 anni aveva portato Livorno quasi alla bancarotta. Lì sono rimasto ancora più stupito, perché Cosimi è stato prima assessore e poi consigliere e appoggiava tutti i provvedimenti di Lamberti. E così ho deciso per questa lista, benché mi avessero contattato anche alcuni partiti».
Quali?
«Anche il Pdl. Ma sono partiti nei quali non mi ritrovo per niente: se a Livorno ancora abbiamo la sinistra che governa, un po' è anche colpa dell'opposizione che non ha mai fatto proposte valide per convincere i cittadini».
La sua lista ha un'ispirazione che possiamo definire di destra o di centrodestra?
«No, nessuna ispirazione politica. Bisogna cominciare a guardare ai cittadini, non agli schieramenti. Faccio un esempio: a Livorno avevamo nello statuto comunale uno strumento che era il referendum consultivo. Poi, quando è stata proposto il progetto del rigassificatore, il referendum è stato rimosso dallo statuto del Comune. Ritengo questo un fatto profondamente antidemocratico. Se venissi eletto sindaco, lo ripristinerei subito. Sono convinto che tanti problemi della città si potrebbero risolvere proprio facendo intervenire i cittadini».
Ma a proposito di offshore, lei è d'accordo sul progetto o no?
«No. Credo che ci siano alternative migliori riguardo alle energie, a cominciare dall'eolico. Ci sono molte iniziative da portare avanti che sono molto meno pericolose del rigassificatore».
Quindi lei è convinto che Lamberti e Cosimi siano più o meno la stessa cosa...
«Non è che sembra a me. Lo sono davvero, perché è impensabile che due persone, due politici come sono Cosimi e Lamberti, si possano ritrovare ad un certo punto all'improvviso avversari e si addossano colpe degli anni passati che sono di tutte e due».
Abbiamo capito che lei è contrario a questi due. Ma facendo il gioco della torre, chi butterebbe giù per primo?
«Comincerei da Lamberti. Premetto che sotto la torre ci dovrebbero essere comunque i vigili del fuoco col telone, perché non voglio ammazzare nessuno... Continuerei con Cosimi e di seguito con Cannito».
E perché?
«Perché sta svolgendo una campagna elettorale basata su un attacco a Cosimi. Sta criticando l'amministrazione Cosimi dicendo una cosa che io condivido profondamente, e cioè che non ha guidato bene la città in questi ultimi cinque anni. Non condivido il fatto che lo dica Cannito perché, dalle delibere del consiglio comunale, risulta che in tutti questi anni ha sempre votato a favore o si è astenuto. E quando non votava a favore o non si asteneva, si allontanava dall'aula, e non si esprimeva nessun voto».
Lo sa che Cannito è pronto a far volare le querele su questo punto?
«Io ho portato anche davanti al confronto da Don Medori le delibere, quindi lui faccia tutte le querele che vuole. Se poi si appellerà al fatto che 5-6 volte l'anno ha votato contro, questo non credo gli darà ragione. Che abbia contrastato verbalmente durante le discussioni l'amministrazione su alcune cose, quello può essere. E' anche vero, però, che poi al voto uno che si astiene non è contro la maggioranza».
«L'artigiano edile. E poi faccio volontariato con la mia associazione che si chiama Csr, Comitato casi socialmente rilevanti. Ci occupiamo principalmente di emergenza abitativa, anche se seguiamo poi anche casi di disagio di varie famiglie. Ci sono famiglie che non arrivano non alla fine del mese, ma neanche alla fine della prima settimana».
La politica ha cominciato a farla ormai quindici anni fa, come consigliere della Circoscrizione 4 per Alleanza nazionale. Poi che cosa è successo?
«Poi sono passato con Forza Italia e nel 1999 mi sono candidato al consiglio comunale ottenendo soltanto 90 preferenze. Ma la mia attività di interpellanze e mozioni rivolte rivolte all'allora sindaco Gianfranco Lamberti è continuata. E lui non ha mai risposto. Mi sono ritirato dalla politica per sette anni, per motivi personali. Adesso ho formato questa lista civica».
