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Latini, condanne per tutti anche in appello

Luciano De Majo
Latini, condanne per tutti anche in appello

Rimane per entrambi il reato di associazione per delinquere

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 LIVORNO. Due mesi di "sconto" a Latini per un incidente caduto in prescrizione, un robusto abbassamento di pena alla moglie Libertaria Mazzoni e poi tutte conferme della sentenza di primo grado. Anche in Appello, dunque, lo scandalo dei falsi incidenti viene riconosciuto come tale. E l'accusa di associazione per delinquere formulata a carico di Mauro Latini detto "Sauro", l'ex portuale appassionato di infortuni, e della moglie Libertaria, rimane in piedi.
 Condannato a sei anni con il rito abbreviato dal tribunale di Livorno nel novembre del 2007, Latini, ritenuto dalla Procura della Repubblica di Livorno la vera e propria mente dell'associazione che organizzava falsi incidenti per incassare i risarcimenti dalle assicurazioni attraverso una rete di medici compiacenti, si è visto condannare ieri a cinque anni e dieci mesi. Lo ha deciso il collegio della Corte d'Appello di Firenze, presieduto da Michele Ravone (giudice relatore Alberto Lami, l'altro consigliere è il dottor Materia), che ha motivato questa leggerissima limatura della sentenza con la caduta in prescrizione di uno degli incidenti finiti all'attenzione degli inquirenti.
 Da tre anni e quattro mesi a due anni è invece la variazione di pena per Libertaria Mazzoni, la moglie di Latini, alla quale è rimasta l'accusa di associazione per delinquere ai fini della truffa. I giudici fiorentini hanno ritenuto di assolverla da quella di favoreggiamento reale.
 Per il resto, la sentenza di primo grado è stata confermata in tutto e per tutto. La Procura generale aveva chiesto la conferma delle condanne per tutti eccetto che per Paolo Cocco, uno di quegli imputati che rientrava nelle cosiddette posizioni minori, quelle dei falsi infortunati. Era stato condannato a due mesi e 10 giorni e la Procura generale aveva chiesto l'assoluzione ai sensi del secondo comma dell'articolo 530 del codice (ovvero la vecchia insufficienza di prove). Invece, la Corte ha pienamente confermato la condanna.
 Così come per lui, le condanne sono rimaste immutate anche per la figlia di Latini, Marzia, che quindi rimane con due anni di pena, e per il marito Fabio Langella, sempre condannato a due anni. Gli altri imputati che hanno scelto il rito abbreviato e che avevano posizioni defilate rispetto agli imputati principali, erano Mirko Voliani (condanna a un anno e 8 mesi), Ugo Caponi (un anno e 2 mesi), Catherine Smith (7 mesi e 10 giorni).
 Ieri in Corte d'Appello ci sono state le conclusioni degli avvocati Massimo Girardi e Antonio Cariello, che difendevano Latini e Mazzoni e che forse avevano riposto qualche speranza in più nella sentenza di secondo grado, almeno per quanto riguarda la posizione di Mauro Latini.

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di Redazione web