Perché?
«Perché un giorno ho letto sul vostro giornale che Lamberti era l'alternativa a Cosimi. Capirete che il titolo mi ha lasciato un po' allucinato, perché l'attività di Lamberti non è che sia stata così lungimirante da poterlo riproporre come alternativa a Cosimi. Anche perché quando Lamberti faceva politica, e non mi sembra di sbagliare, la faceva proprio insieme a Cosimi. Mi sono convinto ancora di più quando ho visto Cosimi un giorno che ha attaccato Lamberti duramente, sempre sul vostro giornale, dicendo che nella sua attività di sindaco in 12 anni aveva portato Livorno quasi alla bancarotta. Lì sono rimasto ancora più stupito, perché Cosimi è stato prima assessore e poi consigliere e appoggiava tutti i provvedimenti di Lamberti. E così ho deciso per questa lista, benché mi avessero contattato anche alcuni partiti».
Quali?
«Anche il Pdl. Ma sono partiti nei quali non mi ritrovo per niente: se a Livorno ancora abbiamo la sinistra che governa, un po' è anche colpa dell'opposizione che non ha mai fatto proposte valide per convincere i cittadini».
La sua lista ha un'ispirazione che possiamo definire di destra o di centrodestra?
«No, nessuna ispirazione politica. Bisogna cominciare a guardare ai cittadini, non agli schieramenti. Faccio un esempio: a Livorno avevamo nello statuto comunale uno strumento che era il referendum consultivo. Poi, quando è stata proposto il progetto del rigassificatore, il referendum è stato rimosso dallo statuto del Comune. Ritengo questo un fatto profondamente antidemocratico. Se venissi eletto sindaco, lo ripristinerei subito. Sono convinto che tanti problemi della città si potrebbero risolvere proprio facendo intervenire i cittadini».
Ma a proposito di offshore, lei è d'accordo sul progetto o no?
«No. Credo che ci siano alternative migliori riguardo alle energie, a cominciare dall'eolico. Ci sono molte iniziative da portare avanti che sono molto meno pericolose del rigassificatore».
Quindi lei è convinto che Lamberti e Cosimi siano più o meno la stessa cosa...
«Non è che sembra a me. Lo sono davvero, perché è impensabile che due persone, due politici come sono Cosimi e Lamberti, si possano ritrovare ad un certo punto all'improvviso avversari e si addossano colpe degli anni passati che sono di tutte e due».
Abbiamo capito che lei è contrario a questi due. Ma facendo il gioco della torre, chi butterebbe giù per primo?
«Comincerei da Lamberti. Premetto che sotto la torre ci dovrebbero essere comunque i vigili del fuoco col telone, perché non voglio ammazzare nessuno... Continuerei con Cosimi e di seguito con Cannito».
E perché?
«Perché sta svolgendo una campagna elettorale basata su un attacco a Cosimi. Sta criticando l'amministrazione Cosimi dicendo una cosa che io condivido profondamente, e cioè che non ha guidato bene la città in questi ultimi cinque anni. Non condivido il fatto che lo dica Cannito perché, dalle delibere del consiglio comunale, risulta che in tutti questi anni ha sempre votato a favore o si è astenuto. E quando non votava a favore o non si asteneva, si allontanava dall'aula, e non si esprimeva nessun voto».
Lo sa che Cannito è pronto a far volare le querele su questo punto?
«Io ho portato anche davanti al confronto da Don Medori le delibere, quindi lui faccia tutte le querele che vuole. Se poi si appellerà al fatto che 5-6 volte l'anno ha votato contro, questo non credo gli darà ragione. Che abbia contrastato verbalmente durante le discussioni l'amministrazione su alcune cose, quello può essere. E' anche vero, però, che poi al voto uno che si astiene non è contro la maggioranza».
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